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Negli scorsi giorni una sentenza del tribunale di Roma ha giudicato illegittimi gli aumenti dei prezzi degli abbonamenti di Netflix applicati tra il 2017 e il 2024. Secondo i giudici l'azienda di streaming ha violato il Codice del Consumo per aver previsto nelle clausole dei relativi contratti la possibilità di aumentare i prezzi senza un motivo giustificato, clausole pertanto considerate nulle e che danno diritto ai consumatori di ottenere dei rimborsi. Di seguito, tutti i dettagli da sapere per chiedere a Netflix le restituzioni delle somme pagate e i relativi risarcimenti, che potrebbero arrivare fino a 500 euro.

Il tutto riguarda i clienti che hanno subito gli aumenti illegittimi avvenuti nel 2017, 2019, 2021 e ottobre 2024. I rincari dei contratti stipulati dopo il mese di gennaio del 2024 sono invece regolari, per via della presenza di clausole differenti. Il numero delle persone interessate è pertanto notevole, considerando che dagli 1,9 milioni di utenti del 2019 Netflix ha raggiunto di recente quota 5,4 milioni (dati dell'ottobre 2025).
Soprattutto i clienti più affezionati, coloro i quali hanno attivo un abbonamento dal 2017 e che pagano il servizio più costoso (il piano Premium da 19,99 euro al mese) avrebbero diritto a un rimborso pari a circa 500 euro, risarcimento dimezzato per coloro i quali hanno pagato per lo stesso periodo di tempo un abbonamento a Netflix più economico come lo Standard da 13,99 euro. Questo, considerando che complessivamente il piano Premium è aumentato di 8 euro al mese, e di 4 lo Standard.
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Secondo quanto comunicato dal Movimento Consumatori, l'associazione che si occupa dei diritti dei consumatori che aveva avviato l'azione legale, il tribunale ha imposto a Netflix di mostrare il contenuto della sentenza sul proprio sito per un periodo non inferiore a sei mesi e di pubblicarlo inoltre sul Corriere della Sera e sul Sole 24 Ore.
Oltre a questi avvisi, Netflix dovrà soprattutto contattare i clienti coinvolti via email, secondo quanto indicato nella sentenza del tribunale, informandoli sulle modalità per ottenere i rimborsi e sulle tempistiche del risarcimento, questioni che non sono ancora state definite dall'azienda.
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In attesa di comunicazioni ufficiali in proposito, i clienti possono intanto cercare di recuperare la documentazione relativa al proprio abbonamento, che potrebbe eventualmente essere utile per dimostrare la durata e le somme indebitamente versate all'azienda. Nel caso in cui Netflix non dovesse ridurre i prezzi attuali degli abbonamenti sulla base degli aumenti contestati e rimborsare i clienti coinvolti, il Movimento Consumatori ha promesso di avviare una class action.
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