Un manoscritto perduto di Dante al cinema: tutti i dettagli sul film evento a Venezia 82
Un’opera visionaria che intreccia Dante e Nick Tosches in un viaggio tra amore, arte e tempo sospeso
Emma Stone e Yorgos Lanthimos ormai sono una coppia professionale collaudata e Bugonia è il quarto film che realizzano insieme. La loro alchimia creativa è diventata uno dei fenomeni più affascinanti degli ultimi anni: un incontro tra il rigore surreale del regista greco e la versatilità magnetica dell’attrice americana.
Entrambi sono sbarcati al Lido nella seconda giornata della Mostra del Cinema di Venezia 2025 per presentare la loro ultima opera insieme a Jesse Plemons. Ma analizziamo meglio la loro complicità dietro e davanti la macchina da presa che ha permesso di portare sullo schermo già diversi lungometraggi intriganti e visionari.
Il sodalizio tra i due inizia con La favorita nel 2018, film che ha consacrato Lanthimos nel panorama internazionale e che ha permesso a Emma Stone di esplorare un ruolo complesso, ambiguo, in bilico tra potere e fragilità. Con Povere Creature nel 2023, Leone d’Oro a Venezia, la collaborazione assume una dimensione più radicale: il corpo e l’anima di Emma Stone diventano il terreno su cui Lanthimos costruisce un universo visivo e narrativo che scardina regole e convenzioni.
Nel mezzo il progetto sperimentale Kinds of Kindness (2024) ha rafforzato l’intesa artistica tra i due, confermando la loro capacità di muoversi tra generi e linguaggi diversi. E ora, con Bugonia, presentato in anteprima alla 82ª Mostra del Cinema di Venezia, il duo torna a stupire.
Il film segna la loro quarta collaborazione, un traguardo che testimonia la solidità di un sodalizio raro nel panorama cinematografico contemporaneo. Bugonia si potrebbe definire una fantascienza thriller, comunque in linea con il percorso di un regista che continua a spingersi oltre i confini del realismo, e con un’attrice disposta a seguirlo in territori sempre più estremi.
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Lanthimos è un autore che non si accontenta di raccontare storie: le reinventa attraverso una grammatica filmica personale. Inquadrature spiazzanti, movimenti di macchina inusuali, dialoghi straniati e una costante tensione tra ironia e crudeltà. Nei suoi film lo spettatore non si limita a guardare: viene trascinato in un mondo che sembra familiare e alieno allo stesso tempo.
Con Emma Stone, questa estetica trova un’interprete capace di incarnare allo stesso tempo candore e inquietudine, trasformando la surrealtà del regista in emozione tangibile. La Stone ha sempre mostrato talento per ruoli versatili, ma con Lanthimos ha avuto l’occasione di superare i confini del cinema mainstream.
Nei suoi personaggi emergono vulnerabilità, istinto e un coraggio raro nell’abbandonarsi completamente alla visione di un autore. Non più solo star di Hollywood, ma attrice capace di sfidare sé stessa e il pubblico, offrendo performance che oscillano tra la comicità e il perturbante.
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Quello tra Stone e Lanthimos è un sodalizio che va oltre la semplice collaborazione regista-attore: è una vera e propria reinvenzione del linguaggio cinematografico. Nei loro lavori il surreale diventa specchio del reale, e l’assurdo si fa strumento per indagare temi profondi come il potere, il desiderio, la libertà e l’identità. Con Bugonia, questa esplorazione raggiunge un nuovo capitolo, consolidando una traiettoria artistica che ha già lasciato un segno.
L’alchimia tra Emma Stone e Yorgos Lanthimos non è soltanto una fortunata coincidenza: è la dimostrazione di come due artisti, quando si incontrano nel momento giusto, possano ridefinire le possibilità del cinema contemporaneo. Da La favorita a Bugonia, passando per Poor Things e Kinds of Kindness, la loro complicità continua a generare opere destinate a sorprendere, ricordando che il grande schermo, ancora oggi, può essere luogo di invenzione e meraviglia.
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