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Montagna gratis? Trascorrere quattro settimane in alta quota, immersi nella natura, lavorando in smart working e contribuendo alla ricerca scientifica. Non è un sogno né una trovata pubblicitaria, ma una concreta opportunità offerta dal progetto MAHE (Moderate Altitude Healthy Exposure), promosso da Eurac Research. Dopo il successo della prima edizione nel 2025, il programma torna nel 2026 con una nuova fase di studio che coinvolgerà 12 volontari selezionati. L’obiettivo è chiaro: analizzare gli effetti dell’esposizione prolungata a un’altitudine moderata, tra i 2000 e i 2500 metri, su persone sane.
Il progetto MAHE nasce per colmare una lacuna nella ricerca scientifica. Se negli ultimi decenni gli studi si sono concentrati soprattutto sugli effetti delle altitudini estreme, molto meno si sa su ciò che accade al corpo umano a quote intermedie. Eppure, oltre 200 milioni di persone nel mondo vivono stabilmente sopra i 2000 metri. Comprendere come l’organismo reagisce a queste condizioni è quindi fondamentale per la medicina preventiva e per la salute pubblica.
L’idea alla base del progetto è quella di trasformare un rifugio di montagna in un laboratorio a cielo aperto, dove osservare e monitorare in modo continuo le reazioni del corpo umano durante una permanenza prolungata in quota.
La seconda edizione del progetto si terrà presso il rifugio Nino Corsi, situato in Val Martello, all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio. La scelta della location non è casuale: si tratta di una zona ancora poco interessata dal turismo di massa, ideale per garantire condizioni ambientali controllate e una permanenza stabile. Prima di raggiungere il rifugio, i partecipanti saranno sottoposti a una fase iniziale di test a Silandro, in provincia di Bolzano, a circa 720 metri di altitudine. Qui verranno raccolti i dati di base per confrontare poi gli effetti dell’esposizione prolungata in quota. Il periodo previsto è tra agosto e settembre 2026.

Durante le quattro settimane di permanenza, i partecipanti non saranno semplicemente ospiti del rifugio, ma parte attiva di uno studio scientifico avanzato. I ricercatori analizzeranno diversi parametri legati alla salute, come la pressione sanguigna, l’attività del sistema nervoso, la composizione del sangue e dei globuli rossi, oltre ad aspetti legati alla nutrizione, all’appetito e alla qualità del sonno. Tutto verrà monitorato costantemente per comprendere come il corpo si adatti alla permanenza in quota.
Allo stesso tempo, i volontari potranno continuare a svolgere attività quotidiane come lavorare da remoto, studiare o dedicarsi a momenti di svago, vivendo una routine il più possibile simile alla normalità, ma in un contesto completamente diverso.
Il numero di posti è limitato e saranno selezionate dodici persone, uomini e donne, di età compresa tra i 18 e i 40 anni. Per partecipare è fondamentale vivere abitualmente a bassa quota, godere di buona salute generale e avere un indice di massa corporea nella norma. L’obiettivo è quello di studiare un campione il più possibile uniforme.
Per questo motivo sono esclusi i fumatori, le persone con ipertensione o carenze di ferro, chi soffre di disturbi alimentari o assume farmaci per patologie croniche. Anche chi segue diete particolari, come quella vegana, o ha intolleranze alimentari rilevanti non può essere incluso nello studio. Inoltre, sono esclusi anche coloro che praticano attività sportiva intensa con grande frequenza, perché potrebbero alterare i dati metabolici raccolti.
I volontari riceveranno un rimborso forfettario di circa 400 euro lordi per la partecipazione allo studio. Al di là dell’aspetto economico, il progetto offre un’esperienza difficilmente replicabile: vivere per un mese in un ambiente naturale incontaminato, lontano dalla routine quotidiana, contribuendo allo stesso tempo a una ricerca scientifica di grande valore. Nel progetto sono inclusi vitto, alloggio e tutte le attività previste durante la permanenza.

Alcuni studi preliminari condotti in Alto Adige suggeriscono che vivere a quote comprese tra i 2000 e i 2500 metri potrebbe avere effetti positivi sulla salute. In particolare, si ipotizza che l’esposizione prolungata a queste altitudini possa contribuire a ridurre il rischio di ipertensione, migliorare il metabolismo e influire positivamente sulla qualità del sonno. Tuttavia, si tratta ancora di ipotesi che necessitano di ulteriori conferme scientifiche. Il progetto MAHE nasce proprio con l’obiettivo di raccogliere dati concreti e verificabili, per capire se questi benefici siano realmente dimostrabili.
Il programma MAHE è finanziato nell’ambito del Joint Project del Fondo Nazionale Svizzero e della Provincia autonoma di Bolzano, a conferma della sua rilevanza internazionale. La collaborazione tra diversi istituti di ricerca consente di affrontare il tema in modo multidisciplinare, mettendo insieme competenze mediche, scientifiche e tecnologiche. Il successo della prima edizione ha generato un forte interesse anche per il 2026. In poche ore dall’apertura delle candidature sono arrivate oltre 160 richieste per soli 12 posti disponibili. Un dato che dimostra quanto il progetto sia attrattivo, sia per chi è appassionato di montagna sia per chi desidera partecipare a un’esperienza scientifica unica.
Per partecipare e poter trascorrere un periodo in montagna gratis, è necessario inviare la propria candidatura attraverso i canali ufficiali di Eurac Research. Vista l’elevata richiesta, è consigliabile candidarsi il prima possibile e assicurarsi di rispettare tutti i requisiti richiesti, per aumentare le possibilità di selezione. Il progetto MAHE rappresenta un perfetto equilibrio tra ricerca scientifica ed esperienza personale.
Non si tratta soltanto di contribuire a uno studio, ma anche di vivere un periodo immersi nella natura, lontani dai ritmi frenetici della vita quotidiana, riscoprendo un rapporto più autentico con l’ambiente. Per chi sogna di staccare dalla città e vivere qualcosa di diverso, il progetto MAHE rappresenta un’occasione rara. Un mese in alta quota, tra ricerca e vita quotidiana, può diventare un’esperienza formativa e arricchente, capace di lasciare un segno sia a livello personale che scientifico.
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