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Cosa non fare a gennaio per iniziare a meglio il 2026? Ogni inizio anno è il momento dei buoni propositi e delle promesse fatte a se stessi: dieta, lavoro, sport, relazioni o cattive abitudini, l'appendere al muro il calendario nuovo può coincidere con la volontà di apportare dei cambiamenti - anche radicali - alla propria vita. Gennaio però non è un momento strategico solo per il fatto di porsi nuovi obiettivi, ma anche perché iniziare con il piede giusto l'anno può portare grandi benefici mentali per il resto degli altri mesi. Alla luce di tutto questo però c'è anche il classico rovescio della medaglia.
Gennaio infatti è anche il mese dove si commettono più errori che poi rischiano di compromettere il resto dell'anno. L’entusiasmo iniziale unito alla pressione sociale del dover “ripartire alla grande”, per non parlare poi dei social, può portarci infatti a compiere delle scelte poco sostenibili o addirittura controproducenti. Se vuoi davvero iniziare bene questo 2026 allora ecco cosa non è consigliabile di non fare a gennaio.
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In questo periodo si legge spesso di guide e consigli per iniziare al meglio l'anno, con una serie di cose da fare per rendere gennaio un mese speciale e benefico per il proseguo di questo 2026 appena iniziato. Noi invece vogliamo ribaltare il discorso, ponendo l'accento su cinque errori che non devono essere commessi a gennaio: iniziare bene l’anno infatti non significa fare tutto subito, ma soprattutto cercare di evitare quegli sbagli che possono sabotare la costanza.
Uno degli errori più frequenti è riempire gennaio di obiettivi ambiziosi, ma poco concreti: perdere dieci chili in un mese, allenarsi ogni giorno, cambiare lavoro subito, risparmiare cifre spropositate. Il problema non è l’ambizione, ma la mancanza di realismo. Obiettivi troppo grandi se non suddivisi in passi più piccoli possono generare frustrazione e senso di fallimento già nelle prime settimane. Questo porta spesso ad abbandonare tutto entro febbraio: meglio partire così con traguardi raggiungibili, misurabili e adattabili nel tempo.
Gennaio non è il mese giusto per cambiare tutto in una volta sola. Passare improvvisamente da uno stile di vita sedentario a due ore di palestra al giorno, da una dieta disordinata a un regime rigidissimo oppure da zero organizzazione a un’agenda iperprogrammata è una strategia destinata a fallire. Il cervello ha bisogno di tempo per adattarsi. I cambiamenti duraturi nascono dalla costanza e non dagli scossoni drastici. La cosa migliore è introdurre una nuova abitudine alla volta, consolidarla e solo dopo aggiungerne un’altra.
A gennaio i social sono pieni di persone che sembrano essere già produttive, motivate, in forma e con la vita perfettamente organizzata. Paragonarsi a queste immagini - che spesso non sono del tutto veritiere - è uno degli errori più dannosi per l’umore e l’autostima. Ogni percorso è diverso e ciò che vedi online è spesso una versione filtrata e incompleta della realtà. Iniziare l’anno con il confronto costante porta solo a sentirsi in ritardo o inadeguati, mentre è buona cosa concentrarsi sul proprio ritmo, gioendo dei progressi anche se piccoli.

L’inizio dell’anno coincide spesso con un periodo emotivamente delicato: meno luce, clima freddo e rientro alla routine dopo le feste. Pretendere di essere subito motivati e pieni di energia può essere irrealistico. Ignorare stanchezza, malinconia o cali di umore e forzarsi invece a essere positivi a tutti i costi è controproducente. Occoree ascoltare come ci si sente, rallentare quando serve e prendersi cura del proprio benessere mentale è uno dei modi migliori per iniziare bene l’anno.
Forse l’errore più grande di gennaio è aspettarsi cambiamenti visibili in poche settimane. Che si tratti di salute, lavoro o crescita personale, i risultati richiedono tempo. Non vedere subito progressi non significa che si stanno commettendo errori. La vera differenza la fa la continuità, non la velocità: accettare che gennaio sia solo il primo passo e non il mese delle trasformazioni miracolose, aiuta a mantenere l’impegno nel lungo periodo.
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