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Si può dire che la birra da sempre ci stia accompagnando nei vari secoli - in questo caso però si può parlare anche di millenni - della sua storia. Al giorno d'oggi solo in Italia vengono consumati ogni anno qualcosa come 2,5 milioni di litri di birra, con una crescente attenzione che è rivolta verso le produzioni artigianali. Un trend simile a quello riscontrato anche nel resto del mondo, con i consumi in crescita in tutti i continenti. Fin qui niente di strano o che non sapevamo già, ma anche questo settore negli ultimi anni sta vivendo un momento di grande rinnovamento e cambiamento.
Sia le grandi produzioni sia i piccoli birrifici artigianali infatti molto stanno investendo per rendere i loro sistemi di produzione più efficienti, economici e anche sostenibili. Ecco perché c'è grande attenzione nel settore per l'ultima novità made in USA. Grazie a una partnership pionieristica, Almanac Beer Co. (una compagnia di produzione di birra californiana) e Aircapture (un'azienda operante nel settore delle risorse naturali rinnovabili) sono pronte a rivoluzionare per sempre il modo di produrre birra utilizzando CO₂ catturandola direttamente dall'aria. Può sembrare un particolare di poco conto o un tecnicismo, invece si tratta di un nuovo metodo di produzione che potrebbe cambiare per sempre il modo di fare birra anche da noi. Signore e signori, ecco a voi la Flow - Clean Air Edition.
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Per capire il motivo di così tanta attenzione mediatica attorno alla Flow - Clean Air Edition partiamo dal comunicato stampa diffuso da Aircapture. Si legge così che si tratta della prima birra al mondo gassata utilizzando CO₂ catturata dall'atmosfera tramite un sistema di cattura diretta dell'aria (DAC) installato in loco. Alla base di questo sistema quindi c'è l'unità DAC modulare di Aircapture che preleva l'anidride carbonica dall'aria ambiente e fornisce CO₂ liquida di qualità alimentare - con una purezza del 99,999%, ben al di sopra degli standard di settore - direttamente al processo di birrificazione.
Lo scorso 21 marzo così il birrificio Almanac ha organizzato un evento dove ha presentato al pubblico la Flow - Clean Air Edition, con i visitatori che hanno potuto ammirare il sistema DAC in funzione e hanno visto come la CO₂ atmosferica viene utilizzata nel processo di produzione della birra. Al momento però la Flow - Clean Air Edition è in vendita solo in California, ma la notizia più importante è che questo nuovo sistema di produzione presto potrebbe essere esportato anche da noi, portando così a una sorta di rivoluzione green anche nel settore della birra.

Forse non tutti lo sanno, ma ogni birra ha bisogno di CO₂ per essere gasata, conservata e protetta. Fino a oggi questa CO₂ è stata comprata da industrie esterne e trasportata in cisterne. Una filiera spesso ignorata, ma che ha un suo impatto ambientale. Inoltre c'è la questione dei costi: negli ultimi anni la volatilità dei mercati e dei cicli industriali hanno rappresentato un problema non di poco conto per i produttori di birra, specie in un momento di grande instabilità come questo che stiamo vivendo. L'esperienza del 2002, quando Oltreoceano una carenza di CO₂ ha messo in difficoltà i birrifici, ha spinto così a cercare una soluzione alternativa, magari anche più sostenibile dal punto di vista ambientale.
Questa nuova soluzione adesso consente a produttori come Almanac di generare la propria fornitura di CO₂ in loco, al riparo dai capricci dei Mercati e strizzando l'occhio anche all'ambiente. Occorre sottolineare poi che mentre progetti DAC su larga scala richiedono solitamente anni di costruzione e centinaia di milioni di dollari di investimenti, il sistema modulare di Aircapture integrato con le attrezzature di birrificazione esistenti di Almanac, invece è stato operativo in poche settimane. Insomma, nessun nuovo impianto, infrastruttura dedicata o interruzione di produzione: il futuro della birra potrebbe essere nato in California e ha il pollice verde.
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