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Con Killers of the Flower Moon, in onda il 1° gennaio 2026 alle 21:20 su Rai3, Martin Scorsese firma uno dei suoi film più complessi e dolorosi. Lungo 3 ore e 26 minuti, il regista affronta una delle pagine più oscure della storia americana, portando sullo schermo il dramma della Nazione Osage nell’Oklahoma dei primi decenni del Novecento. Il film intreccia la storia privata di Ernest Buckhart (Leonardo DiCaprio), della moglie Mollie Kyle Buckhart (Lily Gladstone) e dello zio William Hale (Robert De Niro) con una tragedia collettiva fatta di avidità, violenza e sistematico sfruttamento.
Alla fine del XIX secolo, sotto le terre della Riserva Osage furono scoperti enormi giacimenti di petrolio. In vista della nascita dello Stato dell’Oklahoma nel 1907, il governo federale assegnò ai singoli membri della tribù i diritti sulle royalty petrolifere, i cosiddetti headrights, ereditabili anche da persone non Osage.
Negli anni Venti il valore di queste rendite raggiunse cifre astronomiche: l’equivalente attuale di oltre 400 milioni di dollari l’anno. Fu allora che una scia di omicidi sconvolse la comunità: almeno 60 Osage, forse più di 100, furono uccisi nel giro di pochi anni.
A orchestrare la cospirazione fu William Hale, allevatore trasferitosi dal Texas, che coinvolse familiari e complici per appropriarsi illegalmente dei diritti petroliferi. Tra i suoi piani più crudeli, convincere il nipote Ernest a sposare Mollie Kyle e organizzare l’eliminazione della sua famiglia. La vicenda si concluse con l’arresto di Hale nel 1926 e rappresentò uno dei casi fondativi della nascente FBI.

Questa storia vera è stata raccontata dal giornalista David Grann nel bestseller del 2017 Killers of the Flower Moon: The Osage Murders and the Birth of the FBI, da cui Scorsese ha tratto il film. Le riprese, iniziate nell’aprile 2021, si sono svolte nei luoghi reali degli eventi, tra Pawhuska, Fairfax, Bartlesville e Tulsa, dando vita alla più grande produzione cinematografica mai realizzata in Oklahoma. Uscito nell’ottobre 2023, il film ha ottenuto un enorme successo di critica e pubblico, consacrando Lily Gladstone, prima attrice indigena a vincere il Golden Globe come miglior attrice per il ruolo di Mollie.
La scelta delle location è parte integrante del racconto. Scorsese e il production designer Jack Fisk hanno voluto girare in Oklahoma con il coinvolgimento diretto della Nazione Osage, ricostruendo città e paesaggi com’erano negli anni Venti, senza autostrade, periferie moderne o tecnologia contemporanea.
Tra i luoghi più significativi delle riprese spicca l’Osage Hills State Park a Pawhuska, utilizzato per le scene all’aperto che restituiscono la bellezza incontaminata del territorio. A Fairfax, l’attuale Water Bird Gallery, oggi spazio dedicato all’arte e al design nativo americano, è stata sia location reale sia set degli uffici dei fratelli Shoun, medici coinvolti negli avvelenamenti degli Osage. A Tulsa, il maestoso Philtower Building, capolavoro neogotico del 1928, appare nel film come ufficio postale storico.

Il centro di Pawhuska è stato profondamente trasformato per le riprese: Kihekah Avenue, cuore della città, è tornata visivamente agli anni Venti grazie a facciate ricostruite e strade ricoperte di terra. Qui si trovano anche Sister’s Attic, ex Oklahoma Hotel usato per alcune scene chiave, e la First Christian Church, che nel film diventa carcere, tribunale federale e ufficio del giudice.
Il paesaggio naturale ha un ruolo altrettanto centrale: il Tallgrass Prairie Preserve, la più grande prateria protetta di erba alta al mondo, fa da sfondo a diverse sequenze, mentre Chandler Park a Tulsa è stato scelto per ricreare le grotte della campagna Osage. Tra le location culturali spicca anche la Big Rain Gallery, fondata dall’artista Osage Addie Roanhorse, che nel film ospita la scuola di danza. Killers of the Flower Moon non è solo un grande film storico, ma anche un atto di restituzione della memoria.

Pur raccontando uno dei capitoli più tragici della storia dell’Oklahoma, il film invita oggi a visitare questi luoghi per comprendere meglio il passato e celebrare la resilienza della Nazione Osage, che continua a vivere e prosperare nel nord-est dello Stato. Un viaggio tra cinema, storia e territorio, dove le location diventano parte integrante della narrazione e della sua verità.
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