Dove non andare in vacanza, l'elenco dei Paesi a rischio
L'elenco dei paesi a rischio dove la Farnesina suggerisce di non recarsi, almeno per il momento

Quanto può arrivare a costare la benzina? Più che una domanda è una sorta di incubo per gli automobilisti italiani e non solo. Lo scoppio della guerra in Iran infatti ha gettato nel caos tutto il Medio Oriente, con un conflitto che ormai può essere definito regionale. In risposta agli attacchi subiti da Israele e Stati Uniti, Teheran infatti ha lanciato missili e droni verso Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar e Iraq. Insomma, alcuni dei maggiori esportatori mondiali di petrolio e gas sono ora nel pieno caos. Come se non bastasse, i Pasdaran hanno annunciato di aver preso il pieno controllo del fondamentale Stretto di Hormuz, un lembo di mare dove passa buona parte del greggio mondiale e ora sostanzialmente chiuso. Tutto questo naturalmente sta avendo forti ripercussioni sul costo della benzina.
Occorre sottolineare poi come le turbolenze dei Mercati non hanno effetti solo sul prezzo della benzina o del gas, ma anche su tutto il resto visto che aumenterebbero i costi generali dei trasporti. Il rischio cosi non è solo che a breve possa costare di più fare il pieno di benzina alla propria auto, ma anche fare la spesa al supermercato o comprare qualsiasi cosa che non sia prodotta totalmente in zona. Insomma, in un periodo in cui in Italia gli stipendi sono fermi al palo da anni e l'inflazione continua a galoppare, la guerra in Iran potrebbe generare un'ulteriore stangata per i consumatori. Le stime che circolano in questi giorni su quanto può arrivare a costare la benzina infatti sembrerebbero essere horror, con i prezzi che potrebbero impennarsi rapidamente.
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Per capire quanto può arrivare a costare la benzina occorre partire da alcuni numeri. Il prezzo medio della benzina oggi in Italia è di 1,822 euro al litro per il gasolio e di 1,720 per la benzina. Rispetto alla scorsa settimana - l'attacco all'Iran è avvenuto sabato 28 febbraio - secondo il Codacons già ci sarebbe stato un aumento di 3,7 centesimi al litro per il gasolio in modalità self e di 2,6 centesimi al litro per la benzina.
Gli aumenti però sono sostanzialmente paradossali. La benzina che troviamo oggi nei distributori infatti è stata acquistata prima dello scoppio della guerra in Iran, quindi con prezzi più bassi rispetto a quelli attuali. Questi primi aumenti di conseguenza potrebbero rappresentare una sorta di antipasto di quello che avverrà nei prossimi mesi, quando nei nostri distributori verrà venduto il carburante acquistato con i prezzi attuali.

Il futuro all'orizzonte per i consumatori italiani è plumbeo. In soli quattro giorni di guerra, sui mercati internazionali il prezzo del gas è aumentato dell'82% e quello del petrolio del 18%. Negli ultimi giorni il Brent - prezzo del petrolio - è arrivato a 83 dollari al barile, ai massimi da oltre un anno, ma per gli analisti a breve si potrebbe arrivare anche a 100 dollari a barile. In questo scenario dovremmo iniziare seriamente a preoccuparci.
Se fare il pieno ci costerà molto di più nelle prossime settimane - e nei prossimi mesi -, anche sul fronte delle bollette ci sarà una nuova stangata. Secondo un'analisi fatta da Facile.it, lo scoppio della guerra in Iran comporterà un aumento della spesa media per le bollette di 166 euro per famiglia: nel dettaglio si tratta di 121 euro in più per il gas e 45 euro per l'energia elettrica. Possibili ripercussioni poi ci potrebbero essere anche sui mutui, ma molto dipenderà da quando durerà il conflitto in Medio Oriente: se la guerra dovesse imperversare a lungo coinvolgendo sempre più Paesi, le previsioni allora potrebbero essere ancor più drammatiche.
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