Rosebush Pruning
Rosebush Pruning alla Berlinale 2026 - foto via Ufficio stampa Berlinale

Berlinale: Rosebush Pruning omaggia "I Pugni in Tasca" di Bellocchio

Elle Fanning, Callum Turner, Jamie Bell e Pamela Anderson nel film di Karim Aïnouz, in anteprima a Berlino
A cura di Letizia Rogolino
Articolo pubblicato il:
17 Febbraio 2026

Berlinale: Rosebush Pruning, Aïnouz omaggia I Pugni in Tasca di Bellocchio. Alla 76ª edizione della Berlinale – Festival Internazionale del Cinema di Berlino, il nuovo film Rosebush Pruning del regista Karim Aïnouz ha fatto il suo debutto mondiale in anteprima nella sezione Concorso, attirando l’attenzione stampa e pubblico sulla Croisette berlinese. Sul red carpet erano presenti gran parte del cast, tra cui Callum Turner, Jamie Bell e Pamela Anderson, oltre allo stesso Aïnouz, che hanno partecipato entusiasti alla première e alle conferenze stampa.

Unica assenza di spicco sul tappeto rosso è stata Elle Fanning, che pur essendo parte del cast non ha potuto partecipare all’evento, lasciando i fotografi e i fan a notare la mancanza di una delle protagoniste più attese.

Di cosa parla Rosebush Pruning

Dopo un breve ritorno in patria con il thriller iper-sensuale Motel Destino, Aïnouz torna in Europa con Rosebush Pruning, che a prima vista sembra più vicino alle sue corde: una saga familiare assurda e sudata, fatta di gesti e desideri esagerati, resa in toni caldi e saturi.

In una villa sontuosa baciata dal sole della Catalogna, i fratelli americani Jack, Ed, Anna e Robert vivono isolati, immersi nella loro eredità, evitando le richieste del padre cieco e cercando amore e approvazione tra di loro e negli ultimi capi di alta moda. Quando Jack, il fratello maggiore e fulcro della famiglia, annuncia che si trasferirà dalla sua fidanzata Martha, i legami di sangue vengono messi alla prova e Ed è costretto a scoprire la verità sulla morte della loro madre.

Bugie tramandate di generazione in generazione iniziano a venire a galla e il tessuto stesso della famiglia inizia lentamente a sgretolarsi. Una satira tagliente sull’assurdità della tradizionale famiglia patriarcale.

 

Rosebush Pruning Callum Turner
Callum Turner in Rosebush Pruning - foto via Ufficio stampa Berlinale 2026

L'ispirazione di Marco Bellocchio

Lo sceneggiatore Efthimis Filippou, collaboratore abituale di Yorgos Lanthimos, si è ispirato liberamente al debutto del 1965 di Marco Bellocchio, I Pugni in Tasca, come ha raccontato in conferenza. Mentre in quest’ultimo la favola anti-borghese emerge nel linguaggio asciutto della “weird wave” greca, Aïnouz applica il suo tocco massimalista e sensuale, creando un’opera completamente diversa, accentuata dai contrasti tra i membri del cast stellare.

Il titolo apparentemente “ingenuo” deriva da un proverbio inventato dal personaggio di Turner nel film, il figlio di mezzo della famiglia americana estremamente ricca, trasferitasi anni fa sulla verde costa nord-orientale della Spagna: “Le persone sono rose, le famiglie sono cespugli di rose. I cespugli hanno bisogno di potatura”. Filippou ha detto che il film non cerca di “scioccare” per il gusto di farlo, ma di rappresentare persone e situazioni reali – anche nelle loro manifestazioni più disturbanti e surreali – mostrando come privilegi e dinamiche familiari assurde possano produrre comportamenti crudeli e vuoti.

Rosebush Pruning
Una scena di Rosebush Pruning - foto via Ufficio stampa Berlinale

Cosa ha detto il cast alla Berlinale 2026

Tracy Letts che interpreta il padre di famiglia ha evidenziato come il film tocchi temi sociali importanti, dicendo che una estrema disparità di ricchezza può favorire comportamenti negativi e, in senso più ampio, forme di autoritarismo o addirittura fascismo. Pamela Anderson, che interpreta la madre, ha commentato che il progetto riflette un aspetto dei nostri tempi: molta gioventù oggi nasce in ambienti ricchi e superficiali, e questo porta con sé dinamiche familiari degradate e senza veri valori.

Jamie Bell, che interpreta Jack, ha definito la natura del film come una sorta di “assurda operaticità”, un’esperienza unica perché i personaggi sembrano non avere veri desideri o ambizioni, e ha detto che sul set è stato liberatorio provare uno spazio narrativo “senza regole”.

La fotografia di Hélène Louvart avvolge lo schermo in rossi caramella, verdi angelici e ultramarini accecanti, mentre i paesaggi spagnoli e il design di Rodrigo Martirena creano un sogno da rivista. I costumi di Bina Daigeler sono impeccabili, inarrivabili e divini, e la colonna sonora di Matthew Herbert è lussuosamente presente.

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Letizia Rogolino
Redattrice

Giornalista e copywriter, appassionata di cinema, serie TV e viaggi. Cinefila incallita e anima vagabonda, amo perdermi tra i road movie, il mare e le atmosfere degli anni '80. I dolci sono il mio comfort food, guidare mi rilassa, correre all’aria aperta mi rigenera. E quando posso, suono il banjo. Racconto storie, luoghi ed emozioni con la stessa curiosità con cui esploro il mondo.

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