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Stasera, 2 gennaio 2026, in tv su Canale 5 va in onda Francesca Cabrini, il film diretto da Alejandro Monteverde che racconta la storia vera di una delle figure più straordinarie del Novecento. Ma chi era davvero Francesca Cabrini? Dietro il racconto cinematografico c’è una donna reale, complessa e rivoluzionaria, capace di cambiare il destino di migliaia di emigranti italiani negli Stati Uniti e di diventare la prima cittadina americana proclamata santa dalla Chiesa cattolica.
Santa Francesca Saverio Cabrini, nata Maria Francesca Cabrini, venne alla luce il 15 luglio 1850 a Sant’Angelo Lodigiano, vicino Milano. Ultima di dieci figli, crebbe in una famiglia modesta e sviluppò fin da bambina una forte attrazione per le storie dei missionari. Nonostante una salute fragile, si dedicò con determinazione allo studio e ottenne l’abilitazione all’insegnamento.
Il suo primo tentativo di entrare in un ordine religioso fallì: le Figlie del Sacro Cuore, presso cui aveva studiato, la rifiutarono proprio per le sue condizioni fisiche. Un ostacolo che non bastò a fermarla. Accettò infatti di lavorare alla Casa della Provvidenza di Codogno, dove insegnò e assunse incarichi di responsabilità. Qui, nel 1877, prese i voti religiosi aggiungendo “Saverio” al suo nome, in omaggio a San Francesco Saverio, patrono delle missioni.

Dopo anni di difficoltà e contrasti interni, fu il vescovo di Lodi Domenico Gelmini a incoraggiarla a fondare un nuovo istituto. Nel 1880, insieme a sette giovani donne, nacque l’Istituto delle Suore Missionarie del Sacro Cuore di Gesù. Cabrini dimostrò subito una straordinaria capacità organizzativa: sapeva trovare fondi, alleati e sostegno, muovendosi con intelligenza tra Chiesa, benefattori e istituzioni.
Il suo sogno iniziale era partire per la Cina. Ma l’incontro decisivo con Papa Leone XIII cambiò il corso della sua vita. Il pontefice le indicò una direzione inattesa: “Non ad Oriente, ma all’Occidente”. La sua missione sarebbe stata l’America, in particolare New York, dove migliaia di emigranti italiani vivevano in condizioni disumane.
Nel 1889 Francesca Cabrini sbarcò a New York con un piccolo gruppo di suore. Quello che trovò fu uno scenario durissimo: povertà estrema, discriminazione, bambini abbandonati, istituzioni indifferenti. Gli italiani erano considerati cittadini di serie inferiore e spesso esclusi da servizi essenziali.
Cabrini non si limitò all’assistenza spirituale. Fondò scuole, orfanotrofi e ospedali, organizzò corsi di formazione e catechismo, offrì aiuto concreto a chi non aveva nulla. Il suo obiettivo era restituire dignità agli emigranti, aiutandoli a integrarsi senza rinunciare alla propria identità culturale.
La sua opera si estese rapidamente oltre New York. Francesca Cabrini viaggiò instancabilmente tra Europa, Stati Uniti, America Latina e Centrale. Attraversò oceani, cavalcò sulle Ande, percorse territori impervi fondando in totale 67 istituti tra scuole, ospedali e orfanotrofi.
Per lei l’azione non poteva prescindere dalla fede: impose alle sue suore una vita intensa di preghiera e adorazione, convinta che solo da lì potesse nascere una carità autentica. Il suo impegno era rivolto soprattutto agli ultimi, ma anche a chi deteneva il potere, affinché contribuisse a costruire una società più giusta.

Francesca Cabrini morì il 22 dicembre 1917 a Chicago, dopo una vita spesa senza riserve per gli altri. Fu proclamata Beata nel 1938 e Santa nel 1946 da Papa Pio XII. Nel 1950 venne dichiarata Patrona Celeste di tutti gli emigranti, diventando la prima cittadina degli Stati Uniti canonizzata dalla Chiesa cattolica. Nel 1999 Papa Giovanni Paolo II la definì “Missionaria della Nuova Evangelizzazione”, sottolineando il valore universale della sua opera.
Il film Francesca Cabrini, in onda stasera su Canale 5, non costruisce un’agiografia tradizionale. Il regista Alejandro Monteverde inserisce la figura della santa nel cuore della storia americana di fine Ottocento, mostrando una New York dura, ostile e profondamente ingiusta.
Cristiana Dell’Anna interpreta una Cabrini lontana dall’idealizzazione: una donna malata, consapevole dei propri limiti, ma determinata a non farsi fermare. La sua forza non è nel carisma urlato, ma nella coerenza, nella capacità di sfidare autorità religiose e politiche senza mai rinnegare se stessa.
La storia vera di Francesca Cabrini parla di migrazione, discriminazione, diritti e integrazione. Temi che risuonano fortemente anche oggi. Il film in tv su Canale 5 restituisce il ritratto di una donna che non ha chiesto il permesso di agire e che ha trasformato la fede in un motore di cambiamento concreto. Non una santa distante, ma una figura storica capace di lasciare un segno profondo nella società. Una storia che, ancora oggi, continua a interrogare e ispirare.
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