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Roma introduce nuove regole per le riprese cinematografiche, con l’obiettivo di bilanciare le esigenze dei residenti dei quartieri più colpiti dall'invasione dei set e quelle di un settore che porta prestigio ed entrate economiche alla Capitale. Dopo anni di proteste in zone come Garbatella, San Saba e Pigneto, arriva in Assemblea capitolina il Regolamento per la disciplina delle riprese cinematografiche nel territorio di Roma Capitale, pronto a mettere ordine tra traffico modificato, parcheggi occupati e concessioni temporanee di suolo pubblico.
I residenti dei quartieri storici di Roma lamentano da tempo disagi legati alle produzioni cinematografiche: strade chiuse all’ultimo minuto, parcheggi “scippati” e modifiche improvvise alla viabilità. Questi quartieri si sentono spesso “ostaggio” dei set, mentre l’industria cinematografica continua a rappresentare un’importante risorsa economica e culturale per la città.
Il nuovo regolamento per le riprese cinematografiche a Roma, frutto di quasi un anno di lavoro e confronto con i Municipi, nasce per rispondere a tre principali criticità. In primo luogo, le tempistiche di presentazione delle istanze: spesso le richieste di autorizzazione da parte delle produzioni arrivano molto a ridosso dell’inizio delle riprese, creando difficoltà nell’organizzazione dei set.
In secondo luogo, il procedimento per ottenere i permessi Ztl: l’accesso temporaneo alle zone a traffico limitato coinvolge diversi uffici, causando rallentamenti e inefficienze. Infine, la questione dell’occupazione di suolo pubblico: i mezzi e le attrezzature necessarie ai set possono creare disagi ai cittadini, con conseguenti segnalazioni e proteste rivolte all’amministrazione comunale.

Con il nuovo regolamento, le domande di autorizzazione devono essere presentate all’Ufficio Cinema del Dipartimento Cultura con almeno 20 giorni lavorativi di anticipo rispetto all’inizio delle riprese, tramite la piattaforma telematica dello Sportello unico delle attività culturali (SUAC). È previsto un termine ridotto di 7 giorni solo nei casi di riprese in aree vincolate o quando l’occupazione di suolo pubblico è minima.
Per quanto riguarda l’occupazione di suolo pubblico, le richieste dovranno specificare chiaramente la durata, i giorni e gli spazi utilizzati da mezzi, attrezzature e set, limitandosi strettamente al tempo necessario per il montaggio, le riprese e lo smontaggio. Inoltre, i municipi avranno la possibilità di inibire o ridurre l’occupazione qualora ci siano motivi contingenti, come esigenze di ordine pubblico, sicurezza stradale o rispetto della quiete pubblica.
Infine, il rilascio dell’autorizzazione sarà subordinato ai pareri obbligatori di diversi enti competenti: la Sovrintendenza ai Beni culturali, gli organi periferici del Ministero della Cultura, il Dipartimento Tutela Ambientale e Verde e il Corpo di Polizia Locale, a seconda della tipologia di area interessata dalle riprese.

Erica Battaglia, presidente della Commissione Cultura e prima firmataria del regolamento, sottolinea che il testo rappresenta “un buon equilibrio tra le necessità dei municipi, degli uffici preposti, delle produzioni e dei territori”. L’assessore capitolino alla Cultura, Massimiliano Smeriglio, ha aggiunto: “Abbiamo cercato di costruire un punto d’incontro, riducendo i disagi per i residenti senza penalizzare le produzioni. L’industria cinematografica porta lavoro e professionalità a Roma, quindi dobbiamo favorire le riprese compatibilmente con la vita dei quartieri.”
Con l’approvazione del regolamento, i quartieri più colpiti dai set potrebbero vedere meno disagi grazie a una pianificazione più chiara e a una comunicazione tempestiva. Allo stesso tempo, le produzioni cinematografiche avranno un quadro normativo stabile, che permette loro di organizzare set senza sorprese improvvise, valorizzando Roma come capitale del cinema.
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