Presidi Slow Food Friuli-Venezia Giulia: elenco e descrizione
Ecco quali sono e dove trovare le 23 eccellenze gastronomiche della biodiversità friulana e giuliana

Quali sono i presidi Slow Food Calabria? In un periodo come questo dove è sempre maggiore l'attenzione - e la ricerca - delle varie eccellenze enogastronomiche locali, questa domanda appare come di grande attualità. Del resto l'Italia è un paese che può vantare un inestimabile patrimonio tradizionale culinario, per certi versi pari a quello artistico o monumentale. Ma cos'è un presidio Slow Food? Stiamo parlando di una fondazione - attiva in tutto il mondo - che da anni ha come propria missione il sostegno ai piccoli produttori custodi di tradizioni gastronomiche a rischio di scomparsa.
Tutto questo si traduce in specifici progetti che riuniscono un gruppo di agricoltori, allevatori o produttori. Chi entra a far parte del progetto - che garantisce un equo compenso - così deve seguire un rigoroso disciplinare di produzione. In questo modo si preservano razze animali autoctone, antiche varietà di ortaggi e frutta. Inoltre si tutelano tecniche di lavorazione tramandate da generazioni. In questo scenario la Calabria è una regione che può vantare un valore enogastronomico straordinario. Merito della sua conformazione unica - stretta tra due mari, attraversata da montagne e ricca di microclimi diversi in pochi chilometri - e di secolari tradizioni contadine. Questa varietà di paesaggi ha permesso la sopravvivenza di prodotti unici, spesso legati a un singolo borgo o a una piccola vallata. Vediamo allora nel dettaglio quali sono i presidi Slow Food Calabria, una regione tutta da assaporare.
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Al momento sono 20 i presidi Slow Food Calabria attivi, un numero cresciuto di recente grazie ai nuovi progetti presentati a Terra Madre Salone del Gusto 2026, a Torino. Ecco quali sono, le caratteristiche e in quale zona si trovano, per una sorta di guida ai presidi Slow Food della Calabria. Un consiglio? Se possibile è perfetto assaggiarli o acquistarli direttamente nel loro borgo - o zona - d'origine.

Biscotti speziati e croccanti arricchiti con miele, mandorle e pepe. Sono tipici di Villa San Giovanni sullo Stretto di Messina. Il loro profumo poi è inconfondibile.
Cresce nelle campagne a nord di Lamezia Terme. Deve il nome alle striature rosate che colorano gli spicchi ed è protagonista sia in cucina sia nella preparazione dei salumi tradizionali.
Nasce nel territorio di Magisano in provincia di Catanzaro. Questa pesca ha la buccia verde-bianca con sfumature rosse e una polpa succosa e aromatica. La sua delicata conservazione ne aveva messo a rischio la sopravvivenza, ora tutelata dall'essere un presidio Slow Food Calabria.
Chiamata anche grossa di Gerace, si tratta di una varietà di oliva tipica del borgo di Gerace nella Locride. La sua caratteristica principale è che dà un olio dal sapore intenso e fruttato.
I fagioli pappaluni sono grandi e bianchi. Vengono coltivati sull'Aspromonte e resistono bene ai terreni difficili delle aree montane, risultando da sempre un ingrediente base della cucina contadina locale.
Si coltiva nella zona di Terranova da Sibari, nella Sibaritide in provincia di Cosenza. È una prugna dalla polpa dolce, legata secondo la tradizione a un'antica coltivazione dei frati del territorio.
Sono formaggi freschi o stagionati ottenuti dal latte delle capre allevate allo stato semibrado sulle alture dell'Aspromonte in provincia di Reggio Calabria.
Vino dolce da meditazione tipico di Saracena, alle porte del Parco del Pollino in provincia di Cosenza. Prende il nome così dal metodo - antichissimo - di rifermentazione detto appunto “al governo”.
Varietà di melanzana dalla buccia sottile e violacea, coltivata lungo la costa tirrenica cosentina nel comune di Longobardi. Il suo gusto è molto dolce e può essere mangiata anche con la buccia essendo particolarmente sottile.
Questa è una cipolla dolce e delicata, coltivata nella zona di Castrovillari alle porte del Parco Nazionale del Pollino. Una sua caratteristica è quella di essere molto digeribile.
Nasce sulle colline costiere di Trebisacce protetta dal microclima del Pollino. Perché "tardiva"? Matura più tardi delle altre varietà restando sull'albero fino a maggio o giugno.

Formaggio a pasta filata tipico di Ciminà nella Locride. La sua lavorazione conserva influenze casearie di origine balcanica e viene fatto con latte di vacca e capra e caglio naturale di capretto. Importante: va consumato molto fresco.
Salume ricavato dalla coscia del maiale nero calabrese - tipico di Belmonte Calabro - sulla costa tirrenica cosentina. Si lavora secondo tecniche di norcineria tradizionale.
Piccolo pomodoro coltivato senza irrigazione sulle colline della Presila catanzarese, tra gli 800 e i 1000 metri di altitudine nel comune di Zagarise.
Si tratta di un legume dai semi grandi e bianchi, coltivato nel Parco Nazionale del Pollino tra i comuni di Mormanno, Laino Castello e Laino Borgo in provincia di Cosenza.
Salume tradizionale della Bovesìa, l'area grecanica tra il basso Ionio reggino e l'Aspromonte dove ancora oggi sopravvive il dialetto greco di Calabria.
Varietà di arancia coltivata nella zona di San Giuseppe - in provincia di Vibo Valentia - recentemente valorizzata insieme al pomodorino siccagno di Zagarise come nuovo presidio.
Formaggio di latte di pecora crudo prodotto sull'altopiano del Monte Poro, in provincia di Vibo Valentia. Un simbolo della secolare tradizione casearia calabrese.
Antica razza bovina rustica allevata allo stato brado nelle aree montane della Calabria. Fornisce carne e latte di grande qualità legati a un allevamento estensivo e sostenibile.
Terminiamo il nostro tour dei presidi Slow Food Calabria con queste cinque varietà locali di fagiolo coltivate a Cortale e nei comuni limitrofi della provincia di Catanzaro: reginella bianca, reginella gialla, cannellina bianca, cocò gialla e cocò bianca.
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