Dente è tra gli artisti italiani indie emergenti

10 cantanti emergenti per il prossimo Sanremo

Proviamo a indovinare chi sarà il prossimo Lucio Corsi
A cura di Fabio Giusti
Articolo pubblicato il:
27 Marzo 2025

Che una parte d’Italia ancora festeggi – forse con entusiasmo anche eccessivo – il secondo posto di Lucio Corsi a Sanremo, è il segno evidente della preoccupante mancanza di profondità che affligge il panorama musicale contemporaneo. Ovvio che in un contesto del genere, artisti come Brunori Sas o lo stesso Corsi, forti di testi poetici e ben strutturati, facciano la figura dei giganti. E proprio il successo di Corsi dovrebbe far riflettere sul ruolo del Festival: se Sanremo è l’unica vera vetrina musicale nazionale, non dovrebbe valorizzare maggiormente artisti di qualità, invece di limitarsi ad accontentare ogni target possibile? Molti nomi in gara, del resto, avrebbero comunque successo anche senza questo importante trampolino. In questo articolo proviamo a immaginare una lista di 10 cantanti indie italiani emergenti già pronti per il prossimo Sanremo.

10 cantanti italiani indie che forse vedremo al prossimo Sanremo

L’entusiasmo per Corsi infatti, per quanto è giustificato, non basta per una rivoluzione cantautorale. Se il Festival vorrà davvero dare spazio a nuove voci, dovrà osare di più. Il caso Corsi dimostra che anche forme di pop meno immediato possono essere apprezzate dal grande pubblico, e là fuori ci sono molti artisti che meritano la stessa opportunità.

Questa lista ben lungi dall'essere esaustiva, è solo un segnale. Per Carlo Conti magari, per gli appassionati e per chiunque creda che la qualità possa ancora trovare spazio sul palco dell’Ariston.

Maria Antonietta

Maria Antonietta tra gli artisti italiani indie emergenti
Wikimedia Commons - Photo by Danilo Samà

La prima nella nostra lista di cantanti indie italiani emergenti è Maria Antonietta. 37 anni e quattro album all’attivo, Maria Antonietta è un’intellettuale immersa in un universo artistico unico. Il suo stile, per più di un verso vicino a quello di Carmen Consoli, unisce potenza e delicatezza. Le sue canzoni esplorano la realtà con un’eleganza inconfondibile, dote rara nel panorama pop attuale. Ha già partecipato a Sanremo come ospite di Levante, ma ora merita di brillare da protagonista. Brani come Quanto eri bello, Deluderti e Viale Regina Margherita stanno lì a dimostrare tutto il suo talento.

Mobrici

Al netto dei suoi 35 anni di età, Mobrici ha già scritto un'incredibile quantità di canzoni straordinarie, soprattutto d’amore, con una delicatezza unica. Ciò lo rende uno dei più importanti cantanti indie italiani emergenti. Ex leader dei Canova, da solista continua a raccontare il romanticismo in modo autentico e coinvolgente. Sul palco è un performer magnetico e carismatico. Se volete scoprirlo, ascoltate Piccola, Anna meraviglia, Luci del Colosseo e alcuni capolavori dei Canova. Brilla anche nei duetti: Povero cuore con Brunori Sas e Amore mio dove sei con Vasco Brondi sono gioielli imperdibili.

Mille

Mille ha un fascino rétro, una voce limpida e potente, e un repertorio senza sbavature. Dopo l’esperienza con i Moseek a X Factor 2015, ha intrapreso un percorso solista sorprendente, scegliendo di cantare in italiano e distinguendosi per uno stile vivace e intriso di girl power. È un’artista completa, capace di unire freschezza e qualità senza cadere nei cliché della musica mainstream. Con tanti singoli all’attivo e un album, Quanti me ne dai, ha costruito un mondo musicale colorato, energico e coinvolgente. Brani come 146, Amare cose complesse, Brava Simona e Monsieur Malheur ne sono la prova. Meriterebbe il palco di Sanremo: qualcuno scriva subito a Carlo Conti!

Andrea Laszlo De Simone

Andrea Laszlo De Simone
Shutterstock - Photo by Daniele Baldi

Andrea Laszlo De Simone incarna la bellezza autentica del cantautorato, nato da un’urgenza interiore e da una poetica pura, lontana dalle logiche del jet set musicale. A 39 anni, con due album e una colonna sonora da premio, ha scelto di restare indipendente, fedele alla propria visione artistica. La sua musica, come l'estetica del suo personaggio, richiama i grandi della nostra tradizione cantautorale. Brani come Immensità, Un momento migliore, Conchiglie, I nostri giorni e Vivo colpiscono nel profondo. Le sue canzoni non si limitano a emozionare: lasciano un vuoto, un’assenza che pesa, ed è proprio questa la loro grandezza.

Ginevra

Pop contemporaneo, avvolgente, che però non perde mai il contatto con la realtà, anzi, con alcune sonorità riesce a scomporla e a trasformarla in pura arte. Ginevra, 31 anni, con una voce sensuale e magnetica, ha già pubblicato due album: Diamanti (2022) e Femina (gennaio 2025), uno più potente dell’altro. È un'artista in continua crescita, con una visione ben definita di ciò che vuole comunicare e la piena consapevolezza di come farlo. L'ultimo disco, ad esempio, include pezzi di una femminilità cruda e intensa, come My baby!, Cupido e 30 anni. Coefficiente di coolness altissimo.

