Come si diventa giocatore di curling, lo sport rivelazione delle Olimpiadi Invernali
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Olimpiadi Invernali e clima, cosa sta succedendo? Tutti gli occhi del mondo ora sono puntati sulle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, un evento che sta catturando le attenzioni di tutti i principali media internazionali. Tralasciando i costi lievitati - a pagare come sempre sarà Pantalone - e le gaffes ascoltate durante la cerimonia d'apertura dei Giochi, occorre focalizzarsi anche su come i cambiamenti climatici stiano impattando su queste Olimpiadi Invernali e come lo faranno su quelle future.
Non è un mistero infatti che le Olimpiadi in corso - e le ultime disputate - si inseriscono in un quadro segnato da un progressivo riscaldamento globale, che sta modificando profondamente il rapporto tra sport, territorio e clima. Inutile girarci attorno: fa più caldo, gli eventi climatici avversi sono sempre più frequenti e tutto questo ca va sans dire ha un impatto anche sui grandi eventi, specie quelli che hanno come protagonisti gli sport invernali.
Anche l’Italia è coinvolta in questo processo come dimostrano i recenti avvenimenti. Il Belpaese, storicamente caratterizzato da inverni freddi nelle zone montane e da abbondanti nevicate sulle Alpi e sugli Appennini, sta vivendo una trasformazione climatica evidente. Negli ultimi decenni si è registrato un aumento costante delle temperature medie e una riduzione delle precipitazioni nevose. Gli inverni così sono sempre più miti, tanto che ormai i "cannoni" che sparano neve artificiale sono diventati necessari per tenere aperti buona parte degli impianti sciistici nostrani. Ora che tutte le attenzioni sono puntate sulle nostre perle montane di Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige, occorre ricordare che buona parte dei nostri ghiacciai alpini si stanno riducendo, con le stagioni sciistiche che invece si stanno accorciando. Qual è allora il rapporto tra Olimpiadi Invernali e clima?

In questo scenario, qual è allora la connessione tra le Olimpiadi Invernali e il clima? Le Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 si stanno svolgendo in un’area particolarmente sensibile ai cambiamenti climatici e, proprio per questo, il tema ambientale è diventato centrale nella preparazione dell’evento iridato. Negli ultimi anni molte delle zone olimpiche hanno registrato inverni più caldi della media storica, con nevicate irregolari e spesso insufficienti. Questo ha reso necessario un massiccio utilizzo di sistemi di innevamento programmato che richiedono grandi quantità di acqua ed energia. Sebbene queste tecnologie permettano di garantire condizioni adeguate per le competizioni, al tempo stesso sollevano grandi interrogativi sulla sostenibilità a lungo termine.
In merito ai Giochi nostrani, il cambiamento climatico ha influito anche sulla progettazione delle infrastrutture olimpiche. Gli organizzatori infatti hanno dovuto tenere conto della maggiore instabilità del terreno, del rischio idrogeologico e delle variazioni stagionali. Alcuni impianti così sono stati realizzati puntando sul riutilizzo di strutture già esistenti, proprio per ridurre l’impatto ambientale e limitare il consumo di suolo. Inoltre le temperature più elevate incidono direttamente sulla qualità della neve e del ghiaccio. Discipline come sci alpino, fondo e bob richiedono condizioni precise per garantire sicurezza e spettacolarità, con il monitoraggio climatico e meteorologico che ha assunto un ruolo fondamentale nell’organizzazione delle gare.

Il CIO da tempo è stato ben chiaro: per quanto riguarda le Olimpiadi, specie quelle Invernali, la parola d'ordine deve essere sostenibilità. In passato infatti abbiamo assistito a eventi iridati che hanno mandato in bancarotta città e spesso anche intere Nazioni. Da noi così molto si è parlato della pista da bob a Cortina - costata probabilmente ben oltre 120 milioni di euro - che rischia di essere l'ennesima cattedrale nel deserto, ma in futuro potrebbe essere il clima la vera Spada di Damocle sul capo delle Olimpiadi.
Secondo molti studi scientifici, se il riscaldamento globale dovesse continuare ai ritmi attuali il numero di località in grado di ospitare Giochi invernali in modo naturale diminuirà drasticamente. Solo le regioni situate ad alta quota o a latitudini elevate potranno garantire condizioni climatiche adeguate, aumentando così la percezioni di Giochi riservati a una ben precisa fascia latitudinale. Le prossime Olimpiadi Invernali si terranno in Francia nell'Alta Savoia, mentre quelle del 2034 negli Stati Uniti a Salt Lake City: il futuro dei Giochi però dipenderà dalla capacità di adattarsi a un clima in evoluzione, trovando un equilibrio tra spettacolo, rispetto per l’ambiente e responsabilità verso le generazioni future.
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