In Italia a marzo si vota per il Referendum Giustizia 2026
In Italia a marzo si vota per il Referendum Giustizia 2026. Shutterstock by Michele Ursi

La guida semplice al Referendum Giustizia 2026

La spiegazione del Sì e del No e tutto quello che c'è da sapere sul Referendum Giustizia 2026 del 22 e 23 marzo
A cura di Alessandro Cipolla
Articolo pubblicato il:
16 Marzo 2026

Una guida semplice al Referendum Giustizia 2026 è quello che serve per affrontare al meglio quest'importante appuntamento alle urne. Domenica 22 e lunedì 23 marzo in Italia si voterà per il Referendum Giustizia, con i cittadini italiani che saranno chiamati a esprimersi sulle modifiche alla Costituzione introdotte dalla Riforma Nordio. Si tratta di un pacchetto di misure riguardanti il tema della giustizia - e in particolare la struttura della magistratura - approvate dall'attuale governo di centrodestra, con la parola definitiva che ora spetterà agli italiani.

Come spesso accade la campagna referendaria è diventata molto confusionaria, tanto che in molti ancora non hanno ben chiaro per cosa si vota al Referendum Giustizia 2026 oppure cosa succede se vince il Sì o il No. Allo stesso tempo anche il quesito è pressoché ignoto. Con la maggioranza schierata compatta per il Sì - a cominciare dalla premier Giorgia Meloni - e l'opposizione invece in ordine sparso (Pd, M5s e sinistra sono per il No, molti moderati invece sono per il Sì) il rischio concreto è che questo referendum si possa trasformare in una sorta di voto pro o contro il governo. Invece noi siamo convinti che sia un bene che i cittadini abbiano le idee chiare in merito al quesito su cui si dovranno esprimere. Ecco allora una guida semplice al Referendum Giustizia, con anche tutte le informazioni necessarie sugli orari, su cosa serve per votare e cosa occorre fare per richiedere una tessera elettorale nuova.

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Guida semplice al Referendum Giustizia 2026

Urne elettorali per elezioni amministrative e referendum
Urne elettorali per elezioni amministrative e referendum. Shutterstock by Massimo Todaro

La data del referendum

Sulla data del Referendum Giustizia 2026 c'è stata più di una discussione. Alla fine, nonostante i ricorsi da parte di alcuni comitati referendari - che chiedevano di posticipare l'apertura dei seggi - sono state confermate le date di domenica 22 e lunedì 23 marzo.

Gli orari

Per quanto riguarda, invece, gli orari, nella giornata di domenica 22 si potrà votare dalle ore 07:00 alle ore 23:00, mentre lunedì 23 marzo le operazioni di voto si svolgeranno dalle ore 07:00 alle ore 15:00, con lo scrutinio che inizierà subito dopo.

Il quesito del Referendum Giustizia 2026

Dopo alcuni ricorsi da parte dei comitati referendari, alla fine è stato riscritto il quesito del Referendum Giustizia 2026. Ecco allora cosa ci sarà scritto sulla scheda.

Approvate il testo della legge di revisione degli articoli 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”?

Guida semplice al Referendum Giustizia 2026, il quorum

Essendo questo del 22 e del 23 marzo 2026 un referendum costituzionale confermativo, non è previsto un quorum da dover superare. A prescindere dal numero di votanti farà fede l'esito del referendum,

Chi può votare

Possono votare al Referendum Giustizia 2026 tutti i cittadini italiani maggiorenni iscritti nelle liste elettorali del proprio Comune. Possono votare - per via postale - anche gli italiani residenti all’estero iscritti all’AIRE.

Chi non può votare

Non possono votare invece chi è interdetto dai pubblici uffici e chi ha perso il diritto di voto per sentenza definitiva.

Come si vota al Referendum Giustizia 2026

Per esprimere la propria preferenza l'elettore può scegliere di tracciare un X sul riquadro del Sì se si vuole confermare la riforma, oppure sul riquadro del NO se invece non la si vuole confermare.

Guida semplice al Referendum Giustizia 2026, cosa serve per votare

Per votare occorre presentarsi nella propria sezione minuti di tessera elettorale e un documento di riconoscimento in corso di validità.

