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Oggi, martedì 17 marzo 2026, è il giorno dell'equiluce di primavera, ovvero il giorno in cui la notte e il dì hanno la stessa durata: 12 ore ciascuno. Ma oggi non è il giorno dell'equinozio di primavera, che quest'anno cade il 20 marzo, potreste obiettare, sapendo che per equinozio si intende proprio notte uguale (al dì per durata), dal latino aequus «uguale» e nox «notte». In realtà, il discorso è un po' più complesso, ma proviamo a fare chiarezza.

In realtà, il giorno in cui dalla nostra prospettiva la durata del dì e della notte coincidono perfettamente non è l'equinozio ma l'equiluce. C'entra il fatto che il Sole non è un punto geometrico ma un disco abbastanza grande, e per il fenomeno della rifrazione atmosferica, che piega la luce solare attraversando gli strati dell'atmosfera terrestre rendendo visibile il Sole un po' prima che sorga e un poco dopo che tramonti.
Per capire meglio in che modo influiscano è necessario specificare come definiamo i momenti in cui comincia e termina il giorno: comincia quando la parte più in alto del disco solare spunta dall'orizzonte e termina non appena lo stesso lembo più alto non è più visibile sotto l'orizzonte.
Basta questo per comprendere che ciò allunga la durata del dì perché comprende anche il tempo necessario affinché il disco solare emerga e scompaia dall'orizzonte. Considerando anche l'effetto della rifrazione atmosferica, alle nostre latitudini sono circa 10 minuti in più, quanto basta per scostare l'equinozio dall'equiluce.
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Alla luce di quanto scritto, il giorno dell'equinozio, il 20 marzo 2026, alle nostre latitudini il dì dura circa 12 ore e 10 minuti. Mentre le 12 ore di luce e di buio effettive, ovvero l'equiluce, cadono tre giorni prima, cioè oggi, 17 marzo. Ciò non accadrebbe se il Sole ci apparisse puntiforme nel cielo e non tenessimo conto della sue estensione e della rifrazione atmosferica citata perché, di fatto, è proprio nei giorni di equinozio che il tragitto attorno all'asse terrestre durante il giorno è per metà illuminato e per metà al buio.
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Salendo di latitudine i giorni di differenza tra equinozio ed equiluce aumentano, e viceversa andando verso l'equatore. Discorso che vale anche per l'equiluce d'autunno, che segue di circa 3 giorni l'equinozio del 23 settembre: alle latitudini italiane cade fra il 25 e il 26 settembre a seconda che ci si trovi al nord o al sud, per lo stesso motivo indicato.
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