Arriva lo sconto su benzina e diesel con il decreto carburanti
Il governo interviene con tre misure: riduzione delle accise, credito d'imposta sul gasolio e "Mister Prezzi"

Costo diesel oltre 2,5 euro al litro dopo il primo maggio, purtroppo lo scenario appare plausibile. Sui carburanti - e specialmente sul gasolio - in Italia si sta per scatenare una sorta di "tempesta perfetta". A oggi il costo diesel medio in Italia in modalità self è di 2,055 euro al litro, mentre la benzina si assesta a 1,746 euro al litro. Questi però sono dei prezzi in qualche modo "dopati" dall'intervento governativo dello scorso 18 marzo - nel pieno della campagna referendaria - con il decreto Carburanti. Il provvedimento infatti ha introdotto una misura emergenziale e temporanea: il taglio di 25 centesimi al litro sulle accise di benzina e gasolio per un periodo di soli venti giorni. La scadenza era fissata al 7 aprile, con il governo che poi ha deciso di prorogare la misura fino al primo maggio.
Come tristemente noto la misura è stata decisa dopo l'aumento del prezzo del petrolio e del gas a seguito dello scoppio della guerra in Iran: anche se ai distributori troviamo il carburante comprato nei mesi precedenti, i rincari alle pompe sono iniziati fin da subito. La situazione è particolarmente complicata per il diesel, visto che il governo con l'ultima legge di Bilancio ha deciso di aumentare le accise sul gasolio allineandole a quelle della benzina a partire dallo scorso primo gennaio. Non a caso gli autotrasportatori sono in sciopero e sul piede di guerra visti i marcati aumenti dei costi per un pieno. In questo scenario tetro e plumbeo, vediamo allora quali sono le previsioni del costo del diesel e della benzina dopo il primo maggio perché, purtroppo, il peggio deve ancora arrivare.
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Stando a quanto si apprende, il decreto Carburanti avrebbe un costo di circa 500 milioni di euro per i soli primi venti giorni di efficacia. Ora c'è stata la proroga fino al primo maggio, ma i rincari in sostanza stanno vanificando i tagli. Ma allora cosa potrebbe succedere dopo il primo maggio? Per il Codacons il provvedimento governativo avrebbe un impatto - considerando anche l'IVA - di circa 30 centesimi al litro. Questo significa che, senza lo sconto, oggi il diesel costerebbe circa 2,3 euro al litro e la benzina 2 euro al litro. In autostrada poi si salirebbe a oltre 2,4 euro al litro per il gasolio.
Come detto però la vera stangata per gli italiani ci sarà quando arriverà nei distributori il carburante acquistato con gli attuali prezzi di mercato, con il prezzo del petrolio ormai stabile sopra i 100 dollari al barile - anzi, ormai è più vicino ai 110 dollari - e con la prospettiva di un ulteriore aumento se non arriverà un accordo tra Stati Uniti e Iran per la fine delle ostilità. Dopo il primo maggio così il costo del diesel in Italia potrebbe superare i 2,5 euro al litro, ma alla fine del mese di maggio il prezzo potrebbe salire ulteriormente facendo segnare nuovi preoccupanti record.

Negli ultimi giorni diverse sigle di categoria hanno chiesto al governo di prorogare il decreto Carburanti e il governo le ha accontentate. Il costo della misura è importante e i soldi in cassa sono pochi, ma il governo ha voluto fare questo sforzo per tenere i prezzi un po' più bassi almeno fino al primo maggio. Inevitabilmente però l'esecutivo dovrà tagliare da qualche parte per reperire questi fondi, ma questo è un altro discorso.
Si tratta però di una misura tampone che non risolve il vero problema visto che, anche con lo sconto, il costo del diesel oggi in Italia è oltre la soglia psicologica dei 2 euro al litro. Tutto dipende dagli sviluppi della guerra in Iran che già in queste settimane, secondo una stima di Confesercenti, ha generato aumenti per le famiglie italiane pari a 600 euro l'anno tra carburante, bollette e spesa alimentare. Se in Medio Oriente la situazione dovesse degenerare con un intervento di terra da parte degli Stati Uniti in Iran, allora potremmo assistere non solo a un'ulteriore impennata dei prezzi, ma a una carenza di materie prime che potrebbe portare anche a dei razionamenti del carburante. Insomma, il futuro del nostro portafoglio dipenderà dalle decisioni di Donald Trump: a noi non resta che tifare per un accordo immediato.
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