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Dopo i tre fallimenti consecutivi dei test precedenti dovuti a vari problemi ai motori e ai sistemi di alimentazione, l'ultimo test di volo di Starship (il decimo) è stato un vero e proprio successo: decollata nella notte italiana del 27 agosto (le 18:30 del 26 agosto al sito di lancio di Starbase, in Texas) l'enorme astronave di SpaceX ha raggiunto lo Spazio per poi tornare sulla Terra centrando tutti gli obiettivi previsti. Un passo in avanti importante per i programmi lunari della NASA, per la quale l'azienda spaziale di Elon Musk risulta tuttavia ancora in ritardo.
Il lancio era stato inizialmente previsto per la scorsa settimana, poi rimandato a lunedì per alcuni problemi tecnici, e posticipato di nuovo per il meteo non ideale al pomeriggio texano di martedì 26 (notte italiana di mercoledì 27). Accesi i suoi 33 motori, il razzo Super Heavy ha spinto nello Spazio l'astronave Starship senza alcun imprevisto, razzo che è poi stato fatto ammarare nel Golfo del Messico simulando un rientro controllato.
Ovvero, prima di toccare l'acqua sono stati riaccesi i motori per farlo capovolgere e immergere con il cono di prua verso l'alto, la stessa manovra utilizzata per lo spettacolare recupero con le enormi braccia della torre di lancio "Mechazilla", riuscito per la prima volta lo scorso ottobre in occasione del quinto volo di test di Starship.
Stavolta non era previsto il recupero, nemmeno dell'astronave Starship, la vera protagonista del test, che una volta raggiunto lo Spazio ha sperimentato un sistema per collocare satelliti in orbita, 8 satelliti Starlink V3 (finti, essendo un test), quelli che permettono di far funzionare l'omonimo sistema di comunicazione satellitare di SpaceX. L'astronave servirà infatti anche per trasportare in orbita fino a 60 satelliti Starlink, ragion per cui l'azienda ne ha testato, con successo, i meccanismi di movimentazione e di rilascio.
Dopo aver acceso un motore nello Spazio, l'altro obiettivo della missione raggiunto, Starship è rientrata nell'atmosfera per poi terminare il suo viaggio al largo dell'Oceano Indiano.
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È la prima volta che SpaceX raggiunge tutti gli obiettivi che si era prefissata in un test di volo. Ed è importante soprattutto a fronte degli insuccessi dei tre test precedenti, il settimo, l'ottavo e il nono effettuati tra gennaio e maggio di quest'anno. Ma secondo alcuni analisti ciò ha comportato l'accumulo di un certo ritardo rispetto alle previsioni precedenti, di circa sei mesi, che potrebbero pesare sul piano lunare Artemis della NASA previsto per la fine del 2027.
Quest'ultima ha scelto proprio Starship come astronave per il programma di allunaggio umano Artemis III, astronave che è ancora lontana dal dimostrare di essere sicura per gli equipaggi. Non c'è da escludere che nei prossimi mesi SpaceX possa velocizzare i test e, altro nodo cruciale per portare sulla Luna degli astronavi, sperimentare il sistema di rifornimento in orbita, necessario per la missione della NASA, che potrebbe quindi essere posticipata.
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