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Il Canyon di Caprera è qualcosa di unico non solo in Italia, ma in tutto il Mediterraneo. Quest'area però da anni è minacciata dalle attività umane che starebbero mettendo a rischio quest'autentico paradiso di biodersività. Il canyon si trova tra i 20 e 40 chilometri al largo della costa nord-orientale della Sardegna, vicino all'Isola di Caprera. Perché stiamo parlando un'area speciale? Il Canyon di Caprera è una vasta valle sottomarina formata da scarpate, valli sottomarine e pareti ripide che ospita una varietà di vita marina - unica nel bacino del Mar Mediterraneo - e contribuisce a mantenere in equilibrio i nostri oceani. Inoltre i suoi fondali sono molto profondi: in alcuni punti si superano i 1.000 metri di profondità.
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Per poter vedere balene e delfini non occorre navigare verso l'Oceano, visto che questi meravigliosi animali marini vivono anche in una zona poco conosciuta della Sardegna, non lontano da dove la nostra splendida isola quasi si sfiora con la Corsica. In rete di recente sono stati pubblicati molti articoli che celebrano il nostro "hotspot per la biodiversità" che però dovrebbe ricevere più attenzioni. "A mille metri di profondità nel Mar Mediterraneo - ha scritto la CNN in un recente articolo sul Canyon di Caprera -, un granchio intrappolato nella plastica lotta per strisciare sul fondale roccioso. A 240 metri di profondità, un'intera popolazione di coralli bambù viene soffocata dagli attrezzi da pesca". La CNN così ha potuto visionare le immagini riprese da un ROV - un veicolo a comando remoto - che si è spinto fino a mille metri di profondità negli abissi al largo di Caprera.
Queste spedizioni per mezzo dei ROV hanno svelato habitat profondi con coralli neri, foreste di gorgonie e comunità bentoniche complesse. La struttura del canyon favorisce correnti sottomarine che alimentano nutrienti e sostengono un’alta produttività biologica, un meccanismo che rende la zona un motore fondamentale per la catena alimentare marina in questa parte di mare. Ecco perché pesci luna, alcuni squali, balenottere, delfini, tartarughe e tante altre specie marine, vivono tutte insieme qui a venti chilometri dalla costa della Sardegna. One Ocean Foundation però ha lanciato ora un preoccupato grido d'allarme.

Nel marzo 2024 il Canyon di Caprera è entrato a far parte della rete globale degli Hope Spots da Mission Blue, un'iniziativa mondiale per la tutela della biodiversità Marina istituita dalla famosa oceanografa Sylvia Earle. Una decisione spinta dalla One Ocean Foundation che ha spiegato come questo "permetterà di proseguire, con ancora maggior impegno e in collaborazione con enti e istituti nazionali e internazionali, nelle attività di tutela del più grande sistema di canyon sottomarini nel nord-est della Sardegna". Nonostante sia adiacente ad aree protette, il Canyon non gode attualmente di alcuna tutela ufficiale il che mette a rischio la sua biodiversità.
L'area così è sempre più minacciata dalle attività umane, come il traffico marittimo - siamo lungo una delle rotte più trafficate essendo tra Italia e Francia e una sorta di porta d'ingresso verso la Spagna - e la pesca, specie quella a strascico. Molti di questi animali, già considerati in via di estinzione, adesso finiscono nelle reti e muoiono. L'obiettivo così è quello di rendere il Canyon di Caprera un'Area Marina Protetta (AMP), dando vita così a un'area di restrizione della pesca che permetterebbe di tutelare al meglio questo piccolo angolo di paradiso della biodersività così delicato e a rischio a causa dell'attività dell'uomo.
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