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Dopo oltre anni di attesa, ritardi e cambi di rotta, il Lucas Museum of Narrative Art aprirà finalmente le sue porte a Los Angeles il 22 settembre 2026. Non si tratta di un tempio dedicato a Star Wars, la saga che ha consacrato George Lucas come icona di Hollywood, ma di un progetto ambizioso pensato per celebrare il potere universale delle immagini e delle storie in tutte le loro forme. Pittura, fotografia, illustrazione, fumetti, cinema e scenografie convivranno sotto lo stesso tetto per raccontare come le narrazioni influenzino le relazioni umane e la percezione del mondo.
L’idea del museo risale al 2006, quando il produttore e regista annunciò di voler creare uno spazio in cui lo storytelling illustrato fosse protagonista. Con l’aiuto della moglie Mellody Hobson, imprenditrice e partner nella realizzazione del progetto, Lucas ha perseguito un sogno eclettico: un museo che non fosse solo un omaggio ai suoi film, ma un percorso attraverso le arti narrative in senso lato.
Gli anni non sono stati privi di difficoltà. Inizialmente destinato a San Francisco, il museo cambiò sede nel 2014, scegliendo Chicago con il progetto affidato allo studio MAD dell’archistar Ma Yansong. Poi, nel 2017, il cantiere è tornato in California, a Los Angeles, nell’area dell’Exposition Park. Tra ritardi, contenziosi legali e la pandemia di Covid-19, l’apertura – prevista inizialmente nel 2021 – è slittata di diversi anni, fino all’annuncio ufficiale del 2026.

Il museo si presenterà come una struttura futuristica dalla forma vagamente ad astronave, su una superficie di quasi 28mila metri quadrati, che accoglierà più di 40mila opere. Dipinti di Frida Kahlo, Beatrix Potter e Kadir Nelson, fumetti di Jack Kirby, Chris Ware e R. Crumb, fotografie di Henri Cartier-Bresson, Dorothea Lange e Gordon Parks, ma anche modellini, costumi, bozzetti e oggetti di scena delle saghe di Lucas come Star Wars e Indiana Jones.
Le 35 gallerie tematiche saranno dedicate a concetti universali e sentimenti umani: dall’amore all’avventura, dalla famiglia all’identità. A completare l’offerta, un teatro, sale cinematografiche, ristoranti, spazi per eventi e una biblioteca aperta al pubblico. Il paesaggio esterno è curato da Mia Lehrer, con oltre 4 ettari e mezzo di giardini e spazi verdi pensati per diventare un nuovo parco urbano accessibile a tutti.
Nonostante la data sia finalmente fissata, il percorso verso l’inaugurazione non è stato privo di ostacoli. Nel 2025, parte dello staff è stato licenziato e la curatrice capo Pilar Tompkins Rivas ha lasciato il progetto senza spiegazioni ufficiali, a testimonianza delle difficoltà gestionali legate a un’impresa di simile portata.
Lucas, tuttavia, resta convinto dell’importanza del museo: «Le storie sono mitologie e, quando illustrate, aiutano gli esseri umani a comprendere i misteri della vita. Questo museo viene costruito con la convinzione che lo storytelling illustrato sia un linguaggio universale», ha spiegato il regista.

Il Lucas Museum of Narrative Art non sarà quindi solo una tappa obbligata per i fan di Star Wars e dei film di Lucas, ma un luogo dove l’arte narrativa, in tutte le sue forme, diventa protagonista. Dalla pittura alla fotografia, dai fumetti al cinema, il museo promette di trasformare la visita in un viaggio attraverso l’immaginazione e le storie che hanno plasmato la cultura contemporanea. Con l’apertura fissata per il prossimo autunno 2026, Los Angeles si prepara ad accogliere una nuova icona culturale destinata a ispirare generazioni di creativi e appassionati di storytelling.
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