Tutte le novità annunciate da Apple: dal MacBook Neo agli iPad e MacBook Air
Una sfilza di nuovi prodotti al debutto, compreso l'atteso MacBook economico. Scopriamoli insieme

Di un nuovo Siri se ne parla da mesi, da ancora prima della presentazione degli iPhone 17 e iPhone Air, assistente vocale di cui si attende un aggiornamento sostanziale da tempo ormai. Apple ultimamente ha aggiunto alcune funzionalità basate sull'intelligenza artificiale ma, rispetto a Gemini di Google e ai vari chatbot presenti sul mercato, è ancora molto indietro.
Il recente annuncio della collaborazione con Google per i modelli linguistici Gemini come base e alcune indiscrezioni emerse negli scorsi giorni fanno tuttavia ben sperare chi sta aspettando una versione di Siri più intelligente e capace da utilizzare sui propri iPhone, iPad e Mac. Intanto, ecco cosa sappiamo.

Risale allo scorso 12 gennaio la notizia dell'intesa tra Apple e Google che permetterà alla prima di integrare i modelli intelligenti della seconda negli Apple Foundation Models. In altre parole, significa che Apple può utilizzare Gemini come base per il nuovo Siri e per le varie funzioni di intelligenza artificiale che integrerà sui suoi dispositivi.
Una collaborazione pluriennale che mette da parte la competizione diretta tra il produttore di iPhone e il produttore del sistema operativo più diffuso al mondo (Android). Apple e Google che già contano da anni altre collaborazioni miliardarie, come quella che permette a quest'ultima di lasciare Google come motore di ricerca predefinito di Safari, il browser di Apple.
Secondo quanto riporta il sito di tecnologia Bloomberg, Apple avrebbe testato sia i modelli di ChatGPT (OpenAI) che quelli di Claude (Anthropic) prima di scegliere Gemini come partner ideale, modello che pagherebbe a Google circa 1 miliardo di dollari all'anno.
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Con l'aiuto dei modelli Gemini, Apple si appresta a fare il suo passo definitivo verso l'intelligenza artificiale. Un passo atteso da tempo, provato timidamente con qualche funzione uscita negli scorsi mesi, e che ora ci si aspetta rivoluzioni Siri.
Da assistente virtuale tradizionale, dovrebbe diventare un chatbot vero e proprio, ben integrato nel software e capace di svolgere attività di vario tipo: dalla ricerca sul web alla generazione di contenuti, passando per l'analisi di file e per altre funzioni più trasversali che dovrebbero estenderne notevolmente l'influenza su diversi aspetti dell'utilizzo dei dispositivi.
Un "Ehi Siri" permetterebbe agli utenti di gestire richieste multiple, definirle meglio con precisazioni e contesto ulteriore, interagire con le varie app installate, ed eseguire altre attività, sempre rimanendo sui server di Private Cloude Compute di Apple, tenendo cioè separati i dati degli utenti dall'infrastruttura di Google su cui si baserebbero queste funzioni.
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iPhone, iPad e Mac, secondo quanto riporta Bloomberg, dovrebbero poterne usufruire a partire da iOS 27, iPadOS 27 e macOS 27, le future versioni dei sistemi operativi di Apple che l'azienda presenterà il prossimo giugno in occasione della conferenza annuale per sviluppatori (WWDC), per poi avviarne la distribuzione effettiva a settembre.
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