Uno dei cammini da fare a novembre in Europa: il Sentiero dei Pescatori in Portogallo
Il segnavia del Sentiero dei Pescatori, sulla costa atlantica del Portogallo. Shutterstock by rybarmarekk

Cammini da fare a novembre in Europa, cinque percorsi per la bassa stagione

Spagna, Portogallo, ma anche tanta Italia. Ecco dove andare fuori stagione per godere appieno dei paesaggi e del territorio.
A cura della Redazione
Articolo pubblicato il:
19 Ottobre 2026

Siamo abituati a pensare a novembre come al mese in cui gli scarponi tornano in cantina, insieme ai costumi da bagno e alle borracce dell'estate. Per chi cammina, però, nel Sud dell'Europa vale spesso il contrario. Le tappe esposte al sole, che ad agosto sarebbero un azzardo, tornano percorribili. In Umbria, poi, è il mese della raccolta delle olive. Ne avevamo già parlato a proposito delle mete per prolungare l'estate in autunno, ma a piedi il discorso cambia, perché conta meno la temperatura del mare e molto di più quella delle ore centrali della giornata. Tra i cammini da fare a novembre in Europa, ne abbiamo scelti cinque, dall'Atlantico portoghese all'Umbria.

Cammini da fare a novembre in Europa: i percorsi della bassa stagione

Trekking
Cammini in Europa. Shutterstock by Benny Marty

Per chi cerca l'oceano: la Rota Vicentina, in Portogallo

Tra Almograve e Zambujeira do Mar, intorno al faro di Cabo Sardão, le cicogne costruiscono i nidi sugli scogli che spuntano dall'oceano, a pochi metri dal sentiero. Siamo sul Trilho dos Pescadores, il Sentiero dei Pescatori. Per oltre duecento chilometri segue la costa del Parque Natural do Sudoeste Alentejano e Costa Vicentina, da Porto Covo fino a Lagos, in Algarve, passando per il Cabo de São Vicente. Insieme al Caminho Histórico, che parte da Santiago do Cacém e scende verso lo stesso capo attraversando l'entroterra, forma la Rota Vicentina, e dal 2016 il Caminho Histórico è certificato dall'European Ramblers Association tra i Leading Quality Trails.

Le guide indicano due finestre per percorrerla, la primavera e l'autunno fino a novembre. Più che i chilometri, a pesare sulle gambe è il terreno: lunghi tratti corrono sulla sabbia delle dune, e conviene calcolare tappe più brevi di quelle che si farebbero su un sentiero di montagna. Chi preferisce un fondo più compatto, o vuole evitare le giornate di vento forte sulle scogliere, può spostarsi sul Caminho Histórico, che resta all'interno tra sugherete e piccoli villaggi e si ricongiunge alla costa più a sud.

Per chi ama la storia antica: la Vía de la Plata, da Siviglia a Mérida

Monesterio, quarta tappa da Siviglia, si presenta come capitale del prosciutto iberico: i maiali che lo producono pascolano nella dehesa, i boschi radi di lecci e querce da sughero che il cammino attraversa per giorni. Questa è la Vía de la Plata. È il più lungo dei cammini spagnoli che portano a Santiago, circa 970 chilometri da Siviglia ricalcando in buona parte la strada romana che univa Emerita Augusta, l'odierna Mérida, ad Asturica Augusta, oggi Astorga.

Farla tutta richiede più di un mese, ma il primo tratto, da Siviglia a Mérida, si chiude in nove tappe e poco più di duecento chilometri, quasi senz'ombra e quindi sconsigliato nei mesi caldi. All'arrivo, Mérida conserva il teatro e l'anfiteatro romani, il tempio di Diana e il Museo Nazionale di Arte Romana, visitabili con un unico biglietto cumulativo. Rispetto al Cammino Francese gli albergues sono più radi e fuori stagione alcuni chiudono, quindi le tappe vanno costruite sulle strutture aperte. Per qualche giorno in più in Andalusia prima di partire, c'è il nostro itinerario tra Malaga e Granada.

Cibo consigliato: jamón ibérico a Monesterio, tagliato al coltello e servito con il pane.

