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Nuove regole smart working Italia, ecco cosa cambia a partire da oggi 7 aprile 2026. Sono diverse infatti le novità previste per il lavoro agile dalla legge 34 del 2026, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso 23 marzo e ora entrata ufficialmente in vigore. Lo smartworking negli ultimi anni è passato da essere un fenomeno quasi di nicchia a una pratica diffusa. Come - tristemente - noto lo smart working in Italia si è messo in moto con la pandemia che per molti mesi ha costretto milioni di lavoratori a casa. Da quel momento sempre più aziende hanno deciso di renderlo strutturale, prevedendo un lavoro fisso da casa per alcuni dipendenti o - nella maggior parte dei casi - un'alternanza tra casa e ufficio.
Secondo l'ultimo report dell'Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano presentato a fine 2025, il numero dei lavoratori in smart working in Italia è di 3,57 milioni; rispetto allo scorso anno ci sarebbe stata una crescita dello 0,6%, segno di come il numero ormai sia stabilizzato. In questo scenario ecco che il legislatore ha voluto fare chiarezza nel settore, mettendo nero su bianco un quadro normativo più preciso e - soprattutto - sanzionatorio. L'occasione perfetta è stata la legge annuale sulle PMI 2026 che al suo interno contiene diverse misure riguardanti il lavoro agile. Vediamo allora come cambia lo smart working in Italia dal 7 aprile.
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Entrando più nel dettaglio della nuova legge, la novità maggiore riguarda la sicurezza sul lavoro per chi è in smart working. A partire dal 7 aprile, nello specifico l'articolo 11 della legge 34/2026 ridefinisce le modalità con cui il datore di lavoro assolve agli obblighi di sicurezza per i lavoratori in smart working. Cosa cambia allora rispetto al passato? Da oggi il datore di lavoro assolve a tutti gli obblighi di sicurezza - inclusi quelli relativi ai videoterminali - mediante la consegna al lavoratore e al RLS di un'informativa scritta annuale che individua i rischi generali e specifici connessi alla prestazione lavorativa svolta fuori dalla sede aziendale.
L'informativa così dovrà indicare i rischi generali e specifici connessi allo smart working, con particolare attenzione all'utilizzo dei videoterminali e ai rischi correlati come affaticamento visivo, problematiche posturali e lo stress da lavoro. Un particolare di non poco conto è che queste norme, sebbene contenute nella legge riguardante le Pmi, dal 7 aprile sono in vigore per tutte le imprese indipendentemente dalla loro dimensione. Insomma, grandi e piccole imprese devono ora redigere quest'informativa e consegnarla al lavoratore.

Un'altra grande novità delle nuove regole smart working in Italia è che adesso sono state previste delle sanzioni. Anche in passato infatti c'era l'obbligo della consegna dell'informativa, ma mancava però la disciplina sanzionatoria per le imprese che non rispettavano quest'impegno. Dal 7 aprile che omette la consegna - o lo fa in forma incompleta o non aggiornata - dell'informativa annuale sulla sicurezza nel lavoro agile, è esposto a una contravvenzione direttamente contestabile dall'organo di vigilanza.
Le sanzioni sono dirette ai datori di lavoro e si articolano su due livelli:
In sostanza da oggi chi non rispetta gli obblighi rischia l'arresto fino a 4 mesi e multe che superano i 7.000 euro, sanzioni penali già previste per le violazioni della sicurezza sul lavoro tradizionale e ora estese in modo esplicito anche allo smart working.
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