Instagram, Facebook e WhatsApp saranno (anche) a pagamento?
Abbonamenti in test, ma solo per accedere ad alcune funzioni aggiuntive. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta

Negli scorsi giorni Meta, proprietaria di Instagram, Facebook e WhatsApp, ha iniziato a sperimentare Instagram Plus, un piano di abbonamento che, fra le altre cose, permette di guardare le Storie altrui in incognito. Si tratta di un piano in fase di test in alcuni Paesi, non ancora disponibile in Italia, ma che non escludiamo possa arrivare prossimamente. Intanto, scopriamone di più.

Tutto ruota attorno alle Storie. Gli abbonati a Instagram Plus possono guardare quelle altrui senza che chi le ha pubblicate lo sappia, sapere se un utente visualizza le proprie più di una volta e creare più elenchi di "amici più stretti" con cui condividere le proprie Storie. Gli abbonati possono inoltre estendere la durata delle stesse per 24 ore ulteriori e scegliere di metterle in evidenza fino a una volta alla settimana per aumentarne la visibilità.
Rispetto alla versione standard e gratuita di Instagram, l'abbonamento Plus include anche altre funzionalità aggiuntive, fra cui una opzione di ricerche nelle Storie per trovare in maniera più immediata chi le ha viste senza dover scorrere l'elenco intero degli utenti, e una sorta di super like animato per le Storie altrui.
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Sulla base delle informazioni emerse finora, sappiamo che Meta sta testando Instagram Plus in Giappone, Messico e Filippine. L'azienda non ha ancora fatto sapere in quali Paesi ha attivato o attiverà la sperimentazione di questa nuova versione premium del suo social, né ha condiviso informazioni sui costi. Dalle stesse persone che hanno avuto modo di provarlo sappiamo tuttavia che i prezzi variano da Paese a Paese e vanno dagli 1 ai 2 euro al mese.
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Di conseguenza, non sappiamo nemmeno se Instagram Plus arriverà in Italia o in Europa né se, una volta terminata questa fase di sperimentazione, diventerà o meno un servizio disponibile ufficialmente. Ma considerando che Meta lo scorso gennaio annunciò di voler iniziare a testare varie forme di abbonamenti a pagamento per le sue piattaforme social (comprese WhatsApp e Facebook), non escludiamo che possa diventare effettivamente qualcosa di concreto.
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