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Gabriele Muccino ha presentato a Roma, insieme al cast, il suo ultimo film, Le cose non dette, nelle sale dal 29 gennaio.
"Con i film di Gabriele passi dal giudicare qualcuno al vedere te stesso" ha detto Stefano Accorsi durante la conferenza stampa de Le cose non dette, che racconta una storia che affronta con profondità e sensibilità i nodi irrisolti delle relazioni umane. La pellicola esplora verità nascoste, silenzi che pesano come macigni e la difficoltà di comunicare in un mondo sempre più digitale e distratto.
"Per me questo è un film sulle relazioni portate all’estremo come le opere ottocentesche che ho incluso anche nella colonna sonora. Non ho pensato a un genere, volevo solo indagare fino a che punto le imperfezione umane possano arrecarsi un danno. Come le opere romantiche, in cui i personaggi non conoscono mezze misure e sono pronti a tutto per arrivare a quello a cui aspirano di più, spesso è l’amore e ci arrivano male" ha detto Muccino.
Tratto dal romanzo Siracusa di Delia Ephron, Le Cose non Dette è un dramma intenso e contemporaneo che si concentra su come le parole non dette possano influenzare vite, scelte e destini. Carlo ed Elisa sono una coppia solida, colta, perfettamente integrata nella Roma che conta. Condividono una vita fatta di riconoscimenti professionali, routine consolidate e un sentimento che col tempo ha perso slancio e urgenza. Carlo insegna all’università ed è uno scrittore in cerca di ispirazione, mentre Elisa è una giornalista affermata, apprezzata anche oltre i confini italiani.
Nel tentativo di spezzare la monotonia e ritrovare un equilibrio, decidono di partire per il Marocco insieme agli amici di lunga data Anna e Paolo, portando con sé anche la figlia adolescente Vittoria. Quello che doveva essere un viaggio rigenerante si trasforma però in un terreno scivoloso, dove tensioni mai risolte, non detti e desideri repressi emergono lentamente, mettendo in crisi equilibri che sembravano intoccabili.
A complicare ulteriormente le cose è l’arrivo di Blu, una giovane e affascinante studentessa di filosofia di Carlo, la cui presenza enigmatica innesca sospetti, attrazioni sottili e nuove inquietudini. In un contesto lontano e sospeso, tra il calore immobile del paesaggio e il silenzio carico di significati, i legami si incrinano, le maschere cadono e ciascuno è costretto a confrontarsi con verità scomode. Perché, a volte, basta una piccola crepa per far crollare certezze costruite in una vita intera.

"Ci hanno provato in tanti ad adattare il romanzo della Ephron, io ho scritto la sceneggiatura in 25 giorni perché il plot era chiaro e ben costruito, quindi metterlo in sceneggiatura è stato veloce e facile. Quei personaggi li conoscevo perfettamente" ha detto Muccino in conferenza stampa, aggiungendo: "Abbiamo fatto tante prove per capire come funzionano i personaggi, le battute e la storia. Facendo le prove trovi la temperatura del film che è molto importante per lo storytelling".
Anche gli attori protagonisti hanno condiviso le loro esperienze sul set, parlando di quanto le dinamiche dei loro personaggi rispecchino conflitti reali: da rapporti familiari in crisi a legami amorosi tesi, fino alle difficoltà di affrontare le proprie paure interiori. Miriam Leone è Lisa, "un personaggio che non esplode, abbiamo lavorato in sottrazione con Gabriele e ci siamo fatti molte domande. Per esempio come avere uno sguardo intelligente sulle cose senza vedere quello che ci sta accadendo. Lisa sente di avere tutto sotto controllo, ma a volte si scopre che l’inconscio sta nascondendo qualcosa. Lei si è messa da parte per il suo uomo e la frustrazione della maternità mancata porta la coppia a vivere una crisi" come ha sottolineato l'attrice.
E ha aggiunto: "Le relazioni umane sono fragili e sottili e in fondo questo film riguarda tutti proprio per questo. Tutti non riusciamo a dire delle cose e facciamo fatica ad accettare la verità quando è scomoda". Dopo L'Ultimo Bacio Stefano Accorsi torna a lavorare con Muccino nei panni di Carlo: "A me piace lavorare con Gabriele perché i suoi film raccontano qualcosa di noi. Il titolo è emblematico, ci sono bugie e cose che non diciamo senza rendercene conto. Viviamo tutti quel momento 'Sliding door' che divide la vita in due. La coppia di Carlo e Lisa è in crisi ma non infelice, cerca di ritrovare un’armonia e ci sta quasi riuscendo. Questo film riesce, con una struttura articolata, a parlare di noi, di sentimenti umani e della vita di tutti i giorni. Passi dal giudicare qualcuno a vedere te stesso".

La sua relazione con la giovane Blu, interpretata da Beatrice Savignani, è la miccia che innesca una serie di eventi all'interno del film. "Blu è personaggio intensa perché fa una scelta precisa, usa una voce controcorrente in un mondo che va avanti con le bugie. La sua scelta è coraggiosa perché ha bisogno di essere vista. La scelta dell’amore è quella in cui crede molto, questo film fa uscire con delle domande in più, è un film molto terreno, molto umano perché parla di amore che è la cosa più bella e che ci accomuna tutti. Il mio personaggio è bello e spigoloso, mi ha insegnato a non avere paura dei personaggi scomodi".
Accanto a loro Carolina Crescentini e Claudio Santamaria nei panni della seconda coppia in crisi ma per motivi diversi. Lei, Anna, "ha un percorso fatto di abbandoni e non vuole che sua figlia abbia la stessa sorte, ma ha scelto un uomo che non ama sua figlia, e si trova sola come una specie di Don Chisciotte contro i mulini al vento in versione psicopatica e aggressiva. Grida per farsi vedere, ma più fa così e più la gente si allontana. Lei è ossessionata dal controllo ma non lo può avere" come ha detto l'attrice in conferenza stampa.

Mentre Santamaria che ha esordito con Muccino con il film Ecco Fatto, di questa esperienza ha rivelato: "Quando una coppia è in crisi di solito fa un viaggio da sola, non si porta gli amici, ma Lisa invita anche loro perché ha bisogno di specchi. Queste due, coppie, infatti sono lo specchio l'una dell'altra, e Lisa sa che andando in vacanza qualcosa accadrà. Ognuno di noi apre gli occhi a un altro personaggio. Lisa ha un grande desiderio di cambiamento".
"Il mio sguardo sugli uomini è sempre stato lo stesso così come quello su me stesso e crescendo non è cambiato, anche se pensavo di evolvermi di più. La mia parte femminile ha sempre voluto capire e conoscere le donne, raccontarle come minaccia alla fragilità maschile che credo ci sia. In questo film ho osservato dal punto di vista femminile la storia e l’ho raccontata da quel punto di vista. In ogni mio film sono stato donna e uomo, ma qui è più chiaro forse" ha concluso il regista, invitando ad andare al cinema a vedere Le cose non dette.
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