Per chi vuole il Mediterraneo fuori stagione: il GR221 a Maiorca

Un cartello del GR221 su un sentiero con muri a secco a Maiorca
Un cartello del GR221 su un sentiero fiancheggiato da muri a secco, nella Serra de Tramuntana. Shutterstock by tolobalaguer.com

Non la Maiorca delle spiagge, ma quella dei terrazzamenti. Il GR221, la Ruta de Pedra en Sec, attraversa la Serra de Tramuntana da Port d'Andratx a Port de Pollença in otto tappe ufficiali, tra i 140 e i 170 chilometri a seconda delle varianti. Il nome viene dai muri a secco che reggono le terrazze di ulivi. È per questo paesaggio costruito dai contadini che l'UNESCO ha iscritto la Serra tra i patrimoni dell'umanità nel 2011, come paesaggio culturale. Ogni tappa finisce in un rifugio del Consell de Mallorca, da Tossals Verds a Son Amer, da prenotare in anticipo. Il limite è la segnaletica, discontinua soprattutto nelle tappe centrali, anche perché circa il 90% del territorio attraversato è di proprietà privata: senza una mappa cartacea, in alcuni punti, si rischia di sbagliare sentiero.

Per chi non rinuncia al verde: le levadas di Madeira

Una levada di Madeira, canale d'irrigazione trasformato in sentiero
Una levada di Madeira: i vecchi canali d'irrigazione oggi sono sentieri escursionistici. Shutterstock by Al Carrera

Prima ancora degli scarponi, a Madeira serve una prenotazione: nel 2026 l'accesso ai sentieri classificati PR costa 4,50 euro a persona, da pagare online sul portale SIMplifica, perché in montagna la copertura internet non è garantita. Molti di quei sentieri seguono le levadas, i canali d'irrigazione che i coloni portoghesi iniziarono a scavare nel Quattrocento per portare l'acqua dal versante nord, più piovoso, a quello sud, più secco e coltivato.

La rete supera oggi i duemila chilometri, con decine di chilometri di gallerie per cui serve una torcia frontale. Il PR6 della Levada das 25 Fontes, poco meno di otto chilometri, entra nella Laurisilva, la foresta di alloro patrimonio UNESCO dal 1999, e finisce in una conca dove l'acqua scende in decine di rivoli lungo la parete di roccia, da cui il nome. A novembre il clima resta mite, intorno ai 17 gradi medi della stagione fredda, ma in quota nebbia e pioggia sono frequenti e alcuni percorsi possono chiudere per qualche giorno.

Per chi segue l'olio nuovo: la Via di Francesco tra Assisi e Spoleto

Fino al 15 novembre in Umbria è in corso la ventinovesima edizione di Frantoi Aperti, che porta i visitatori a vedere la molitura delle olive appena raccolte. Il modo più lento per arrivarci è a piedi, lungo il tratto della Via di Francesco che da Assisi scende verso Spoleto in quattro tappe, passando per Foligno e Trevi, per una sessantina di chilometri. Il cammino attraversa quasi interamente la fascia olivata, la striscia di uliveti terrazzati tra Assisi e Spoleto che nel 2018 la FAO ha inserito tra i Sistemi del Patrimonio Agricolo di Importanza Mondiale, primo sito italiano nell'elenco. In queste settimane, sotto gli alberi, si vedono le reti stese a terra e le cassette pronte per il frantoio. Arrivati a Spoleto, restano da vedere il Ponte delle Torri e la basilica di San Salvatore, parte del sito UNESCO dei Longobardi in Italia.

Cibo consigliato: bruschetta con l'olio appena franto, sul pane sciapo umbro.

Novembre ha anche i suoi svantaggi: le giornate finiscono presto, alcuni rifugi e albergues chiudono e un temporale può costringere a cambiare i programmi. Per chi accetta di partire con un margine di flessibilità, però, questi cinque percorsi offrono qualcosa che d'estate non si trova, ossia la possibilità di camminare mentre intorno si lavora. Gli scarponi, almeno per quest'anno, possono restare fuori dalla cantina ancora un po'.

Scritto da Anna Furlan

Redazione

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