Drive my car
Una scena di 'Drive my car' - Foto via ufficio stampa Tucker Film

5 film d’autore imperdibili e premiati, da vedere su Mubi questo weekend

Cinema d’autore premiato nei festival di tutto il mondo: ecco 5 titoli della piattaforma da recuperare subito
A cura di Letizia Rogolino
Articolo pubblicato il:
20 Febbraio 2026

Se stai cercando film d’autore da vedere su Mubi questo weekend, ecco una selezione imperdibile di 5 titoli premiati nei principali festival internazionali. Dal cinema più raffinato, alle opere indipendenti che hanno conquistato Cannes, Venezia o Berlino fino a brillare nella notte degli Oscar.

Questi film uniscono qualità artistica e riconoscimenti, e in un momento in cui lo streaming punta sempre più sulla quantità, è bene selezionare con cura i contenuti da vedere. Mubi si conferma la piattaforma di riferimento per chi vuole scoprire capolavori contemporanei e opere da festival. Ecco 5 film su Mubi da vedere per un weekend all’insegna del grande cinema.

Anatomia di una caduta (di Justine Triet, 2023)

Il film è ambientato sulle Alpi francesi. Sandra, scrittrice tedesca, vive in uno chalet isolato con il marito Samuel e il figlio undicenne Daniel, non vedente. Quando Samuel viene trovato morto nella neve davanti a casa, le circostanze appaiono sospette e gli inquirenti ipotizzano che non si tratti di suicidio. I sospetti ricadono su Sandra, incriminata per omicidio.

Un anno dopo, madre e figlio affrontano il processo: in aula emergono tensioni e fragilità di un matrimonio tormentato. Anche Daniel è chiamato a testimoniare, rendendo la vicenda ancora più complessa e ambigua.

Q&A di 'Anatomia di una caduta' con Justine Triet e Sandra Huller al Picturehouse Central nel 2023
Q&A di 'Anatomia di una caduta' con Justine Triet e Sandra Huller al Picturehouse Central nel 2023 - Foto via Wikimedia Commons/Raph_PH

Il favoloso mondo di Amélie (di Jean-Pierre Jeunet, 2001)

Il film racconta la storia di Amélie Poulain, giovane cameriera che vive a Montmartre immersa nella propria fantasia. Segnata da un’infanzia solitaria, trova gioia nei piccoli piaceri quotidiani. Una sera scopre nel suo appartamento una scatola con ricordi d’infanzia e decide di restituirla al proprietario, scegliendo poi di migliorare in segreto la vita delle persone che la circondano.

Quando incontra Nino, ragazzo eccentrico che colleziona fototessere abbandonate, Amélie si lascia coinvolgere in un nuovo mistero. Ma dovrà capire se è pronta a smettere di nascondersi e concedersi finalmente l’amore.

Sirāt (di Óliver Laxe, 2025)

Siamo tra le montagne aride del sud del Marocco. Louis e il figlio Stéphane raggiungono un rave sperduto nel deserto per cercare Marina, figlia e sorella scomparsa mesi prima durante una festa simile. Con una foto come unica traccia, si addentrano in un ambiente estraneo fatto di musica martellante, tende e fuochi sotto il cielo del Sahara.

Decidono poi di seguire un gruppo diretto verso un ultimo raduno nel deserto. Ne nasce un viaggio duro e visionario tra le dune e il massiccio del Saghro, dove la ricerca della ragazza diventa anche un confronto interiore e una prova del loro legame.

Drive My Car (di Ryūsuke Hamaguchi, 2021)

Il film segue Yusuke Kafuku, attore e regista teatrale rimasto vedovo all’improvviso. Due anni dopo la morte della moglie, accetta di dirigere Zio Vanja a Hiroshima. Qui gli viene assegnata come autista Misaki, una giovane donna silenziosa e riservata. Durante i viaggi a bordo della sua Saab rossa, tra prove e spettacoli, nasce un legame profondo.

Il tempo condiviso li porta a confidarsi e ad affrontare ferite mai rimarginate. In questo incontro inatteso, entrambi trovano il coraggio di confrontarsi con il proprio passato e con il dolore che li accompagna.

Daniel Day-Lewis alla Berlinale 2008
Daniel Day-Lewis alla Berlinale 2008 - Foto via Wikimedia Commons/Siebbi

Il filo nascosto (di Paul Thomas Anderson, 2017)

La parabola del genio creativo Reynolds Woodcock, iconico stilista dell’alta moda nella Londra degli anni ’50. Insieme alla sorella Cyril, Woodcock guida la prestigiosa maison che porta il suo nome, vestendo aristocratiche e celebrità. Perfezionista e scapolo convinto, considera l’amore una distrazione finché l’incontro con Alma, giovane determinata, incrina il suo equilibrio e trasforma il loro rapporto in una dinamica complessa e ossessiva.

Ispirato alla figura di Cristóbal Balenciaga e alle atmosfere di Rebecca di Daphne Du Maurier, il film è un raffinato dramma sull’arte, il controllo e il desiderio.

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Letizia Rogolino
Redattrice

Giornalista e copywriter, appassionata di cinema, serie TV e viaggi. Cinefila incallita e anima vagabonda, amo perdermi tra i road movie, il mare e le atmosfere degli anni '80. I dolci sono il mio comfort food, guidare mi rilassa, correre all’aria aperta mi rigenera. E quando posso, suono il banjo. Racconto storie, luoghi ed emozioni con la stessa curiosità con cui esploro il mondo.

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