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Nuovo anno, nuovi trend: e il 2026 si preannuncia come l’anno del turismo “slow”, la filosofia del viaggio lento che imposta il ritmo delle vacanze su modalità più rilassate, valorizzando autenticità, discrezione e contatto diretto con il territorio. Il viaggiatore contemporaneo, sempre più sensibile alle tensioni internazionali e all’eccessiva invasività della tecnologia, cerca destinazioni meno note, esperienze personalizzate e itinerari capaci di garantire una pausa rigenerante dalla frenesia quotidiana.
A questo concetto si aggiunge una nuova sfumatura: il termine “s-Low”, come spiegato da TTG, unisce la filosofia dello slow travel con l’idea di un approccio “low profile” al viaggio. Viaggiare s-Low significa non solo rallentare i ritmi, ma farlo con discrezione, evitando luoghi affollati e privilegiando destinazioni sicure, sostenibili e immerse nella natura. È una tendenza che riflette la crescente domanda di esperienze autentiche, lontane dai percorsi turistici di massa, e un desiderio di rigenerazione personale più profondo.

Il 2026 vedrà l’affermarsi di mete in cui lentezza, sostenibilità e immersione culturale si combinano con infrastrutture moderne e servizi di qualità. Secondo TTG (qui potete leggere l'articolo completo del magazine), gli italiani stanno orientando le proprie scelte verso destinazioni europee e internazionali capaci di coniugare relax, natura e autenticità, senza rinunciare a comfort e sicurezza. Tra queste, Svizzera e Polonia rappresentano esempi di come il turismo s-Low possa declinarsi sia nelle città sia nelle aree rurali, mentre la Polinesia francese e la Patagonia incarnano l’eccellenza di esperienze lontane e rigorosamente small-scale.

In Europa, la filosofia del turismo s-Low trova due interpreti eccellenti: Svizzera e Polonia. La Svizzera punta sulle “hidden gems”, località meno conosciute capaci di offrire esperienze di qualità. Tra queste figurano Laax, ideale per famiglie con piste e attività per bambini; l’Appenzello, con il nuovo hotel 5 stelle Appenzeller Huss Quell dedicato al benessere olistico; e i rilassanti paesaggi di Neuchâtel, il Landwasserwelt della Ferrovia Retica e la grotta di ghiaccio del Monte Titlis. Grazie a infrastrutture efficienti e servizi su misura, i turisti italiani possono godere di serenità nella natura senza rinunciare al comfort, contribuendo a una crescita dei pernottamenti alberghieri del 10,3% fra settembre e novembre 2025. L’approccio “swisstainable” mira a valorizzare mete meno battute e orientare i flussi turistici verso esperienze autentiche e sostenibili.
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Anche la Polonia sta consolidando il turismo lento, combinando città d’arte e territori rurali. Lodz, Breslavia, Danzica, Poznan e Varsavia diventano punti di partenza per esplorazioni tra parchi nazionali e borghi minori, con esperienze enogastronomiche e culturali autentiche. Secondo Barbara Minczewa, direttrice dell’Ente Nazionale Polacco per il Turismo, la strategia mira a offrire itinerari rigeneranti e consapevoli, capaci di sorprendere anche i viaggiatori più giovani. La promozione della “coolcation” consente di unire tradizioni locali e offerta moderna, rendendo il viaggio lento non solo una questione di ritmo, ma un’immersione profonda nella cultura e nella natura polacca.

Ma il concetto di viaggio lento e autentico (in questo caso low, slow o s-low che dir si voglia) non si limita di certo all’Europa: gli italiani in cerca esperienze più lontane, per questo 2026, possono guardare verso la Polinesia francese, dove le 118 isole dell’arcipelago offrono turismo small-scale senza rinunciare a lusso e servizi - andando oltre i semplici trend di viaggio. Secondo Tehani Mairai, international promotion manager di Tahiti Tourisme, cresce l’interesse per esperienze che combinano relax balneare, immersione nella natura e partecipazione a eventi culturali, come il Festival Heiva o l’Hawaiki Nui Va’a, gare e rituali che trasmettono tradizioni locali. Anche le rotte aeree più efficienti, via Parigi, Tokyo e Los Angeles, hanno reso le destinazioni più accessibili, attirando generazioni più giovani e famiglie alla ricerca di autenticità.
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Similmente, in Patagonia argentina e nella Terra del Fuoco, eventi come il “Designers BA en el Fin del Mundo” e campagne digitali mirate stanno trasformando territori remoti in mete accessibili, anche per famiglie e viaggiatori individuali. Ushuaia e dintorni si confermano come luoghi ideali per una “emigrazione turistica” che privilegia il distacco dal mondo moderno e la connessione con la natura.

Il turismo s-Low - e quindi lento, slow e low - rappresenta più di un trend passeggero, perché rappresenta una risposta alle sfide globali, dalle tensioni geopolitiche alla saturazione dei flussi turistici: il viaggiatore del 2026 cerca esperienze rigeneranti, sostenibili e autentiche, che uniscano relax, cultura, natura e qualità dei servizi. L’obiettivo non è solo visitare luoghi nuovi, ma vivere il viaggio come momento di rigenerazione personale, riscoprendo mete poco conosciute e radici culturali profonde.
In questo scenario, la chiave per operatori e destinazioni è offrire un turismo lento, sostenibile e flessibile, capace di rispondere alle esigenze del viaggiatore moderno senza rinunciare a qualità e autenticità. Il 2026 segna dunque l’affermarsi di un viaggio più consapevole, discreto e profondamente rigenerante: il vero turismo s-Low.
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