Escursionisti consultano lo smartphone
Escursionisti consultano lo smartphone - foto di PeopleImages su Shutterstock

È meglio non usare ChatGPT per pianificare escursioni in montagna

Errori, informazioni fuorvianti e gravi mancanze... In questi casi chiedere all'IA diventa rischioso
A cura di Pietro Paolucci
Articolo pubblicato il:
14 Gennaio 2026

ChatGPT per pianificare un'escursione? Meglio di no. Tra un prompt e l'altro, può capitare di provare a usare ChatGPT e simili per farsi dare qualche consiglio su nuovi posti interessanti da visitare e indicazioni su come raggiungerli. Ecco, non è sbagliato a prescindere, ma è fondamentale fare molta attenzione controllando le informazioni fornite, soprattutto in montagna e in aree remote, sconosciute o poco battute. Pena il rischio di rovinarsi la domenica, o peggio. Il perché è presto detto.

Perché NON pianificare un'escursione con ChatGPT

Risparmiare la batteria dello smartphone - iPhone Maps
iPhone con Maps - Shutterstock, foto di Diego Thomazini

Un po' come (ormai abbastanza raramente) capita con Google Maps che, oltre ai suoi algoritmi e sistemi sofisticati e addestrati da anni fa leva su un vasto bacino di dati per fornire le indicazioni, anche le intelligenze artificiali possono sbagliare.

Anzi, basta una ricerca veloce per trovare vari casi di escursioni e gite pianificate con ChatGPT finite male. È capitato e capita ancora che i chatbot basati sull'IA suggeriscano ferrate da percorrere in bici, sentieri pericolosi, rifugi chiusi o lontani e, più in generale percorsi sbagliati che guide e frequentatori delle zone interessate eviterebbero di attraversare per i motivi più disparati.

La prova

Escursionisti in Val Gardena, Dolomiti
Escursionisti in Val Gardena, Dolomiti - Shutterstock, foto di Lasse Johansson

Esemplare al riguardo il recente test del giornale specializzato montagna.tv. L'autrice dell'articolo ha provato a farsi consigliare un trekking, le cui informazioni, snocciolate da ChatGPT con la sua consueta eloquenza, sono preziose solo all'apparenza, ma di fatto basiche e sostanzialmente incomplete oltre che sbagliate per l'escursione in questione: Cima Santa Maria (Dolomiti di Brenta) in invernale, cioè con neve.

Mancano i fondamentali come i suggerimenti sull'attrezzatura indispensabile da portare con sé, come sci d'alpinismo, ciaspole oltre al kit ARTVA, pala e sonda. Inoltre, la traccia con il percorso relativo creato da ChatGPT è completamente sbagliato: lo è sia il punto di partenza che la cima da raggiungere, obiettivo dell'escursione.

E se ciò non bastasse, alla richiesta di ulteriori informazioni riguardo a rifugi e punti d'appoggio nei paraggi, ChatGPT ha consigliato tre rifugi aperti solo d'estate, tra l'altro fuori dalla zona dell'escursione.

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Solo per avere un'idea generica

Coppia di anziani in montagna
Coppia di anziani in montagna - Shutterstock, foto di Andrei Porzhezhinskii

Non ci sono solo informazioni sbagliate e fuorvianti nell'elenco di suggerimenti del test menzionato. E anche provando a fare delle simulazioni di altre escursioni, ChatGPT ci ha fornito consigli corretti, talvolta.

Ma il solo fatto di trovare anche un solo errore, una mancanza di informazioni riguardo a pericoli oggettivi o un dettaglio fuorviante, non possono che costringerci a sconsigliarne vivamente l'utilizzo a chiunque voglia adoperare chatbot del genere per ottenere informazioni e avventurarsi in ambienti montani o zone rurali di cui non è pratico o non conosce bene l'area e le varie criticità.

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Va bene usare ChatGPT e simili per avere un'idea generica su un nuovo posto interessante da visitare, una vetta da raggiungere, un sentiero da seguire. Ma, almeno per il momento, è bene limitarsi a questo cercando e chiedendo informazioni alle persone che quel posto lo conoscono davvero prima di avventurarsi e di programmare un'escursione, semplice o impegnativa che sia.

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Pietro Paolucci
Pietro Paolucci
Redattore

Nato a Roma, è un giornalista che si occupa soprattutto di tecnologia e innovazione. Dalle lauree in Letteratura Musica Spettacolo e in Filologia Moderna si indovinano alcuni suoi interessi, ma gli piacciono anche le montagne, nuotare, la psicologia e andare nei posti che non conosce. Ha tre biciclette, quattro chitarre e altre cose che non ha tempo di rispolverare, dice. Da vecchio vorrebbe mettere piede su Marte, o quantomeno scriverne un reportage.

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