Perché presto in Italia potremmo dover dire addio alla consegna delle lettere
La Danimarca ha deciso di non consegnare più le lettere, con anche l'Italia che potrebbe seguire l'esempio: l'era digitale ormai ha preso il sopravvento.
In Italia ci sono molti nomi vietati che non possono essere dati ai propri figli o ai bambini in generale. A stabilirlo è la legge - fa scuola l'art. 35 del D.P.R. 396/2000 - oltre che diverse sentenze emesse dai Tribunali. Lo scopo è duplice: impedire che ci siano casi di omonimia tra parenti di primo grado in vita e, al tempo stesso, impedire che ai bambini vengano dati nomi ritenuti offensivi, ridicoli o lesivi della loro dignità. La scelta del nome di un bambino o una bambina non è mai facile. Per chi è appassionato di cinema, il pensiero corre subito alla celebre scena del film Aprile dove Nanni Moretti, interpretando se stesso, mette in scena insieme alla compagna una sorta di tabellone tennistico per scegliere il nome del figlio ancora in pancia, con la scelta che alla fine è ricaduta su Pietro.
La vita però non è una pellicola cinematografica, con lo Stato che ha deciso di impedire che ai figli possano essere dati tutta una serie di nomi. In verità non esiste una sorta di tabella di nomi vietati come quella dei giochi che fino a qualche anno fa era appesa in ogni bar di quartiere, ma ci sono regole ben precise da dover rispettare che ogni genitore deve conoscere prima di scegliere come chiamare il bambino o la bambina. La questione non riguarda solo nomi ridicoli, inopportuni o denigratori, ma ci sono anche una serie ben precisa di regole per chi decide di dare più nomi o per tutelare il genere del nascituro. Ecco allora tutto quello che devi sapere sui nomi vietati in Italia da dare ai figli.
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Come abbiamo detto occorre fare una distinzione di base tra nomi vietati perché inopportuni e altri, invece, che possono destare confusione. In questo secondo caso, la legge del 2000 prevede delle regole ben precise che ora cercheremo di sintetizzare:
In base a questo, per esempio se una persona fa di cognome Lorenzo non può dare a un figlio maschio il nome Lorenzo. Oppure in Italia il nome Andrea - in molti paese femminile - non poteva essere dato a una bambina, perché da noi è considerato solo maschile (anche se con una sentenza della Cassazione del 2012 pare che sia ora più facilmente assegnabile senza dover usare escamotage particolari). Infine c'è la questione dei più nomi. Maria può essere dato anche a un maschio, a patto che sia il secondo nome che segue uno maschile (similmente alla questione del nome Andrea). Una bambina può essere chiamata per esempio Francesca Maria Giovanna perché sono tre nomi - il massimo -, ma se fosse Francesca Maria Giovanna Lucia questo non sarebbe possibile in quanto sarebbero quattro nomi.
Come detto non esiste in Italia una lista di nomi da dare ai figli o ai bambini vietati perché inopportuni, ridicoli o lesivi, ma stando alle varie sentenze emesse dai Tribunali possiamo elencare tutta una serie di nomi che di certo non sono accettati.
Questi sono alcuni degli esempi più eclatanti e, nel caso di un altro nome simile, l'ufficiale dell'anagrafe potrebbe segnalare la cosa al Procuratore della Repubblica che, se lo dovesse ritenere opportuno, potrebbe chiedere a un Tribunale civile di non trascrivere il nome imponendo ai genitori una rettifica.
Come scegliere il nome di un bambino
In passato in Italia spesso a un bambino o a una bambina venivano dati i nomi dei nonni. Non a caso storicamente i nomi più diffusi nel nostro Paese sono stati Maria, Giovanna, Lucia e Teresa, oppure Giuseppe, Giovanni o Pietro. I riferimenti religiosi sono chiari. Di recente invece sono ben altri i nomi più gettonati: da Sofia a Leonardo passando per Aurora, Lorenzo e Ginevra. Naturalmente la scelta del nome è un sentimento comune dei genitori, con le tendenze più recenti che sembrerebbero fare la spia di come in Italia le preferenze siano cambiate rispetto al passato. L'importante però è avere bene a mente quali sono i nomi per figli e bambini vietati in Italia: il rischio comunque non sarebbe una multa, ma come abbiamo detto in precedenza la rettifica.
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