In Italia a marzo si vota per il Referendum Giustizia 2026
In Italia a marzo si vota per il Referendum Giustizia 2026. Shutterstock by Michele Ursi

Referendum Giustizia 2026, spiegazione semplice: tutto quello che c'è da sapere

Dalla data al quesito. E poi, che cosa succede se vince il Sì? E se vince il No? La nostra guida per arrivare preparati il 22 e il 23 marzo
A cura di Alessandro Cipolla
Articolo pubblicato il:
15 Febbraio 2026

Referendum Giustizia 2026, in questa ridda di voci spesso ridondanti e poco chiare, ecco la spiegazione semplice sul quesito su cui gli italiani sono chiamati a esprimersi e cosa cambia nel nostro Paese in caso di vittoria del Sì o del No. Sta entrando nel vivo la campagna referendaria che verte su un tema da sempre molto delicato e dibattuto in Italia: la Giustizia. Tutto nasce dall'approvazione definitiva lo scorso ottobre da parte del Parlamento della cosiddetta  Riforma Nordio, un pacchetto di misure fortemente voluto dalla maggioranza di governo.

La riforma licenziata va a modificare in maniera strutturale gli articoli 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110 della Costituzione e, non essendo stata approvata a con più dei due terzi dei voti, è stata oggetto di diverse richieste referendarie. L'ultima parola, spetterà dunque agli italiani, che dovranno decidere se confermare o meno la Riforma Nordio che attende il verdetto delle urne per entrare in vigore. Con il fronte per il Sì e quello del No che si stanno confrontando anche con toni duri, ecco spiegato tutto quello che c'è da sapere sul Referendum Giustizia 2026.

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Referendum Giustizia 2026: la guida

Urne elettorali per elezioni amministrative e referendum
Urne elettorali per elezioni amministrative e referendum. Shutterstock by Massimo Todaro

Le date del referendum

Sulla data del Referendum Giustizia 2026 c'è stata più di una discussione. Alla fine, nonostante i ricorsi da parte di alcuni comitati referendari - che chiedevano di posticipare l'apertura dei seggi - sono state confermate le date di domenica 22 e lunedì 23 marzo. Per quanto riguarda, invece, gli orari, nella giornata di domenica 22 si potrà votare dalle ore 07:00 alle ore 23:00, mentre lunedì 23 marzo le operazioni di voto si svolgeranno dalle ore 07:00 alle ore 15:00, con lo scrutinio che inizierà subito dopo.

Il quesito del Referendum Giustizia 2026

L'unico effetto dei ricorsi dei comitati referendari è che è stato riscritto il quesito del Referendum Giustizia 2026. Ecco allora cosa ci sarà scritto sulla scheda.

Approvate il testo della legge di revisione degli articoli 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”?

Il quorum

Essendo questo del 22 e del 23 marzo 2026 un referendum costituzionale confermativo, non è previsto un quorum da dover superare. A prescindere dal numero di votanti farà fede l'esito del referendum,

Chi può votare

Possono votare al Referendum Giustizia 2026 tutti i cittadini italiani maggiorenni iscritti nelle liste elettorali del proprio Comune. Possono votare - per via postale - anche gli italiani residenti all’estero iscritti all’AIRE. Non possono votare invece chi è interdetto dai pubblici uffici e chi ha perso il diritto di voto per sentenza definitiva.

Come si vota al Referendum Giustizia 2026

Per votare occorre presentarsi nella propria sezione minuti di tessera elettorale e un documento di riconoscimento in corso di validità. Per esprimere la propria preferenza l'elettore può scegliere di tracciare un X sul riquadro del Sì se si vuole confermare la riforma, oppure sul riquadro del NO se invece non la si vuole confermare.

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L'entrata di un seggio elettorale in Italia
L'entrata di un seggio elettorale in Italia: da sempre i sondaggi politici tendono a predire i risultati delle elezioni. Shutterstock by Stefano Bolognini

Per cosa si vota: la spiegazione semplice del referendum

Proviamo ora a fornire una spiegazione semplice del Referendum Giustizia 2026 vedendo per cosa si vota il prossimo 22 e 23 marzo. Ecco quali sono le principali misure previste dalla Riforma Nordio.

  • Separazione delle carriere tra magistrati giudicanti (giudici) e magistrati inquirenti (pubblici ministeri).
  • Divisione del CSM: oggi il Consiglio Superiore della Magistratura è unico, la riforma invece introduce due organi separati, uno per i pubblici ministeri e uno per i giudici, con diverse modalità di scelta dei membri che in parte verranno decisi tramite sorteggio.
  • Nuova Corte disciplinare: viene prevista l’istituzione di una Corte disciplinare indipendente distinta dagli attuali organi di autogoverno della magistratura, allo scopo di occuparsi dei procedimenti disciplinari contro i magistrati.

La riforma così vuole riscrivere la struttura della magistratura, andando a modificare diversi articoli della Costituzione. I sostenitori del Sì sono convinti che con la separazione delle carriere il giudice sia più imparziale in quanto non condividerà più percorso e “cultura professionale” con chi accusa. Le altre misure poi mirano a diminuire il peso delle correnti all'interno della magistratura e rendere più efficaci i controlli.

I sostenitori del No invece pensano che la separazione delle carriere vada a indebolire l'indipendenza del pubblico ministero, con il pm che diventerebbe più esposto a influenze politiche. Inoltre al giorno d'oggi i passaggi di funzione tra pubblico ministero e giudice sono molto limitati, quindi si tratterebbe di un problema più teorico che pratico con la terzietà della magistratura che è garantita anche con l'attuale Costituzione.

Cosa succede se vince il Sì al referendum

Se dovesse vincere il Sì al Referendum Giustizia 2026 verrebbe confermata la Riforma Nordio che così entrerebbe in vigore.

Cosa succede se vince il No al referendum

Invece se dovesse vincere il No al referendum del 22 e 23 marzo la riforma verrebbe bocciata, con la Costituzione che resterebbe così com'è.

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Alessandro Cipolla
Redattore

Marchigiano di nascita e romano d'adozione, giornalista pubblicista e laureato al D.A.M.S., ama scrivere e raccontare tutto ciò che lo circonda, ma non chiedetegli di prendere l'aereo...

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