Sanremo 2026 serata cover: tutti i duetti e l’imprevisto Morgan–Chiello
Scaletta ufficiale del 27 febbraio, i duetti previsti e cosa è successo davvero tra Morgan e Chiello

Nel corso della quarta serata del Festival di Sanremo 2026, il pubblico assisterà a uno dei momenti musicali più attesi: Gregory Porter, gigante della scena jazz internazionale, salirà sul palco dell’Ariston per esibirsi insieme a Serena Brancale e Delia in una reinterpretazione di Bésame mucho.
La sua voce profonda, calda e ricca di sfumature promette di trasformare il classico intramontabile in un brano carico di emozione e sentimento, fondendo jazz, soul e pop in una performance che unisce culture musicali diverse.
Gregory Porter è uno dei cantautori jazz più rispettati e amati degli ultimi vent’anni. Nato il 4 novembre 1971 a Sacramento, California, Porter si è imposto sulla scena musicale grazie alla sua voce unica, caratterizzata da un timbro profondo, una dizione impeccabile e un’abilità straordinaria nel trasmettere emozioni vere attraverso ogni nota.
La sua formazione è un mix di musica classica, gospel e jazz: ha studiato alla Calvin Coolidge High School e poi alla San Diego State University, dove ha raffinato non solo le sue doti vocali ma anche le capacità compositive. La sua musica riflette una profonda conoscenza delle radici afroamericane, dal jazz alla spiritualità della chiesa gospel, e una sensibilità musicale che sfida le categorizzazioni.
Porter ha raggiunto fama mondiale con album come Liquid Spirit (2013) e Take Me to the Alley (2016), entrambi acclamati dalla critica e amati dal pubblico. Liquid Spirit ha vinto il Grammy Award come Miglior Album Jazz e ha consolidato la sua reputazione internazionale come uno dei più importanti interpreti della sua generazione. La sua capacità di raccontare storie, d’amore, di lotta, di speranza, attraverso il jazz ha fatto sì che ogni disco diventasse un’esperienza artistica completa.

Gregory Porter ha lavorato con alcuni dei nomi più importanti della scena musicale mondiale, attraversando confini di genere e stile. Tra le collaborazioni più significative si ricordano quelle con: Herbie Hancock, figura leggendaria del jazz moderno, con cui Porter ha condiviso palchi e progetti speciali; Robert Glasper, pianista e produttore simbolo dell’incontro tra jazz, R&B e hip‑hop; Antonio Sánchez, batterista di fama mondiale, noto anche per le colonne sonore cinematografiche.
Ma Porter non si è limitato al mondo del jazz: le sue capacità vocali e interpretative lo hanno portato anche in contesti pop e soul, affiancando artisti di fama mondiale in performance che celebrano l’incontro tra stili diversi. Questo spirito di apertura artistica lo rende particolarmente adatto a un palco come quello di Sanremo, dove musica italiana e internazionale si incontrano.
Uno dei tratti distintivi di Porter è la sua attitudine al palco. I suoi tour globali lo hanno portato ad esibirsi nei più prestigiosi festival e teatri internazionali, tra cui: Montreux Jazz Festival, Newport Jazz Festival, Royal Albert Hall di Londra, Teatri e arene in Europa, Asia, Australia e Nord America. Le esibizioni dal vivo di Porter sono leggendarie per l’intensità emotiva e la connessione con il pubblico.
Non si tratta soltanto di eseguire canzoni: è un dialogo continuo con gli spettatori, un momento di condivisione profonda che trascende lingua e genere musicale.

La scelta di portare Porter sul palco dell’Ariston per la serata delle cover è un segnale forte: unire l’interpretazione jazz della sua voce a quella di Serena Brancale e Delia in Bésame mucho è un invito ad ascoltare il classico in chiave nuova, dove la tradizione latino‑jazz incontra il pop italiano contemporaneo. Il risultato è una performance che punta a emozionare, sorprendere e rimanere nei cuori.
In un Festival che celebra la musica nelle sue molteplici forme, la presenza di Gregory Porter aggiunge una dimensione internazionale e senza confini, sottolineando quanto il linguaggio del jazz sia ancora oggi attuale, aperto alla contaminazione e capace di dialogare con stili differenti. In sintesi, Gregory Porter è molto più di un cantante jazz: è un ambasciatore della musica che utilizza la sua voce come strumento di connessione, capace di attraversare generi e culture.
Dal palco dei jazz club ai festival internazionali, dai duetti con grandi nomi alla reinterpretazione di classici italiani come Bésame mucho, la sua carriera è una testimonianza del potere della musica come forma di espressione universale. La sua partecipazione a Sanremo 2026 dimostra che il Festival non è solo competizione, ma anche occasione di incontro, condivisione e celebrazione della musica in tutte le sue sfumature.
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