Una busta con delle banconote in Euro
In Italia sono tanti i bonus attivi nel 2026 - foto di Oleg Elkov su Shutterstock

Questo bonus vale fino a 1.500 euro ma in pochi lo richiedono

Può sembrare paradossale, ma in Italia c'è un bonus "fantasma" richiesto da pochissimi. Vediamo di che cosa si tratta
A cura di Alessandro Cipolla
Articolo pubblicato il:
23 Febbraio 2026

Conoscete il Bonus Scuola Paritaria? Probabilmente sui social sarete incappati in qualche polemica per la scelta fatta dal governo quando, a dicembre, è stata licenziata la Legge di Bilancio 2026. Resta il fatto che cinquanta giorni dopo l'entrata in vigore della Finanziaria questo bonus appare come una sorta di punto interrogativo: in pochi infatti avrebbero fatta domanda per poter ottenere il voucher. Facciamo però un passo indietro per cercare di capire per prima cosa cos'è il Bonus Scuola Paritaria. Per le intenzioni dell'esecutivo si tratta di una nuova misura ideata per sostenere le famiglie con figli iscritti in istituti non statali, ma riconosciuti dal sistema pubblico di istruzione.

Secondo alcune stime recenti, circa 756.000 studenti tra bambini e ragazzi frequentano le scuole paritarie in Italia, un numero di certo non esiguo. Il bonus così consiste in un contributo economico sotto forma di voucher - non si tratta così di un finanziamento diretto alla scuola privata -, destinato a coprire parte delle spese scolastiche sostenute per l’iscrizione e la frequenza. L’importo massimo previsto è fino a 1.500 euro per studente, anche se la cifra effettiva può variare in base al reddito familiare e alle risorse disponibili. Quando il Bonus Scuola Paritaria ha fatto la sua comparsa nel testo della Legge di Bilancio 2026 immancabili sono scattate le polemiche, con l'opposizione che ha criticato i 20 milioni stanziati per le paritarie mentre per la scuola pubblica sarebbero state riservate le proverbiali briciole. Cerchiamo di capire allora requisiti, importi e funzionamento del bonus.

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Il Bonus Scuola Paritaria: requisiti e importi

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In pochi conoscono il Bonus Scuola Paritaria. Shutterstock by S_Photo

Entriamo allora più nel dettaglio del Bonus Scuola Paritaria 2026. Prima di tutto occorre specificare che la misura non è destinata a tutte le famiglie, ma solo a quelle che rispettano alcuni requisiti. Il primo naturalmente riguarda il reddito: il contributo è previsto per i nuclei familiari con ISEE fino a 30.000 euro. Altro paletto poi è la classe frequentata. Il voucher infatti riguarda solo gli studenti iscritti a scuole paritarie secondarie di primo grado - ovvero le scuole medie - oppure ai primi due anni delle scuole secondarie di secondo grado, naturalmente che siano riconosciute dal sistema nazionale di istruzione.

Per farla breve il bonus è destinato alle famiglie con un ISEE inferiore a 30.000 euro e con figli che vanno alle medie oppure ai primi due anni delle superiori. Come detto il contributo massimo è di 1.500 euro, ma la cifra può variare in base all'ISEE: più è vicino alla soglia dei 30.000 euro, minore sarà l'importo. Il voucher poi può essere cumulato con altri contributi relativi al diritto alla studio. Altro punto molto importante: per ottenere il Bonus Scuola Paritaria le domande dovranno essere presentate attraverso modalità che devono essere stabilite dal ministero dell’Istruzione e del Merito tramite specifici decreti attuativi. In questo scenario, non appare strano che finora in pochi avrebbero fatto domanda.

Perché in pochi richiedono questo bonus

Camera dei Deputati, la legge di Bilancio deve essere approvata dal Parlamento
La Camera dei Deputati. Shutterstock by Alessia Pierdomenico

Se da una parte c'è stata molta attenzione mediatica in merito a questo provvedimento, nel concreto invece la montagna sembrerebbe aver partorito il topolino. I requisiti del Bonus Scuola Paritaria tagliano fuori buona parte delle famiglie che hanno dei figli che frequentano le scuole private, non proprio il target di riferimento dei nuclei con un ISEE inferiore ai 30.000 euro. La platea così è assai ristretta.

Soprattutto al momento ancora mancherebbe all'appello il decreto attuativo, atto formale con cui il ministero dell'Istruzione e del Merito dovrà mettere nero su bianco come fare domanda e come - materialmente - verrà erogato il bonus. Il sentore è che si tratti di una classica misura di bandiera che, alla fine, con ogni probabilità andrà a interessare un limitato numero di famiglie.

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Alessandro Cipolla
Redattore

Marchigiano di nascita e romano d'adozione, giornalista pubblicista e laureato al D.A.M.S., ama scrivere e raccontare tutto ciò che lo circonda, ma non chiedetegli di prendere l'aereo...

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