Cosa succede dopo la vittoria del No al Referendum 2026
Le conseguenze tecniche e politiche dopo la vittoria del No al Referendum Giustizia.

Chi è Gianmarco Mazzi? Questa è la domanda che molti italiani si staranno facendo ora che, dopo un breve interim da parte della premier Giorgia Meloni, questo deputato veneto di Fratelli d'Italia è stato nominato come nuovo ministro del Turismo. Tra le varie conseguenze della vittoria del No al Referendum Giustizia del 22 e 23 marzo infatti c'è stata una serie di dimissioni che ha coinvolto anche Daniela Santanchè, ex titolare del dicastero del Turismo che ha optato per un passo indietro su invito della stessa presidente del Consiglio. C'è da dire però che Gianmarco Mazzi ricopriva già un incarico importante all'interno del governo: sottosegretario al ministero della Cultura con la pesante delega dello Spettacolo.
Questo perché - nonostante una laurea in Giurisprudenza - Gianmarco Mazzi ha dedicato buona parte della sua carriera professionale proprio allo spettacolo e, più precisamente, alla musica. Mazzi infatti è stato uno dei promotori della nascita della Nazionale Cantanti, ha collaborato con artisti del calibro di Adriano Celentano, Pooh, Lucio Dalla e Gianni Morandi, ha coordinato la produzioni di diversi programmi televisivi di successo, è stato direttore artistico in diverse edizioni del Festival di Sanremo ed è stato il deus ex machina del format Sanremo Young. Insomma, uno del mestiere per quanto riguarda lo spettacolo che ora si sta cimentando con la politica. Vediamo allora la biografia di Gianmarco Mazzi, dando uno sguardo anche alla sua vita privata e allo stipendio del nuovo ministro.

Nome: Gianmarco Mazzi
Data di nascita: 1 luglio 1960
Luogo di nascita: Verona
Età: 65 anni
Vita privata: sposato con Evelina Smarrito
Titolo di studio: laurea in Giurisprudenza
Professione: produttore e autore televisivo, manager e politico
Partito: Fratelli d'Italia
Ruolo: ministro del Turismo, eletto deputato nel 2022 è stato anche sottosegretario al ministero della Cultura

Dopo una lunga carriera tra musica e televisione - sempre dietro le quinte, ma con ruoli di grande importanza -, il primo avvicinamento di Gianmarco Mazzi in qualche modo al mondo manageriale e della politica è avvenuto nel 2017 quando è diventato direttore artistico e amministratore delegato della società di gestione dell'Arena di Verona, ruolo che ha mantenuto fino al 2022. Proprio quell'anno infatti, a seguito delle elezioni politiche anticipate dopo le dimissioni dell'ex premier Mario Draghi, Mazzi è stato eletto alla Camera dei Deputati essendo capolista del listino bloccato di Fratelli d'Italia nel collegio Veneto 02-01.
Come detto al momento della nascita del governo Meloni ecco che Mazzi è entrato subito nella squadra di governo come sottosegretario al ministero della Cultura con la delega dello Spettacolo. Dopo le dimissioni di Daniela Santanchè, ecco che per lui è arrivato il grande passo: il 3 aprile è stato nominato ministro del Turismo, un'investitura che arriva a poco più di un anno dalla scadenza di questa legislatura.
Come prevede la legge, essendo un parlamentare Gianmarco Mazzi non riceve un doppio stipendio ora che è diventato ministro, ma mantiene quello da deputato. Dando uno sguardo a quanto riportato dal sito della Camera dei Deputati, lo stipendio netto mensile di un deputato è pari a circa 5.000 euro. Allo stipendio però devono essere aggiunti la diaria per le spese di soggiorno (3.503,11 euro al mese), il rimborso spese per l'esercizio di mandato (3.690 euro), il rimborso spese di trasporto (3.323,70 euro o 3.995,10 euro a trimestre a seconda della distanza), le spese telefoniche (1.200 euro l'anno) e l'assistenza sanitaria.
In più i deputati hanno diritto anche a un assegno di fine mandato - pari all'80% dell'importo mensile lordo dell'indennità, per ogni anno di mandato effettivo - e una pensione al compimento dei 65 anni d'età. Ma allora quanto guadagna Gianmarco Mazzi? Stando alla dichiarazione dei redditi 2025 - che si riferisce al 2024 come periodo d'imposta - il reddito complessivo è stato di 148.560 euro, meno rispetto ai 218.188 euro dichiarati nel 2022 e quindi prima del suo ingresso in politica.
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