Instagram, Facebook e WhatsApp saranno (anche) a pagamento?
Abbonamenti in test, ma solo per accedere ad alcune funzioni aggiuntive. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta

Digital detox, vi siete mai chiesti cosa potrebbe accadere se per una settimana decidessimo di non accedere ai social network? Una domanda questa che si sono posti anche diversi studiosi che hanno compiuto una serie di ricerche a riguardo. Prima però occorre spendere due parole per chiarire cos'è il digital detox, così da avere ben chiaro di cosa stiamo parlando. Con questa espressione, ormai entrata a pieno titolo nel nostro vocabolario, si intende un periodo di disconnessione volontaria da dispositivi digitali - in particolare smartphone e social network in generale - con l’obiettivo di ridurre lo stress, migliorare la concentrazione e ristabilire un rapporto più equilibrato con la tecnologia. Del resto è stato calcolato che in tutto il mondo circa 4,8 miliardi di persone sono attive tra i vari social network, da Facebook a Instagram fino a X e TikTok giusto per citare i più famosi.
Se restringiamo il campo all'Italia, sono più di 42 milioni i connazionali che hanno almeno un account social. Se pensiamo che in totale nel Belpaese siamo in 59 milioni, escludendo i bambini e le persone molto anziani in sostanza quasi tutti sono attivi nelle varie piattaforme. I numeri sono ancora più impressionanti se vediamo quanto tempo trascorriamo online. A livello globale la media supera le 2 ore e 20 minuti al giorno, mentre in Italia si arriva a quasi 3 ore al giorno passati sui social. Se poi consideriamo anche le varie app di messaggistica ecco che il dato si impenna ulteriormente.
Di certo la rivoluzione del web 2.0 ha mutato per sempre le nostre vite, cambiando i rapporti interpersonali e creando anche nuove opportunità di lavoro con il proliferare di indite professioni come gli influencer o i social media manager. Tutto questo però ha creato anche forti distorsioni, con la nascita così del digital detox. Se siete curiosi, vediamo allora stando a diversi studi cosa succede al cervello se restiamo 7 giorni senza social.
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Negli ultimi anni diversi studi universitari e sperimentazioni controllate sul digital detox hanno analizzato cosa accade al cervello quando si interrompe l’uso dei social network per una settimana. Nonostante le differenze metodologiche, i risultati di queste ricerche hanno evidenziato alcune tendenze comuni. Per gli esperti infatti i social attivano il circuito della ricompensa del cervello, lo stesso coinvolto nei meccanismi della gratificazione. Ogni “like”, notifica o nuovo contenuto stimola il rilascio di dopamina, il neurotrasmettitore associato appunto al piacere e all’anticipazione della ricompensa. Questo meccanismo, ripetuto centinaia di volte al giorno, può generare una forma di dipendenza comportamentale. Ognuno di noi facendo una sorta di semplice esame di coscienza potrà ammettere questi meccanismi.
Andiamo a vedere nel dettaglio però cos'è successo quando gruppi di volontari hanno sospeso completamente l’uso dei social per sette giorni. Nei primi 2-3 giorni molti hanno riferito sintomi simili a una lieve astinenza: irrequietezza, impulso a controllare il telefono e sensazione di “perdersi qualcosa”, la cosiddetta FOMO (fear of missing out). Insomma quasi come se stessimo parlando di una droga. Dal punto di vista neurologico, i ricercatori hanno ricondotto questi sintomi a una temporanea riduzione della stimolazione dopaminergica abituale. Dopo circa una settimana però sono emersi effetti positivi significativi:
riduzione dei livelli percepiti di ansia;
miglioramento della qualità del sonno;
maggiore capacità di concentrazione su compiti prolungati;
aumento del tempo dedicato ad attività offline come lettura, sport o relazioni faccia a faccia.
Alcuni studi con risonanza magnetica funzionale hanno suggerito una diminuzione dell’iperattivazione nelle aree cerebrali legate alla ricompensa immediata e una migliore regolazione nelle aree prefrontali, coinvolte nel controllo degli impulsi e nella pianificazione. Per dirla con parole più semplici, sette giorni senza social non “resettano” il cervello, ma possono contribuire a riequilibrare i meccanismi di attenzione e gratificazione. Non a caso molti partecipanti a questi esperimenti hanno dichiarato di sentirsi mentalmente più “lucidi” e meno frammentati. Insomma, con il digital detox le persone hanno ritrovato uno stile di vita più simile a quello che ha preceduto la rivoluzione digitale.

Questi esperimenti sul digital detox non sono casuali. Come detto l’uso dei social network non è di per sé negativo - può favorire connessioni, opportunità professionali e accesso alle informazioni -, ma l’uso eccessivo e compulsivo di queste piattaforme può comportare rischi concreti. Non è un mistero che diversi studiosi e medici hanno riscontrato un aumento di ansia e dei sintomi depressivi - soprattutto tra adolescenti e giovani adulti -, riduzione dell'autostima, difficoltà di concentrazione e disturbi del sonno legati all’uso serale dello smartphone. Nonostante l'Oms non abbia ancora riconosciuto la dipendenza dai social come una diagnosi autonoma, il concetto di dipendenza comportamentale è ormai oggetto di ampia discussione scientifica.
Se percepiamo che il troppo uso dei social - o dello smartphone in generale - ci stia procurando delle problematiche, ci sono allora dei piccoli rimedi che possono essere adottati. Il primo è quello di evitare di accedere ai social nelle prime ore del mattino e la sera prima di dormire, un modo questo per preservare concentrazione e sonno. Poi altri consigli sono quelli di eliminare le notifiche non essenziali e impostare dei limiti di accesso giornalieri. Anche "vietare" l'uso del cellulare a tavola quando si è in famiglia può generare effetti benefici. L'obiettivo infatti non è dire addio ai social, ma ritrovare un equilibrio tra presenza online e vita reale: provare a fare un digital detox di sette giorni così può essere un ottimo modo per provare ad avere un nuovo rapporto con il mondo del web.
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