Tessera elettorale esaurita o scaduta, cosa fare?

Si può richiedere una tessera elettorale esaurita, smarrita, rubata oppure deteriorata. In questi casi è possibile fare richiesta di un duplicato o una nuova tessera elettorale presso l’Ufficio Elettorale del Comune di residenza seguendo questa procedura, con gli uffici preposti che rimangono aperti in via straordinaria anche quando le urne sono aperte.

  • Recarsi di persona all’Ufficio Elettorale o all’Anagrafe del proprio Comune.
  • Esibire un documento di identità valido come carta d’identità, passaporto o altro documento riconosciuto.
  • Motivare la richiesta: se la tessera è esaurita occorre portare con sé la tessera vecchia, se è smarrita o deteriorata farne dichiarazione diretta mentre, in caso di furto, bisogna presentare la copia della denuncia alle Forze dell’Ordine, ma in alcuni Comuni può essere sufficiente anche un’autocertificazione.
  • Compilare un modulo o un’autocertificazione fornito dall’Ufficio Elettorale.
  • Una volta presentata la richiesta, la nuova tessera elettorale può essere consegnata in giornata o nei giorni immediatamente successivi.

Ricordiamo si tratta di un'operazione gratuita. Per chi fosse impossibilitato a recarsi di persona presso l'ufficio preposto, la procedura può essere effettuata anche da un familiare convivente munito di delega e dei documenti richiesti.

L'entrata di un seggio elettorale in Italia
L'entrata di un seggio elettorale in Italia: da sempre i sondaggi politici tendono a predire i risultati delle elezioni. Shutterstock by Stefano Bolognini

Per cosa si vota: la spiegazione semplice del referendum

Proviamo ora a fornire una spiegazione semplice del Referendum Giustizia 2026 vedendo per cosa si vota il prossimo 22 e 23 marzo. Ecco quali sono le principali misure previste dalla Riforma Nordio.

  • Separazione delle carriere tra magistrati giudicanti (giudici) e magistrati inquirenti (pubblici ministeri).
  • Divisione del CSM: oggi il Consiglio Superiore della Magistratura è unico, la riforma invece introduce due organi separati, uno per i pubblici ministeri e uno per i giudici, con diverse modalità di scelta dei membri che in parte verranno decisi tramite sorteggio.
  • Nuova Corte disciplinare: viene prevista l’istituzione di una Corte disciplinare indipendente distinta dagli attuali organi di autogoverno della magistratura, allo scopo di occuparsi dei procedimenti disciplinari contro i magistrati.

Nel dettaglio la riforma licenziata va a modificare in maniera strutturale gli articoli 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110 della Costituzione.

Le ragioni del Sì

Nello stilare questa guida semplice al Referendum Giustizia 2026, è importante sottolineare come la riforma riscriverebbe la struttura della magistratura, andando a modificare diversi articoli della Costituzione. I sostenitori del Sì sono convinti che con la separazione delle carriere il giudice sia più imparziale in quanto non condividerà più percorso e “cultura professionale” con chi accusa. Le altre misure poi mirano a diminuire il peso delle correnti all'interno della magistratura e rendere più efficaci i controlli.

Le ragioni del No

sostenitori del No invece pensano che la separazione delle carriere vada a indebolire l'indipendenza del pubblico ministero, con il pm che diventerebbe più esposto a influenze politiche. Inoltre al giorno d'oggi i passaggi di funzione tra pubblico ministero e giudice sono molto limitati, quindi si tratterebbe di un problema più teorico che pratico con la terzietà della magistratura che è garantita anche con l'attuale Costituzione.

Cosa succede se vince il Sì al referendum

Se dovesse vincere il Sì al Referendum Giustizia 2026 verrebbe confermata la Riforma Nordio che così entrerebbe in vigore.

Cosa succede se vince il No al referendum

Invece se dovesse vincere il No al referendum del 22 e 23 marzo la riforma verrebbe bocciata, con la Costituzione che resterebbe così com'è.

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Alessandro Cipolla
Redattore

Marchigiano di nascita e romano d'adozione, giornalista pubblicista e laureato al D.A.M.S., ama scrivere e raccontare tutto ciò che lo circonda, ma non chiedetegli di prendere l'aereo...

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