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Dopo l'Australia, il primo Paese a vietare i social media ai minori di 16 anni, e l'Indonesia, il secondo, anche in Italia comincia a circolare l'idea di proporre una legge nazionale che vieti l'utilizzo dei social ai minori in Italia, ai minori di 14 anni nel nostro caso. È il presidente della regione Veneto, Alberto Stefani, il promotore, il quale negli scorsi giorni ha detto che arriverà in parlamento nel giro di due o tre mesi.

Alberto Stefani, politico trentatreenne della Lega, aveva firmato da deputato la proposta di vietare i social ai minori di 14 anni già lo scorso ottobre, quando era deputato alla Camera, proposta ora depositata in consiglio regionale. Le motivazioni di una misura simile risiedono nel disagio causato dai social media a cui sono soggetti i minori, dalla dipendenza che generano e dagli effetti negativi sulla salute mentale che secondo alcuni studi causano.
Sebbene sia ancora in parte sconosciuto il contenuto, fra i punti chiave noti della proposta di legge, oltre al divieto assoluto di utilizzare i social per i minori di 14 anni, ci sono sanzioni per le piattaforme che non si adeguano alla legge e il finanziamento di progetti educativi sull'utilizzo dei social media rivolti ai genitori e, più in generale, agli adulti.
La versione originaria che Stefani aveva depositato negli scorsi anni prevedeva inoltre che gli under 14 non potessero usare nemmeno i sistemi di messaggistica istantanea come WhatsApp o Telegram e che, fino ai 16 anni, fosse necessario il consenso dei genitori per l'utilizzo sia di questi ultimi che dei social. Per la verifica dell'età era previsto inoltre che le piattaforme stesse dovessero dotarsi di sistemi di verifica adeguati ed efficaci.
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La proposta di legge per vietare i social ai minori di 14 anni è stata al momento depositata al consiglio regionale veneto, fase a cui segue la discussione e l'approvazione nel consiglio regionale, che Stefani prevede avvenga entro due o tre mesi, fase che precede il passaggio alla Camera e al Senato per le ulteriori discussioni e l'eventuale approvazione finale, secondo l'iter legislativo ordinario.
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Considerando che, oltre alle citate Australia e Indonesia, le quali hanno già introdotto altri divieti di questo tipo, e visto che anche in altri Paesi europei come l'Austria, la Danimarca, la Francia e la Spagna si stanno discutendo proposte di legge simili, non escludiamo possa arrivare qualcosa di simile a livello Europeo. Europa che, in teoria, già impedisce l'iscrizione autonoma ai social media ai minori di 13 anni secondo il GDPR (Regolamento generale sulla protezione dei dati), età minima che, secondo la normativa vigente italiana (D.L. 10 agosto 2018, n. 101) è fra l'altro pari a 14 anni.
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