Una Nuova Vita seconda puntata: segreti, misteri e la battaglia di Vittoria per Matteo
La seconda puntata di Una nuova vita mette Vittoria di fronte a una comunità ostile e a un mistero che potrebbe cambiare tutto

Giovedì 9 aprile 2026 la prima serata di Rai 1 si tinge di giallo, ironia e paesaggi mozzafiato. Debutta Uno sbirro in Appennino, la nuova produzione che segna il ritorno di Claudio Bisio alla serialità televisiva. La serie, diretta da Renato De Maria, ci terrà compagnia per quattro prime serate (8 episodi totali), portandoci nel cuore pulsante dell'Italia meno conosciuta ma più autentica.
Accanto a Bisio, il cast vanta nomi di rilievo come Chiara Celotto, Valentina Lodovini, Elisa Di Eusanio e Michele Savoia. La colonna sonora, curata dai maestri Pivio e Aldo De Scalzi, sottolinea perfettamente quell'atmosfera a metà tra il poliziesco moderno e il western padano che rende questa serie un unicum nel panorama Rai.
La storia ruota attorno a Vasco Benassi, un commissario dal fiuto infallibile ma dal carattere decisamente poco avvezzo ai protocolli. Dopo un errore professionale che ha fatto tremare i vertici della questura di Bologna, Benassi viene "esiliato" a Muntagò, il piccolo borgo dell'Appennino emiliano dove è nato e che aveva giurato di non rivedere mai più.
In questa realtà ovattata, dove il tempo sembra essersi fermato e tutti sanno tutto di tutti, Vasco deve ricominciare da zero. Affiancato dalla giovane e ambiziosa Amaranta, il commissario si troverà a risolvere casi intricati che nascondono, sotto la superficie della quiete montana, ombre profonde e segreti legati anche al suo traumatico passato.

Sebbene la serie sia ambientata nell'immaginaria Muntagò, la produzione ha scelto location reali di straordinaria bellezza per restituire l'anima dell'Appennino. Ecco i luoghi principali che hanno ospitato il set:
Il racconto parte dal capoluogo emiliano, la città che ha formato Benassi. Le cineprese di De Maria hanno immortalato i luoghi iconici del centro. Via del Pratello è il cuore bohémien di Bologna, con i suoi portici storici, fa da sfondo alla carriera del protagonista prima del trasferimento.
Piazza Maggiore non poteva mancare con il "Crescentone" e la Basilica di San Petronio, che rappresentano il legame viscerale del commissario con le sue radici cittadine.
Il borgo immaginario della serie è in realtà un puzzle di tesori architettonici incastonati tra le montagne:
Castiglione dei Pepoli: Situato nella Valle del Brasimone, questo centro storico è la location principale. Le scene cittadine si snodano tra Palazzo Pepoli e la suggestiva Chiesa di San Lorenzo.
Borgo La Scola: Un autentico gioiello medievale tra i meglio conservati d'Italia. Le torri e gli edifici in sasso, risalenti al 1400 e realizzati dai celebri Maestri Comacini, conferiscono alla serie un’estetica antica e misteriosa.
Camugnano e i Laghi: La natura selvaggia emerge nelle riprese effettuate presso il Parco regionale dei laghi di Suviana e Brasimone, dove le strade panoramiche diventano quinte teatrali per gli inseguimenti e le riflessioni del commissario.

Oltre al territorio emiliano, la produzione ha trovato un'ambientazione d'eccezione nel Lazio per ricostruire alcuni ambienti interni di prestigio. È il caso del Palazzo Orsini di Monterotondo, in provincia di Roma. Questa dimora del XII secolo, oggi sede del Comune, ha messo a disposizione le sue sale affrescate e la Galleria Barberini, prestando la sua maestosità alla narrazione televisiva.
Uno sbirro in Appennino non è solo un giallo, ma un atto d'amore per un territorio che il regista ha definito "graziato dalla civiltà", dove la bellezza è rimasta miracolosamente intatta.