Vista aerea di Ancona
Vista aerea di Ancona - foto di trabantos su Shutterstock

Perché la Capitale Italiana della Cultura 2028 sarà Ancona

Alla città marchigiana un milione di euro per realizzare il progetto vincitore della selezione
A cura di Pietro Paolucci
Articolo pubblicato il:
20 Marzo 2026

Dopo L'Aquila di quest'anno e Pordenone del prossimo, la Capitale italiana della Cultura del 2028 sarà Ancona. Al capoluogo della Regione Marche è stato conferito il titolo nelle scorse ore dalla giuria di selezione e annunciato a Roma nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura dal ministro Alessandro Giuli, che si è congratulato con l'amministrazione "per la qualità del progetto presentato e per il traguardo raggiunto".

Ancona può festeggiare

Mole Vanvitelliana di Ancona
Mole Vanvitelliana di Ancona - foto di Sirio Carnevalino su Shutterstock

"Il lavoro che abbiamo portato avanti ha cercato di tenere insieme gli spazi della città, rendendo armonico il rapporto tra la dimensione archeologica e architettonica e quella ambientale, considerando che un parco naturale regionale (quello del Conero, ndr) arriva fino al cuore urbano. Tradurre questa relazione in una visione coerente è stato uno degli aspetti più complessi. Ritengo che sia stato fatto un buon lavoro".

Sono le parole del sindaco di Ancona Daniele Silvetti, che si è congratulato con l'amministrazione e ha confermato l'impegno a perseguire gli obiettivi progettuali contenuti nel dossier "Questo. Adesso", il programma operativo vincitore della selezione che porterà la città verso un 2028 che la vedrà protagonista in Italia.

Di seguito, le altre nove finaliste in competizione per il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2028 con i rispettivi programmi:

  • Anagni (FR) – Hernica Saxa. Dove la storia lega, la cultura unisce
  • Catania – Catania continua
  • Colle di Val d’Elsa (SI) – Per tutti, dappertutto
  • Forlì – I sentieri della bellezza
  • Gravina in Puglia (BA) – Radici al futuro
  • Massa – La Luna, la pietra. Dove Tirreno e Apuane incontrano la storia
  • Mirabella Eclano (AV) – L’Appia dei popoli
  • Sarzana (SP) – L’impavida. Sarzana crocevia del futuro
  • Tarquinia (VT) – La cultura è volo

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Il programma vincente

Ancona Capitale Italiana della Cultura 2028
Ancona Capitale Italiana della Cultura 2028 - immagine stampa del Comune di Ancona

"Il dossier propone un modello di valorizzazione culturale solido e coerente, capace di coniugare identità territoriale e apertura internazionale in una visione che connette le politiche culturali con più ampie dimensioni di rigenerazione urbana, inclusione sociale e partecipazione". Sono alcune delle motivazioni riportate dal Ministero della Cultura che hanno convinto la giuria a conferire alla città di Ancona il titolo.

Oltre alla gloria, in concreto Ancona riceve un contributo di un milione di euro per realizzare il proprio progetto. "Questo. Adesso" consiste in un programma diviso in quattro macroaree, la prima delle quali s'intitola Questo mare e mira a introdurre delle iniziative che facciano da ponte fra infrastrutture e comunità, sviluppando la dimensione portuale e adriatica come spazio culturale e dimensione simbolica.

Via Maestra rappresenta l'asse culturale e scientifico del progetto, con cui collegare le istituzioni, i luoghi della conoscenza e il patrimonio storico cittadino. È invece dedicato alla connessione fra natura e cultura il capitolo Adesso Parco, in cui spicca il progetto di unire il Parco del Cardeto con il Conero. Mare Culturale è d'altra parte dedicato alla produzione contemporanea, alle principali realtà creative dell'area.

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Pietro Paolucci
Pietro Paolucci
Redattore

Nato a Roma, è un giornalista che si occupa soprattutto di tecnologia e innovazione. Dalle lauree in Letteratura Musica Spettacolo e in Filologia Moderna si indovinano alcuni suoi interessi, ma gli piacciono anche le montagne, nuotare, la psicologia e andare nei posti che non conosce. Ha tre biciclette, quattro chitarre e altre cose che non ha tempo di rispolverare, dice. Da vecchio vorrebbe mettere piede su Marte, o quantomeno scriverne un reportage.

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