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Gli smart ring sono particolarmente diffusi negli ambienti vicini al governo americano di Donald Trump. Questi dispositivi, capaci di monitorare diversi parametri e di dare un'idea sommaria su alcuni aspetti legati al benessere di chi li indossa, sembrano essere molto cari al tycoon. Sono diversi i fattori che hanno favorito la popolarità di questi "anelli intelligenti", diventati abbastanza diffusi negli ultimi anni grazie alla produzione di smart ring più economici rispetto a quelli di Oura, che l'amministrazione statunitense sta promuovendo.

Sembrano dei normali anelli di metallo, talvolta un po' più grandi della media, ma gli smart ring sono degli anelli dotati di sensori che permettono di monitorare alcuni parametri corporei come la frequenza cardiaca, l'ossigenazione del sangue, lo stress, il sonno e altri fattori. Molte delle loro funzioni sono simili a quelle integrate negli smartwatch ma, a differenza di questi, non hanno uno schermo e sono molto più piccoli e leggeri, in alcuni casi anche più pratici da indossare. Sia gli smart ring che gli smartwatch rientrano nella categoria degli wearable, ovvero i dispositivi elettronici da indossare.
L'azienda finlandese Oura è stata una delle prime a produrli e a renderli popolari. La prima versione dell'Oura Ring risale al 2016, a cui sono seguite altre varianti via via più ricche di funzioni e accurate nel monitoraggio delle stesse.
Oltre che fra gli appassionati di tecnologia, si sono diffusi soprattutto fra gli sportivi, amatori ma anche professionisti, come i molti giocatori di NBA, tanto che la squadra del Team USA alle Olimpiadi di Los Angeles sarà sponsorizzata proprio da Oura. E, come dicevamo, capita spesso di vederli anche al dito di molti politici statunitensi.
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Uno dei motivi per cui sono particolarmente diffusi negli ambienti vicini all'amministrazione del presidente statunitense Donald Trump va cercato nello slogan "MAHA" (Make America Healthy Again). Si tratta di un movimento con a capo il segretario alla salute statunitense Robert F. Kennedy Jr, secondo cui i dispositivi indossabili consentirebbero di avere maggiore consapevolezza e controllo della propria salute. "La mia visione è che ogni americano indossi un wearable entro quattro anni" diceva lo scorso anno.
Alla base c'è l'idea che il monitoraggio costante delle proprie condizioni fisiche possa prevenire alcune malattie e, di conseguenza, ridurre i costi sanitari a carico dello Stato. Un'idea che non è relegata solo ai Repubblicani, tanto che sono diversi gli esponenti Democratici che indossano gli smart ring Oura, con cui il Dipartimento della Difesa statunitense ha siglato un accordo, diventando il principale cliente dell'azienda.
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Un accordo che, tuttavia, prevede una collaborazione con la discussa azienda di analisi di dati Palantir, molto influente sia negli Stati Uniti che con in altri Paesi, in particolare nel settore militare. Negli scorsi giorni sono emersi per questo diversi sospetti riguardo alla presunta condivisione dei dati degli utenti di Oura con quest'ultima per questioni di sorveglianza, accuse tuttavia smentite dall'azienda finlandese.
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