Anna Castiglia

Tra i cantanti indie italiani emergenti che ci aspettiamo di vedere in gara per il prossimo Sanremo, c'è anche un'artista senza compromessi: Anna Castiglia si è infatti ritagliata, dopo l'esclusione da X Factor, uno spazio magari meno appariscente ma più profondo e ricercato. Catanese, classe 1988, è figlia d’arte: il padre, celebre barzellettiere siciliano, le ha trasmesso l’ironia, che lei ha saputo trasformare in un ingrediente musicale unico. Con il suono delle sue chitarre pizzicate, la voce limpida e gli occhialoni vintage, è una figura affascinante e fuori dagli schemi. Anna Castiglia è una sorta di Lucio Corsi al femminile, capace di muoversi tra la tradizione siciliana e un’ironia irresistibile. Brani come Mi piace, Le chiese sono chiuse, U mari, Participio presente e Ghali confermano il suo talento in un panorama musicale sempre più saturo.

Dente

Dente è tra gli artisti italiani indie emergenti
Wikimedia Commons - Photo by Panapp

Ora che si avvicina ai 50 anni, forse è il momento di fare un regalo al pubblico italiano: portare finalmente Dente sotto i riflettori che merita. È uno dei cantautori più raffinati della scena italiana, e il fatto che, nonostante il suo seguito fedele, i suoi splendidi brani non siano ancora mainstream, è un vero enigma. Il suo stile è unico, fatto di delicatezza e una poetica altissima. Il suo romanticismo, leggero ma incisivo, lo rende inconfondibile. Con otto album e quasi vent’anni di carriera, ha collezionato autentiche gemme: da Vieni a vivere a A me piace lei, Discoteca solitudine, Adieu, Invece tu e Saldati, un brano, quest'ultimo, che ad ascoltarlo quasi ti dà conferma di possedere un cuore.

Scarda

Molti ricorderanno Scarda per Smetto quando voglio, brano inserito nella saga di Sydney Sibilia che gli valse una candidatura ai David di Donatello nel 2014. L’anno successivo arriva un altro riconoscimento: la nomination alle Targhe Tenco per I piedi sul cruscotto, miglior opera prima. La sua scrittura è precisa e ipnotica, con melodie che sembrano filastrocche per giovani adulti alle prese con la vita reale. I suoi testi, delicati e autentici, raccontano i momenti di passaggio con una luce agrodolce, fatta di domande, incertezze e frammenti di storie universali. Basta ascoltare brani come Sorriso, Una cosa importante, Io lo so, Ventanni e Giulia per capire perché il suo cantautorato abbia conquistato tanti cuori. Resistergli è praticamente impossibile.

Giorgieness

Giorgieness
Wikimedia Commons - Photo by Giorgieness

Pensate al pop di Giorgieness come a una versione tutta italiana dello storytelling alla Taylor Swift. Il trait d'union è la sincerità con cui si racconta nei suoi brani: soffre e lo canta, si rialza e lo canta, ama e lo canta, smette di amare – e indovinate un po'? – lo canta. Il suo sguardo sul mondo è quello di chi, malgrado i colpi presi, ancora un po' si aspetta che i sogni si avverino, e non può fare a meno di trasformarlo in musica. Che, nello specifico, è un pop raffinato e curato, capace di arrivare dritto al cuore, come ogni grande brano di musica cosiddetta "leggera" dovrebbe saper fare. I pezzi di Giorgieness sembrano fatti per Sanremo, pronti a diventare inni collettivi di vulnerabilità. Ascoltate Mostri, Maledetta, Jack & Sally, Cazzate, Cuori infranti o Eclissi, e poi ne riparliamo.

Mox

C'è un fascino intramontabile nel romanticismo d’altri tempi, capace di essere popolare senza perdere profondità poetica. Mox ha saputo coglierne la magia e riportarla in vita con un tocco moderno, rendendola irresistibile anche oggi. Le sue canzoni hanno un potere quasi magico, in grado di sciogliere anche i cuori più duri. Con quattro album all’attivo – due con i Jonny Blitz e due da solista, Figurati l’amore (2018) e Piangono anche gli uomini (2025) – il suo universo musicale è un abbraccio di melodie avvolgenti e testi autentici. Brani come San Lorenzo, Mara, Lacci, Sambo e Bradipi Rapidi raccontano sentimenti comuni con una poetica universale. Con la sua voce graffiata e intensa, Mox è il cantautore che il vostro cuore sta aspettando di scoprire.

Mox era l'ultima della nostra lista di cantanti indie italiani emergenti che possiamo aspettarci di vedere nella prossima edizione di Sanremo.

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Fabio Giusti
Redattore

Nato a Napoli e adottato da Roma, passa la quasi totalità delle sue ore da sveglio a leggere libri, ascoltare musica e vedere molti (ma mai troppi) film. E, se consideriamo che ha 48 anni, sono davvero un sacco di ore. Nel tempo che resta scrive. Dei libri che legge, della musica che ascolta e dei molti (ma mai troppi) film che vede.

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