Trieste Film Festival 2026: il cinema dell’Europa centro-orientale torna protagonista
Dal 16 al 24 gennaio il capoluogo friulano ospita il meglio della cinematografia dell'Europa centro-orientale

Dal 25 marzo al 25 maggio 2026, Villa Medici, sede dell’Accademia di Francia a Roma, ospita la prima grande retrospettiva italiana dedicata a Agnès Varda (1928–2019). L’esposizione, dal titolo Agnès Varda. Qui e là, tra Parigi e Roma, curata da Anne de Mondenard e Carole Sandrin, celebra il lavoro fotografico dell’artista francese in occasione del settantesimo anniversario del gemellaggio tra Parigi e Roma.
La mostra propone circa 130 stampe originali, estratti cinematografici, pubblicazioni, documenti e oggetti personali, ricostruendo la vita creativa di Varda, dalla Parigi del secondo dopoguerra al cortile-atelier di rue Daguerre, suo spazio di lavoro e sperimentazione per quasi settant’anni. Accanto alle immagini parigine, sono esposte fotografie realizzate durante i suoi viaggi in Italia, da Venezia a Roma, tra ville rinascimentali, giardini e set cinematografici, offrendo uno sguardo unico sulla sua ispirazione italiana.

La mostra, realizzata in collaborazione con il musée Carnavalet – Histoire de Paris e con Paris Musées, presenta un corpus di circa 130 stampe fotografiche originali, estratti cinematografici, pubblicazioni, documenti, manifesti, fotografie di scena e oggetti personali appartenuti all’artista. L’obiettivo è mettere in relazione il lavoro fotografico con quello cinematografico di Varda, permettendo di comprendere il suo sguardo originale e anticonvenzionale sulla città e sui suoi abitanti.
Il percorso espositivo ripercorre gli esordi di Varda come fotografa e il suo insediamento, all’inizio degli anni Cinquanta, nel cortile-atelier di rue Daguerre, trasformato in studio, laboratorio fotografico e sede della sua prima mostra nel 1954. Questo spazio, condiviso in seguito con il compagno Jacques Demy, regista, diventa il fulcro del suo universo creativo.
Qui, Varda sviluppa uno sguardo ironico e personale sulla vita quotidiana a Parigi, documentando persone comuni, donne e figure ai margini della società. Film come Cléo de 5 à 7 (1962) e Daguerréotypes (1975) testimoniano questa costante attenzione per le storie individuali e la realtà sociale, mentre fotografie e oggetti personali mostrano la profondità e la vivacità della sua poetica.

Accanto alle fotografie parigine, la mostra dedica uno spazio significativo ai viaggi di Varda in Italia, in particolare a Venezia, Verona e Roma, tra ville rinascimentali, giardini storici e set cinematografici. La sezione intitolata “L’Italia di Agnès Varda”, curata da Carole Sandrin in collaborazione con l’Institut pour la photographie, offre una selezione di immagini inedite scattate nel 1959 e nel 1963, periodi durante i quali Varda era già una fotografa affermata, impegnata in reportage teatrali e commissioni per la stampa europea.
Durante il suo viaggio del 1959, Varda documenta Venezia e il territorio circostante in preparazione del progetto cinematografico mai realizzato La Mélangite (ou Les Amours de Valentin), catturando la spontaneità dei luoghi e dei suoi abitanti con un occhio attento agli effetti grafici, alle ombre e ai contrasti.
Nel 1963, la rivista francese Réalités le affida un servizio fotografico su Luchino Visconti, da poco premiato con la Palma d’oro per Il Gattopardo, e Varda si reca a Roma con tre macchine fotografiche, documentando anche il set de Il disprezzo di Jean-Luc Godard, con Brigitte Bardot, Jack Palance e Michel Piccoli. Le immagini e i provini a contatto, insieme a circa cinquanta stampe originali provenienti dalla collezione di Rosalie Varda, raccontano in maniera organica e completa il rapporto dell’artista con l’Italia.

La retrospettiva mette in dialogo il lavoro di Varda con opere di altri artisti, tra cui Giancarlo Botti, Michaële Buisson, Alexander Calder, Martine Franck, Dominique Genty, JR, Liliane de Kermadec, Michèle Laurent, Claude Nori, Laurent Sully-Jaulmes, Robert Picard, Valentine Schlegel e Collier Schorr. Questo confronto sottolinea la capacità di Varda di contaminare linguaggi diversi, intrecciando fotografia, cinema e arte contemporanea, e restituisce al visitatore una visione completa della sua poetica.
La mostra è aperta tutti i giorni dalle 10:00 alle 19:00, con chiusura il martedì. Villa Medici offre così un’occasione unica per scoprire il lavoro di una delle artiste più originali e influenti del XX secolo, esplorando la sua straordinaria capacità di osservazione, l’ironia, la sensibilità sociale e il legame profondo con Parigi e l’Italia.
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