The Weight alla Berlinale 2026, Ethan Hawke: «Vale la pena lottare contro l’avidità istituzionale»
Alla conferenza stampa del film Ethan Hawke e il regista Padraic McKinley presentano questo crime drama tra oro, avidità e sopravvivenza

Dopo aver vinto il Sundance lo scorso Gennaio, il film Josephine è in concorso alla Berlinale 2026. Dopo l'acclamato esordio nel 2022 con Soft & Quiet, la regista Beth de Araújo torna con un film che colpisce immediatamente lo spettatore con un pugno allo stomaco già nei primi 15 minuti.
Ispirato a un’esperienza traumatica vissuta durante l’infanzia della regista, Josephine trasporta il pubblico nella mente di una bambina di otto anni, mostrando la difficoltà di elaborare le proprie emozioni dopo un terribile risveglio alla violenza maschile.
Una mattina presto, Josephine e suo padre Damien si dirigono al parco per giocare a calcio insieme, quando assistono a una scena sconvolgente: una donna viene aggredita da un passante. Damien si lancia all’inseguimento dell’uomo, ma l’evento lascia un segno profondo su Josephine. Curiosa e confusa, la bambina chiede al padre cosa è successo, ma lui evita di rispondere. Cercando di capire, Josephine cerca online il significato della parola “stupro” e inizia a percepire il mondo come un luogo sempre più sporco e pericoloso.
Per proteggerla e aiutarla a sentirsi sicura, Damien la iscrive a corsi di Kung Fu, ma questo non basta a elaborare il trauma emotivo della figlia. A scuola, Josephine manifesta scoppi di rabbia sempre più frequenti e inizia a dividere i compagni in due categorie: amici da proteggere e nemici da cui difendersi. Le tensioni tra i genitori aumentano ulteriormente l’instabilità nella sua vita.
Mentre cerca di comprendere ciò a cui ha assistito e il ruolo che può avere nella ricerca di giustizia, Josephine inizia a prendere in mano la propria sicurezza. Cresce con una saggezza sorprendente per la sua giovane età, imparando a trasformare la paura in consapevolezza e resilienza.

Il film Josephine è stato girato principalmente a San Francisco, negli Stati Uniti, con molte scene ambientate e riprese nel celebre Golden Gate Park della città. La troupe ha lavorato in diverse location urbane della Bay Area, tra cui il parco stesso, dove si svolge l’evento centrale della storia, oltre ad altre zone come il quartiere Richmond, Fort Point e il Broadway Tunnel, catturando l’atmosfera autentica della città californiana in cui è ambientato il racconto.
«La città dà vita al film. Non avremmo potuto simulare San Francisco e non volevamo farlo» ha spiegato la regista.
Josephine ha avuto una gestazione lunga dodici anni e David Kaplan si è unito al progetto negli ultimi tre. Conosceva Beth de Araújo da anni e stavano lavorando insieme a un altro film, ma Josephine ha preso rapidamente priorità dopo l’incontro della regista con Channing Tatum. «Mi ha chiamato e mi ha detto: “So che stavamo lavorando a un altro progetto e sono ancora molto entusiasta, ma ora ho due attori per questo script, vuoi fare prima questo film?”» ha ricordato Kaplan.

La sua risposta fu: «Gemma Chan, Channing Tatum, questo bellissimo copione che leggevo anni fa e che sapevo avresti sempre voluto realizzare… sì, dovremmo farlo». Tatum e Chan, che sono anche produttori, hanno avuto un ruolo decisivo nel far decollare il progetto. Gemma Chan aveva sostenuto il film per anni, mentre Tatum ha contribuito anche a reperire fondi tra gli investitori.
Mason Lily Reeves, la piccola protagonista, è stata scoperta appena sette settimane prima dell’inizio delle riprese, quando de Araújo l’ha vista in un mercato a San Francisco. Nonostante avessero valutato circa 90 bambini, de Araújo ha insistito: «Questa è la bambina giusta».
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