Tornano le domeniche ecologiche a Roma: date, orari e altre cose da sapere
La prima della stagione invernale 2025-2026 è in programma già domenica 9 novembre

Secondo il rapporto Mal d'Aria di città 2026 stilato dall'associazione ambientalista Legambiente e basato sui dati ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente), c'è un netto miglioramento per quanto riguarda la qualità dell'aria delle città italiane.
Dai dati del 2025 emerge inoltre una classifica, quella delle città più inquinate che, al primo posto, pone Palermo, capoluogo che quest'anno ha superato Milano. Per maggiori dettagli sull'analisi e su ciò che è emerso, seguiteci.

L'analisi di Legambiente si basa sui dati raccolti nelle diverse regioni italiane dall'ARPA con cui poi viene stilata una classifica che prende in considerazione tre parametri: la concentrazione di azoto nell'aria, PM10 e PM2.5, ovvero il particolato, cioè la polvere fina con diametri pari o inferiori a 10 µm e 2,5 µm, rispettivamente.
Per mettere in ordine le varie città italiane Legambiente si basa sul numero di giorni in cui nelle città vengono superati i limiti giornalieri di PM10, non superiori a 50 microgrammi per metro cubo. Le normative vigenti pongono come tetto massimo 35 giorni in un anno.
Nel 2025 sono state 13 le città che hanno superato tale limite per più di 35 giorni, in particolare Palermo con 89 giorni, Milano con 66 e Napoli con 64, le tre città più inquinate d'Italia. Seguono poi Ragusa con 61 giorni, Frosinone con 55, Lodi e Monza con 48, Cremona e Verona con 44, Modena con 40, Torino con 39, Rovigo con 37 e Venezia con 36.
Leggi anche: La classifica delle città meno inquinate del mondo nel 2025

Come anticipato, l'analisi ha evidenziato inoltre un miglioramento generale dell'aria. Lo dimostra il fatto che è diminuito il numero di città che hanno superato il limite giornaliero indicato e che nessun capoluogo ha superato i limiti annuali di azoto, PM10 e PM2.5.
Nonostante il trend positivo, rimane ancora lontano lo standard stabilito dall'Unione Europea per il 2030, quando il limite giornaliero da rispettare per le PM10 scenderà da 50 a 20 microgrammi al metro cubo, e a 20 per le PM2.5. Si stima che più della metà dei capoluoghi italiani (circa il 53%) potrebbero non arrivare a rispettare i limiti di PM10, e quasi tre quarti per il PM2.5 (il 73%).
Leggi anche: Come ridurre la plastica nella nostra vita quotidiana
Mantenendo dunque il ritmo attuale di riduzione degli inquinanti, la maggior parte delle città non raggiungerebbe i traguardi imposti dall'Europa, problema che mira a risolvere il Piano d'Azione per il Miglioramento della Qualità dell'Aria 2025-2027, iniziativa che prevede regole più stringenti sul riscaldamento domestico, sull'uso di combustibili fossili (carbone, petrolio e gas) e altri fattori che pesano sull'inquinamento atmosferico.
Vuoi di più? Estendi il tuo mondo digitale con la nostra app – scaricala subito!