Chi è Kelly Doualla, la velocista italiana, oro agli Europei under 20
Due ori in tre giorni e un futuro radioso per la giovane velocista italiana

Sabato 21 marzo è stato un altro giorno da incorniciare per Nadia Battocletti, la regina azzurra del mezzofondo che, dopo averne sfiorati un paio, ha vinto il suo primo oro mondiale. Lo ha conquistato ai Campionati del mondo di atletica leggera indoor di Torun, in Polonia, nello stesso giorno in cui l'Italia si è portata a casa altri due ori: nel salto triplo con Andy Díaz Hernández e nei 60 metri con Zaynab Dosso.

Classe 2000, Nadia Battocletti è una mezzofondista nata a Cles e cresciuta a Cavareno, due comuni in provincia di Trento. È un'atleta eclettica, capace di primeggiare in varie distanze e in più discipline. È l'unica atleta ad aver vinto sia nei 3.000 metri piani che nel 5.000 piani agli europei under 20. Per quattro edizioni consecutive è stata inoltre campionessa europea di corsa campestre, dal 2018 al 2022.
È sempre andata forte anche su pista, ma è soprattutto dal 7 giugno del 2024, giorno in cui vinse la medaglia d'oro nei 5.000 metri piani agli Europei di Roma che il suo nome iniziò a circolare per davvero. Tanto più che, quattro giorni dopo, salì sul gradino più alto del podio anche nei 10.000 metri piani, segnando in entrambi i casi i primati italiani.
Alle Olimpiadi di Parigi del 2024 vinse poi un argento nei 10.000 e arrivò quarta nei 5.000, distanza per cui l'anno seguente vinse un bronzo ai Mondiali di Tokyo e un argento nei 10.000. Nel 2025, e l'anno precedente vinse inoltre l'oro agli Europei di corsa campestre.
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L'oro mondiale che mancava a Nadia Battocletti non è arrivato da una delle sue specialità, ma dalla 3.000 metri indoor, alla prima partecipazione iridata al coperto della sua carriera. Un oro poco affine a una distanza come quella dei 10.000 metri piani in cui è attualmente prima nel ranking mondiale, o dai 5.000 in cui è quarta. Un oro vinto ai Mondiali indoor di Torun con un tempo di 8:57.64, davanti alla statunitense Emily Mackay (8:58.12) e all'austriaca Jessica Hull (8:58.18).
"È stata una gara folle, penso di aver finito le lacrime di gioia. Qui bisognava danzare nel caos, l’ho ripetuto a me stessa nei momenti più critici, e ci sono riuscita. Per me è un sogno, non perché non creda in me stessa ma in questa gara ho faticato, il percorso di avvicinamento non è stato semplice. Fino alla scorsa settimana ero in dubbio se partecipare, devo ringraziare il mio staff e la mia famiglia per avermi dato la forza che cercavo. Non sono un’habitué di questa specialità, anche per questo sono davvero felice. Sì, è una delle più grandi imprese della mia carriera. Pista, cross, strada, adesso le indoor... ci manca di mettermi a nuotare!".
"Mi sono resa conto subito che non sarebbe stata una gara tirata e ai 2000 eravamo ancora tutte lì, in una situazione del genere tutte sono pericolose, bisognava tenere gli occhi aperti. Ho lasciato andare il treno, dentro di me ho pensato di stare lì come un segugio, di sentire il momento giusto per partire e poi ‘giù tutti i cavalli’, come dice mio papà. Non vedo l’ora che arrivi il Golden Gala di Roma, il 4 giugno, per sentire il tifo del pubblico italiano e quando nell’aria c’è il profumo dello stadio Olimpico non posso far altro che sorridere”.
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