In Italia a marzo si vota per il Referendum Giustizia 2026
In Italia a marzo si vota per il Referendum Giustizia 2026. Shutterstock by Michele Ursi

Sondaggi Referendum Giustizia 2026, le ragioni del Sì e del No

Il 22 e il 23 marzo gli italiani saranno chiamati a esprimersi sul Referendum Giustizia: le ragioni dietro al quesito referendario
A cura di Alessandro Cipolla
Articolo pubblicato il:
21 Febbraio 2026

Sondaggi Referendum Giustizia 2026, chi vince? A circa un mese dall'apertura dei seggi - si voterà nella doppia data di domenica 22 (dalle ore 07:00 alle ore 23:00) e lunedì 23 marzo (dalle ore 07:00 alle ore 15:00) - sembrerebbe esserci grande equilibrio in merito al voto. Per prima cosa occorre ricordare che si tratta di un referendum costituzionale confermativo in merito alla Riforma Nordio, approvata definitivamente dalla maggioranza di governo lo scorso autunno e che modifica in maniera strutturale gli articoli 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110 della Costituzione. Prima di dare uno sguardo ai sondaggi Referendum Giustizia 2026 può essere utile però capire su cosa verte il quesito che sarà sottoposto al voto degli italiani: essendo un referendum confermativo non è previsto un quorum, con il Sì o il No che vincerà a prescindere da quella che sarà l'affluenza.

La riforma della Giustizia approvata dal Governo propone sostanzialmente tre importanti modifiche alla Costituzione: la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti (giudici) e magistrati inquirenti (pubblici ministeri), la divisione del CSM in due organi separati, uno per i pubblici ministeri e uno per i giudici, con diverse modalità di scelta dei membri che in parte verranno decisi tramite sorteggio e una  nuova Corte disciplinare a occuparsi dei procedimenti disciplinari contro i magistrati. Se il 22 e 23 marzo alla fine dovesse vincere il Sì, la Riforma Nordio diventerà legge altrimenti, se dovesse vincere il No, non ci sarebbe alcuna modifica alla Costituzione e tutto rimarrebbe com'è ora. Detto questo, vediamo adesso che cosa dicono gli ultimi sondaggi sul Referendum Giustizia 2026 che sono stati resi noti negli ultimi giorni.

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I sondaggi Referendum Giustizia 2026

L'entrata di un seggio elettorale in Italia
L'entrata di un seggio elettorale in Italia: da sempre i sondaggi politici tendono a predire i risultati delle elezioni. Shutterstock by Stefano Bolognini

Come da tradizione in Italia sono tanti i sondaggi Referendum Giustizia 2026 che sono stati realizzati di recente. Ecco allora qual è il responso degli ultimi sondaggi resi noti da parte dei vari istituti.

Only Numbers per Porta a Porta, 17 febbraio

  • Sì - 47,2%
  • No - 43,1%
  • Indecisi - 9,6%

Swg per Tg La7, 16 febbraio

  • Sì - 38%
  • No - 38%
  • Indecisi - 24%

Ipsos per il Corriere della Sera, 12 febbraio

  • Sì - 49,4% (se affluenza al 42%), 51,5% (se affluenza al 46%), 53,7% (se affluenza al 52%)
  • No - 50.6% (se affluenza al 42%), 48,5% (se affluenza al 46%), 46,3% (se affluenza al 52%)
  • Indecisi - 24%

Eumetra per PiazzaPulita, 10 febbraio

  • Sì - 53,30%
  • No - 46,70%

Come si può vedere ci sono dei pareri discordanti. Se i sondaggi di Only Numbers ed Eumetra sembrerebbero indicare il Sì in vantaggio - anche se con un divario non marcato -, quello di Swg invece vedrebbe una situazione di sostanziale parità, mentre quello di Ipsos andrebbe a delineare un risultato più complesso. L'indagine svolta per il Corsera infatti evidenzierebbe che con un'affluenza bassa sarebbe davanti il No, al contrario con una più elevata affluenza ai seggi sarebbe il Sì a uscire vittorioso. A prescindere il sentore è che ci sia un grande equilibrio e che quest'ultimo mese di campagna referendaria potrebbe essere decisivo visti i tanti italiani che ancor sarebbero indecisi su cosa votare.

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Le ragioni del Sì e del No: chi vince il referendum?

Una seduta del Parlamento
Una seduta del Parlamento. Shutterstock by Alessia Pierdomenico

Dal punto di vista politico, a favore del Sì si sono schierati compatti tutti i partiti di governo e le forze moderate di centrosinistra. Per il No invece ci sono i restanti partiti di opposizione e diverse associazioni. I sostenitori della Riforma Nordio sono convinti che con la separazione delle carriere il giudice diventerà più imparziale in quanto non condividerà più percorso e “cultura professionale” con chi accusa, mentre le altre modifiche costituzionali servirebbero a diminuire il peso delle correnti all'interno della magistratura e rendere più efficaci i controlli.

Il fronte del No invece pensa che la terzietà della magistratura sia garantita anche dall'attuale Costituzione, con la separazione delle carriere che invece andrebbe a indebolire l'indipendenza del pubblico ministero con il pm che diventerebbe più esposto a influenze politiche. A prescindere dalle motivazioni del Sì e del No il rischio sembrerebbe essere quello di un referendum che si trasformi in un voto pro o contro il governo e, in particolare, la premier Giorgia Meloni. Con i sondaggi Referendum Giustizia 2026 che al momento non sembrerebbero dare certezze, per capire chi vincerà non resta che aspettare le ore 15:00 del 23 marzo quando si chiuderanno i seggi e inizieranno le operazioni di scrutinio.

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Alessandro Cipolla
Redattore

Marchigiano di nascita e romano d'adozione, giornalista pubblicista e laureato al D.A.M.S., ama scrivere e raccontare tutto ciò che lo circonda, ma non chiedetegli di prendere l'aereo...

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