Auto davanti al Colosseo
Auto davanti al Colosseo - foto di Fab4Shutterstock su Shutterstock

L'Europa rimanderà il divieto di vendere auto a benzina e diesel dal 2035

Più lunga la vita per i veicoli dotati di motori termici; l'Europa ha deciso
A cura di Pietro Paolucci
Articolo pubblicato il:
13 Dicembre 2025

È quello che emergeva dalle ultime indiscrezioni emerse, secondo cui la Commissione Europea avrebbe deciso di eliminare il discusso stop alla vendita di auto a benzina e diesel programmato per il 2035; indiscrezioni poi confermate dal relativo piano presentato dalla Commissione Europea martedì 16 dicembre 2025

Un divieto relativo alla produzione e commercializzazione (non alla circolazione, s'intende) di veicoli termici che potrebbe slittare di qualche anno, rinvio che arriva in seguito alle pressioni di alcuni governi, tra cui anche il nostro.

Il rinvio dello stop ai motori termici dal 2035

Incentivi auto 2025 - automobile tra gli altri
Un'auto percorre una strada tra gli alberi - Shutterstock, foto di Me Dia

La notizia arrivava dal tabloid tedesco Bild, che ha riportato la seguente dichiarazione di Manfred Weber, membro del Parlamento Europeo: "Per le nuove immatricolazioni di veicoli dal 2035 in poi, sarà obbligatoria per gli obiettivi di flotta delle case automobilistiche una riduzione del 90% delle emissioni di CO₂, invece del precedente 100%. Inoltre, non ci sarà più un obiettivo (delle emissioni di CO₂, ndr) del 100% a partire dal 2040. Ciò significa che il divieto tecnologico sui motori a combustione interna è escluso. Tutti i motori attualmente costruiti in Germania potranno quindi continuare a essere prodotti e venduti. Con questo, manteniamo le nostre due promesse più importanti: restiamo impegnati per la neutralità climatica. Ma garantiamo anche la neutralità tecnologica. Ciò rappresenta un segnale importante all'intera industria automobilistica e garantisce decine di migliaia di posti di lavoro".

A questo cambio di programma, confermato poi dalla Commissione Europea, avrebbero contribuito le posizioni contrarie della Germania, della Polonia e dell'Italia, la cui presidente Giorgia Meloni avrebbe inviato una lettera scritta al riguardo, riporta Bild. Ciò non sorprende, considerando le risapute posizioni contrarie allo stop alla vendita di auto a benzina e diesel da parte di vari governi europei.

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I motivi dietro il dietrofront

Un'auto elettrica esposta in una fiera
Un'auto elettrica esposta in una fiera - foto di CRM su Shutterstock

Considerata la situazione difficile che sta vivendo l'industria automobilistica europea, non ancora competitiva con quella asiatica (soprattutto cinese) nel settore dell'elettrico, si tratta di una decisione che andrebbe incontro alle Case automobilistiche del vecchio continente e dell'intero settore relativo.

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Spostare un po' più avanti gli obiettivi previsti in precedenza sarebbe un modo per prendere tempo nell'attuale transizione elettrica a cui i produttori stanno lavorando. Uno stop, quello alla vendita di auto e altri veicoli dotati di motori termici previsto per il 2035, che fu annunciato nel 2019 e che, ultimamente, è stato considerato meno concretizzabile per diversi motivi, sia tecnici che economici.

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Pietro Paolucci
Pietro Paolucci
Redattore

Nato a Roma, è un giornalista che si occupa soprattutto di tecnologia e innovazione. Dalle lauree in Letteratura Musica Spettacolo e in Filologia Moderna si indovinano alcuni suoi interessi, ma gli piacciono anche le montagne, nuotare, la psicologia e andare nei posti che non conosce. Ha tre biciclette, quattro chitarre e altre cose che non ha tempo di rispolverare, dice. Da vecchio vorrebbe mettere piede su Marte, o quantomeno scriverne un reportage.

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