Auto davanti al Colosseo
Auto davanti al Colosseo - foto di Fab4Shutterstock su Shutterstock

C'è meno smog nelle città italiane: la classifica delle più inquinate

Ecco i dati emersi dall'analisi Mal d'Aria di città 2026 di Legambiente
A cura di Pietro Paolucci
Articolo pubblicato il:
15 Febbraio 2026

Secondo il rapporto Mal d'Aria di città 2026 stilato dall'associazione ambientalista Legambiente e basato sui dati ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente), c'è un netto miglioramento per quanto riguarda la qualità dell'aria delle città italiane.

Dai dati del 2025 emerge inoltre una classifica, quella delle città più inquinate che, al primo posto, pone Palermo, capoluogo che quest'anno ha superato Milano. Per maggiori dettagli sull'analisi e su ciò che è emerso, seguiteci.

La classifica delle città italiane più inquinate del 2025

Mercatino a Brera, Milano
Quartiere Brera, Milano. Shutterstock by SJBright

L'analisi di Legambiente si basa sui dati raccolti nelle diverse regioni italiane dall'ARPA con cui poi viene stilata una classifica che prende in considerazione tre parametri: la concentrazione di azoto nell'aria, PM10 e PM2.5, ovvero il particolato, cioè la polvere fina con diametri pari o inferiori a 10 µm e 2,5 µm, rispettivamente.

Per mettere in ordine le varie città italiane Legambiente si basa sul numero di giorni in cui nelle città vengono superati i limiti giornalieri di PM10, non superiori a 50 microgrammi per metro cubo. Le normative vigenti pongono come tetto massimo 35 giorni in un anno.

Nel 2025 sono state 13 le città che hanno superato tale limite per più di 35 giorni, in particolare Palermo con 89 giorni, Milano con 66 e Napoli con 64, le tre città più inquinate d'Italia. Seguono poi Ragusa con 61 giorni, Frosinone con 55, Lodi e Monza con 48, Cremona e Verona con 44, Modena con 40, Torino con 39, Rovigo con 37 e Venezia con 36.

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L'aria migliora, anche se non abbastanza

Incentivi auto 2025 - automobile tra gli altri
Un'auto percorre una strada tra gli alberi - Shutterstock, foto di Me Dia

Come anticipato, l'analisi ha evidenziato inoltre un miglioramento generale dell'aria. Lo dimostra il fatto che è diminuito il numero di città che hanno superato il limite giornaliero indicato e che nessun capoluogo ha superato i limiti annuali di azoto, PM10 e PM2.5.

Nonostante il trend positivo, rimane ancora lontano lo standard stabilito dall'Unione Europea per il 2030, quando il limite giornaliero da rispettare per le PM10 scenderà da 50 a 20 microgrammi al metro cubo, e a 20 per le PM2.5. Si stima che più della metà dei capoluoghi italiani (circa il 53%) potrebbero non arrivare a rispettare i limiti di PM10, e quasi tre quarti per il PM2.5 (il 73%).

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Mantenendo dunque il ritmo attuale di riduzione degli inquinanti, la maggior parte delle città non raggiungerebbe i traguardi imposti dall'Europa, problema che mira a risolvere il Piano d'Azione per il Miglioramento della Qualità dell'Aria 2025-2027, iniziativa che prevede regole più stringenti sul riscaldamento domestico, sull'uso di combustibili fossili (carbone, petrolio e gas) e altri fattori che pesano sull'inquinamento atmosferico.

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Pietro Paolucci
Pietro Paolucci
Redattore

Nato a Roma, è un giornalista che si occupa soprattutto di tecnologia e innovazione. Dalle lauree in Letteratura Musica Spettacolo e in Filologia Moderna si indovinano alcuni suoi interessi, ma gli piacciono anche le montagne, nuotare, la psicologia e andare nei posti che non conosce. Ha tre biciclette, quattro chitarre e altre cose che non ha tempo di rispolverare, dice. Da vecchio vorrebbe mettere piede su Marte, o quantomeno scriverne un reportage.

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