Cosa rischia chi non vota al Referendum 2026?
Domenica 22 e lunedì 23 marzo gli italiani si esprimeranno sul Referendum Giustizia, ma cosa succede a chi non va a votare?

Sondaggi Referendum 2026, chi vince? C'è un dettaglio - di certo non di poco conto - che occorre sapere e che invece, colpevolmente, spesso viene ignorato o peggio aggirato. In questo momento infatti è vietato pubblicare e diffondere dei sondaggi in merito al Referendum Giustizia 2026, visto che lo stop per legge vale per tutti i 15 giorni che precedono l'apertura dei seggi. Una regola che è in vigore da anni in Italia, ma in pochi lo sanno: ora che siamo nell'epoca dei social, c'è il concreto rischio così di commettere un'infrazione. Al tempo stesso c'è anche chi, pur sapendo del divieto, se ne infischia beatamente per cercare di portare acqua al proprio mulino. Nei casi peggiori infine, c'è il rischio di incappare in dei veri e propri sondaggi falsi fatti circolare ad arte.
Come ben noto, domenica 22 (dalle ore 07:00 alle ore 23:00) e lunedì 23 marzo (dalle ore 07:00 alle ore 15:00) in Italia si voterà per il referendum costituzionale denominato Giustizia. Questo verte sull'approvazione o meno da parte dei cittadini della Riforma Nordio, approvata lo scorso autunno dal governo. La riforma ha modificato in maniera strutturale gli articoli 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110 della Costituzione. Ipunti principali riguardano la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti (giudici) e magistrati inquirenti (pubblici ministeri), la divisione del CSM in due organi separati uno per i pubblici ministeri e uno per i giudici, poi l’istituzione di una Corte disciplinare. Per cercare di non "inquinare" la parte finale della campagna referendaria, ecco che è arrivato lo stop ai sondaggi Referendum 2026. Un divieto però non rispettato da tutti.
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L'importanza del Referendum Giustizia 2026 è elevata. Questa riforma della magistratura infatti andrà a riguardare alcuni dei principi costituzionali, con il governo compatto a difesa della propria legge e le opposizioni che invece gridano al colpo di spugna. Da mesi così sono stati realizzati tantissimi sondaggi Referendum 2026, ma adesso non sono più pubblicabili. A riguardo però è bene andare a vedere cosa dice una determina datata 2000 dell’AGCOM.
Nei 15 giorni precedenti la data delle votazioni, è vietato rendere pubblici o diffondere i risultati dei sondaggi demoscopici sull’esito delle elezioni e sugli orientamenti politici e di voto degli elettori, anche nel caso in cui i sondaggi siano stati realizzati in un periodo precedente a quello del divieto
In sostanza nei 15 giorni che precedono il voto non si possono diffondere - anche sui social - dei sondaggi, anche se questi sono stati realizzati prima dello stop. Come abbiamo detto, molti spesso hanno disatteso questa determina anche di recente, proprio come i politici di vario colore che interrompono puntualmente il silenzio elettorale. Quindi se in questi giorni vi dovreste imbattere in dei sondaggi riguardante il referendum, occorre fare attenzione a non ripubblicarli per non andare contro la determina dell'AGCOM.

Se i sondaggi Referendum 2026 sono fermi da due settimane, come fare allora a capire chi vince tra il Sì e il No? Per prima cosa allora è bene ricordare che, essendo un referendum costituzionale, non c'è un quorum da dover superare per rendere valido il voto. Insomma, anche se dovesse votare l'1% degli italiani il risultato sarebbe comunque valido. Detto questo, tralasciando i sondaggi veri o presunti tali che circolano in questi giorni, per sapere il risultato del Referendum 2026 non resta che aspettare le ore 15:00 di lunedì 23 marzo quando, immancabilmente, verranno diffusi i primi exit poll in merito al voto. I risultati ufficiali invece arriveranno a metà pomeriggio, con lo spoglio che dovrebbe essere abbastanza celere.
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