Telepass Grab&Go - Casello autostradale Telepass
Un casello autostradale - Shutterstock, foto di Kate Krav-Rude

Smartphone al posto del Telepass? Il futuro del telepedaggio

Caselli autostradali e smartphone che dialogano tra loro: ecco l'idea di MobiQ
A cura di Pietro Paolucci
Articolo pubblicato il:
17 Febbraio 2026

Potrebbe sembrare logico, eppure usare lo smartphone per il telepedaggio senza altri dispositivi fisici da tenere in macchina, è ancora fantascienza. C'è tuttavia un'azienda che sta per cambiare le cose, o quantomeno ci sta provando, con MobiQ, un sistema che elimina del tutto scatolette e altri oggettini simili, affidando il tutto al telefono. Una semplificazione notevole, oseremo dire rivoluzionaria considerando la vetustà dell'infrastruttura, ma per il momento in fase di sperimentazione.

Obiettivo: aprire il casello con lo smartphone

Casello autostradale con Telepass
Casello autostradale con Telepass - Shutterstock, foto di ChiccoDodiFC

MobiQ è un'azienda statunitense, parte del gruppo giapponese Denso, che ha sviluppato un servizio che fa da ponte tra le infrastrutture autostradali e gli smartphone nei veicoli semplificando di conseguenza il pagamento del pedaggio e, in generale, l'utilizzo del servizio austrade.

La tecnologia usata, basata sulla comunicazione radio, è un'amplificazione criptata del segnale RF la quale fa sì che, quando l'auto si avvicina al casello, lo smartphone presente all'interno comunica il segnale autorizzando il passaggio, addebitando nel contempo l'importo previsto attraverso la relativa app e i metodi di pagamento inseriti dall'utente.

Sempre attraverso l'applicazione di MobiQ l'utente ha inoltre la possibilità di verificare la distanza dal casello e di sapere in anticipo il costo del pedaggio, fra le altre funzioni accessorie.

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Addio al "vecchio" telepedaggio?

Avviso stazione in autostrada
Avviso stazione in autostrada - Shutterstock, foto di ChiccoDodiFC

È ancora presto per salutare il telepedaggio così come lo conosciamo, che negli ultimi anni ha già visto alcuni cambiamenti con l'ingresso sul mercato di altri attori oltre al "vecchio" Telepass. Ma di cambiamenti tecnologici sostanziali non ce ne sono stati e, probabilmente, non ce ne saranno ancora per un po'.

Perché la tecnologia proposta da MobiQ è interessante, funzionale e anche logica da implementare. Ma questo in un mondo ideale, o quantomeno in un mondo tecnologico e pronto ai cambiamenti, non proprio il nostro, almeno per ora.

Perché le incognite sono ancora molte. Dagli aggiornamenti tecnologici necessari per l'implementazione di un servizio simile nell'infrastruttura autostradale, agli accordi tra le concessionarie, passando per le questioni legate alla precisione del segnale e alla copertura di rete, imprescindibili per far funzionare un servizio automatizzato come questo.

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Intanto, MobiQ ha avviato la fase di sperimentazione negli Stati Uniti. Non ci sono al momento date né informazioni su un eventuale debutto anche in Italia, ma test positivi permettendo, non escludiamo di avere prossimamente buone nuove.

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Pietro Paolucci
Pietro Paolucci
Redattore

Nato a Roma, è un giornalista che si occupa soprattutto di tecnologia e innovazione. Dalle lauree in Letteratura Musica Spettacolo e in Filologia Moderna si indovinano alcuni suoi interessi, ma gli piacciono anche le montagne, nuotare, la psicologia e andare nei posti che non conosce. Ha tre biciclette, quattro chitarre e altre cose che non ha tempo di rispolverare, dice. Da vecchio vorrebbe mettere piede su Marte, o quantomeno scriverne un reportage.

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