
Miranda Priestly è tornata con Il Diavolo Veste Prada 2. A quasi vent'anni dal cult che ha ridefinito l'estetica del cinema di moda, il sequel de Il Diavolo Veste Prada non è più solo un sogno dei fan, ma una realtà fatta di seta, sarcasmo e, naturalmente, caffè bollenti. Ma cosa è successo davvero dietro le quinte del set più blindato di Hollywood?
Mentre Meryl Streep indossa nuovamente i panni (rigorosamente d'alta moda) della temibile direttrice di Runway, e Anne Hathaway ed Emily Blunt affilano le unghie per un nuovo capitolo della loro iconica rivalità, trapelano i primi retroscena.
Tra sceneggiature riscritte all'ultimo minuto per riflettere l'era dei social media, budget per i costumi da capogiro e richieste "da diva" che farebbero impallidire persino la Priestly, il dietro le quinte di questo sequel è già un film a sé stante.
Non è solo una questione di cinture cerulee. Ecco le curiosità più incredibili e i segreti dal set che (forse) non avreste dovuto scoprire.

Hathaway ha più di 47 cambi d’abito nel film. Sulla prima pagina del lookbook di Molly Rogers, costumista del film, per il personaggio di Andy Sachs spiccano delle parole scritte a grandi lettere e in grassetto: Abbigliamento da uomo in chiave femminile. “Immaginate un mix tra Annie Hall e Katharine Hepburn”, spiega Rogers, che ha vestito Anne Hathaway principalmente con gilet, blazer morbidi e camicette abbinate a pantaloni a vita alta.
Le grandi firme fanno la fila per vestire Miranda Priestly! Molly Rogers, costumista del sequel, ha ammesso che il reparto costumi è stato letteralmente "invaso" da abiti inviati dalle case di moda senza nemmeno una richiesta ufficiale. Gestire una tale quantità di lusso non è stato facile, portando a selezioni durissime. Il look del film? Sarà "senza tempo": l'ordine è evitare le mode del momento per garantire a ogni outfit lo status di icona eterna, proprio come accaduto nel primo capitolo del 2006.
Streep cambia abito circa 28 volte nel film. Streep ha collaborato a stretto contatto con Rogers su molti dei suoi look. Ha anche trovato personalmente un articolo che ha finito per rappresentare uno dei momenti pi ̆ sorprendenti del film, in termini di contrasto tra alto e basso: ha acquistato un paio di orecchini a cerchio d’argento nientemeno che dalla catena statunitense di farmacie CVS.
Rogers racconta: “Meryl è arrivata alla prima prova costume e ha tirato fuori dalla borsa degli orecchini a cerchio d’argento della misura perfetta. Stavamo cercando ovunque un paio d’orecchini che non distogliessero l’attenzione dalla sua parrucca, ma che fossero abbastanza grandi da non passare inosservati. Miranda non avrebbe mai indossato degli orecchini insignificanti. Avevamo solo quel paio che Meryl aveva comprato ed eravamo terrorizzati all’idea di perderne uno!”
Gli uffici di Runway per il sequel erano circa otto volte più grandi rispetto a quelli costruiti per le riprese del primo film. “Questa volta abbiamo avuto il lusso di poter costruire qualcosa di più grande. Quindi abbiamo giocato con l’idea di avere grandi e lunghi tavoli comuni nell’area open space, che abbiamo modellato su quella di Vogue, anche se la nostra è più esagerata.”
L’interno del Museo del Cenacolo Vinciano è stato ricreato in un teatro di posa, poiché qualsiasi illuminazione utilizzata durante le riprese avrebbe danneggiato il dipinto originale. Un team di scenografi italiani di grande esperienza, ha costruito e dipinto una sala le cui dimensioni erano pari a circa tre quarti dell’originale.
È questa la provocazione del sequel che sta facendo discutere il web. Il regista David Frankel suggerisce che dietro questo "vuoto di memoria" possa esserci uno stratagemma della stessa Miranda, ma invita anche a una riflessione più cinica: per un capo carismatico che ha cambiato centinaia di segretarie, un solo anno di servizio non è sufficiente a lasciare il segno, a differenza del trauma indelebile che l'assistente porterà con sé per sempre.

Uno dei cameo più chiacchierati si è rivelato del tutto inesistente: quello dell'attrice Premio Oscar Jessica Chastain. Le voci avevano iniziato a circolare online nel luglio 2025, dopo che l’attrice era stata avvistata a New York durante le riprese principali. Tuttavia si è trattato solo di un falso allarme: Chastain non ha mai preso parte al film né ha girato alcuna scena.
Inizialmente Meryl Streep nutriva forti dubbi su tornare nei panni di Miranda, la paga offerta era ritenuta del tutto insufficiente. Solamente in seguito a una trattativa che ha visto la quota iniziale duplicarsi fino a 4 milioni di dollari, ha confermato la sua presenza, esigendo inoltre revisioni allo script per dare a Miranda una personalità meno banale.
Per dare vita al suo ruolo, Meryl Streep ha attinto alla freddezza imperturbabile di Clint Eastwood e alla personalità vibrante del regista Mike Nichols. Questa combinazione ha generato un comando privo di urla, ma dotato di una forza straordinariamente tagliente.
L'indimenticabile stilista, già guida creativa della casa di moda di famiglia, è entrata ufficialmente nel cast de Il Diavolo Veste Prada 2 dopo essere stata la protagonista "invisibile" di una delle battute cult del 2006 («Chiama Donatella. Prendi il suo jet»). Questa volta la si vede apparire di persona in una scena girata proprio a Milano. Un pranzo esclusivo con Emily Blunt durante la Fashion Week, interrotto dall'arrivo improvviso di Andy nel suo disperato tentativo di salvare il futuro di Runway.
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