Astronauti di Artemis II
Da sinistra a destra, gli astronauti di Artemis II: Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen - foto di Bill Ingalls, NASA

Chi sono gli astronauti di Artemis II e perché è una missione importante

Una missione chiave per le esplorazioni spaziali dei prossimi anni
A cura di Pietro Paolucci
Articolo pubblicato il:
7 Aprile 2026

Nella serata italiana di lunedì 6 aprile, gli astronauti della missione lunare Artemis II sono diventate le persone che, nella storia dell'umanità, si sono allontanate di più dalla Terra. I quattro sono ancora in viaggio sulla capsula spaziale Orion, che è in dirittura di ritorno sul nostro pianeta, ultima fase di una missione fondamentale per la NASA per poter tornare a mettere i piedi sulla Luna e, in futuro, per le prossime esplorazioni spaziali.

I quattro astronauti di Artemis II

Equipaggio Artemis II
Da sinistra a destra: Christina Koch, Reid Wiseman (in basso), Victor Glover, e Jeremy Hansen - foto della NASA

Reid Wiseman è il comandante della missione lunare, astronauta statunitense laureato in ingegneria dei sistemi e computer che, prima di partire per la Luna con Artemis II aveva già trascorso 165 giorni nello Spazio durante altre missioni. Ha 50 anni ed è l'uomo più anziano ad aver viaggiato oltre l'orbita terrestre bassa. È un ingegnere anche lui, ha un anno in meno di Wiseman, ma è stato due giorni in più nello Spazio Victor Glover, il pilota astronauta statunitense che è diventato il primo afroamericano a girare intorno alla Luna.

È statunitense anche Christina Koch, l'unica donna dell'equipaggio, nonché la prima a vedere dal vivo la faccia nascosta della Luna, essendo tutti uomini gli astronauti che si spinsero fin lì nelle missioni Apollo. Ha 47 anni, ha trascorso ben 328 giorni nello Spazio prima di Artemis II (è la detentrice del record di permanenza continuativa nello Spazio per una donna), è laureata in ingegneria elettrica e in fisica ed è la specialista di missione insieme al canadese Jeremy Hansen. Lui ha 50 anni, è alla sua prima esperienza da astronauta ed è specializzato in scienze spaziali e in fisica.

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Perché tornare sulla Luna dopo oltre 50 anni?

La Terra fotografata da Orion, Artemis II
La Terra fotografata da Orion, Artemis II - foto della NASA, 2 aprile 2026

La missione Artemis II ha l'obiettivo di effettuare un giro intorno alla Luna e di valutare diversi aspetti tecnici e scientifici, anche relativi allo stesso equipaggio, che è sia sperimentatore che soggetto di ricerca. È una missione importante perché serve alla NASA per dimostrare a se stessa e al mondo intero di avere un piano efficace e funzionante per l'allunaggio, le esplorazioni lunari e quelle spaziali dei prossimi anni.

Artemis II è anche la missione che segna il ritorno dell'uomo nei pressi della Luna dopo oltre 50 anni, dalla Apollo 17 del 1972. Un'attenzione, quella nei confronti del nostro satellite naturale, venuta meno negli ultimi anni, complici principalmente questioni politiche ed economiche, ma che di recente è tornata al centro dei piani di governi e agenzie spaziali.

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Con Artemis II la NASA mira a stabilire una presenza umana sulla Luna che possa essere permanente, sostenibile e fruibile per le future esplorazioni spaziali, comprese quelle verso Marte. Nei piani dell'agenzia spaziale statunitense c'è il campo base di Artemis, una base lunare che ci si aspetta venga assemblata alla fine degli anni Venti, che permetta agli astronauti di viverci per settimane o mesi per sperimentare tecnologie e, potenzialmente, per partire direttamente da lì per le missioni future.

Artemis II è fondamentale proprio per questo, una missione di test dell'intera architettura che dovrà portare innanzitutto gli astronauti a camminare sulla Luna, probabilmente entro il 2028 con Artemis IV o V, una missione dalla cui buona riuscita dipende un po' del futuro dell'esplorazione spaziale.

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Pietro Paolucci
Pietro Paolucci
Redattore

Nato a Roma, è un giornalista che si occupa soprattutto di tecnologia e innovazione. Dalle lauree in Letteratura Musica Spettacolo e in Filologia Moderna si indovinano alcuni suoi interessi, ma gli piacciono anche le montagne, nuotare, la psicologia e andare nei posti che non conosce. Ha tre biciclette, quattro chitarre e altre cose che non ha tempo di rispolverare, dice. Da vecchio vorrebbe mettere piede su Marte, o quantomeno scriverne un reportage.

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