Biglietti aerei, quando prenotare per risparmiare
Giorni e orari in cui è possibile trovare offerte interessanti per volare
Dodici ore per visitare una città? Non solo si può, si deve. O almeno questo è il pensiero di una (sempre più) nutrita fetta di viaggiatori, che, con il solo passaporto in tasca, sceglie di salire su un aereo, senza bagaglio e a cuor leggero, per rompere – memorabilmente – la routine. Le mete spaziano dalle intramontabili capitali europee alle destinazioni più remote, come l’Islanda, ma hanno come comun denominatore il fatto di rientrare in un’offerta last minute proposta dalle compagnie di volo. Insomma, nessun programma, nessun costo extra: solo il senso di totale libertà. Così l’extreme day trip – questa l’espressione usata oltreoceano – guadagna consensi arginando alla radice due problemi fondamentali quando si tratta di organizzare una vacanza, ovvero la mancanza di tempo e i prezzi spesso proibitivi.
Eppure, sostengono i fautori, nessuna rinuncia all’orizzonte: i ricordi più importanti di un viaggio sembrerebbero essere i primi, legati al giorno stesso della partenza, quando si è carichi di entusiasmo e pronti a lasciarsi stupire dalla destinazione. E se a qualcuno l’idea di concentrare una vacanza in un solo giorno farà storcere il naso, è bene sapere che sono in tanti a essersi ricreduti, come dimostra l’adesione ai numerosi gruppi Facebook che elogiano il fascino della fuga di dodici ore, in cui i partecipanti condividono le loro esperienze, scambiandosi consigli. Insomma, breve – è proprio il caso di dirlo – ma intenso.
Ovviamente, come per tutte le iniziative chiacchierate sui social, l’extreme day trip ha suscitato curiosità e interesse quanto dubbi e perplessità. Vediamoli.
Budget limitato, nessun pensiero organizzativo, e la (preziosa) possibilità di riconsiderare il tempo, restituendogli un valore troppo spesso dimenticato. Con l'extreme day trip ci si rende conto che un giorno ha infinite potenzialità, che ci si può svegliare molto presto al mattino e, con due ore di volo, fare colazione in un Paese nuovo, visitare il centro di una città, respirarne la cultura e provarne le specialità gastronomiche, e perfino fare una gita a qualche chilometro di distanza, per poi tornare in aeroporto e rientrare a casa per dormire nel proprio letto. Un bel bottino esperienziale rispetto a una giornata di ordinaria amministrazione.
Su Facebook, gli appassionati di extreme day trips raccontano di aver visitato, in una manciata di ore, anche più città: qualcuno dice di essersi mosso da Parigi per andare in Lussemburgo, fare tappa a Bruxelles e Amsterdam e rientrare infine nella Ville Lumière, tutto nello stesso giorno; qualcun altro si mostra entusiasta dopo un viaggio giornaliero da Londra a Praga, per cui ha speso solo 15 sterline – meno di una serata fuori in un locale, sottolineano con stupore sul web. Ecco, la sfida è trovare l’offerta, perché con quella giusta si paga meno che per una cena in un ristorante glamour.
E veniamo ora alle note dolenti: l’inquinamento. Gli ambientalisti si scagliano contro le gite estreme di un giorno, evidenziando come i voli siano responsabili del 2,4% delle emissioni globali di gas serra e non risparmiando critiche a chi decide di prendere due aerei nell’arco della stessa giornata. Su questo c’è poco da obiettare, poiché è indubbio che, rispetto al settore ferroviario, per fare un esempio, l’industria aeronautica abbia contribuito e stia contribuendo in maniera decisiva al riscaldamento globale degli ultimi anni.
Insomma, l’extreme day trip non sposa esattamente i principi green, sebbene poi, una volta giunti a destinazione, si possa recuperare scegliendo mezzi ecologici o, ancora meglio, muovendosi a piedi o in bicicletta. Oltre a questo aspetto, non si può ignorare il coefficiente di fatica fisica che un viaggio in giornata richiede, visto il numero di spostamenti necessari. Se poi si considera che tutto deve incastrarsi alla perfezione affinché la mini-vacanza duri effettivamente dodici ore (e non trenta) allora una componente di stress – soprattutto per i più ansiosi – potrebbe non tardare a palesarsi.
Tuttavia, se si soppesano troppo pro e contro si finisce per rimanere fermi e perdere occasioni. E allora, in questi casi, forse conviene dare ascolto a quel suggerimento genuino di chi ha già provato e racconta meraviglie, buttarsi, seguire l’istinto. Magari scegliendo il treno e, anziché puntare sulla meta, abbracciare semplicemente il potere trasformativo del viaggio.
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