Viaggi in aereo, approvate le nuove regole europee
Ecco cosa cambia per bagagli e risarcimenti dei voli con le nuove regole UE

Perché il posto in aereo è diventato un servizio a pagamento? Una domanda che si sarà posta ognuno dei milioni di viaggiatori che ogni anno prendono l'aereo. Come ormai abbiamo imparato, oggi scegliere il posto in aereo costa di più rispetto a un tempo. Quando prenoti un volo low cost - ormai però questa è una tendenza comune a quasi tutte le compagnie - il sistema infatti ti propone subito la selezione del posto a pagamento. La cifra può sembrare piccola, ma alla fine incide sul costo totale del biglietto aereo. Però non è stato sempre così. Il tutto infatti è iniziato all'alba del nuovo millennio.
Nei primi anni duemila le compagnie low cost hanno iniziato a far pagare per prenotare un posto in aereo. Dopo la crisi economica del 2008, ecco che anche molte compagnie tradizionali hanno seguito lo stesso modello. Il cambiamento non è stato di poco conto. Prima il prezzo del biglietto comprendeva tutto: il bagaglio, il pasto e anche la scelta del posto. Il passeggero pagava una tariffa unica e riceveva un servizio completo, solitamente scegliendo il posto al check-in o direttamente al banco. Oggi invece il costo cambia in base alla compagnia, alla tratta e alla posizione del sedile. Giusto per fare un esempio, una famiglia così può arrivare a spendere una cifra anche importante solo per sedersi vicino. Vediamo allora i motivi di questo cambiamento e in quali casi si può evitare di pagare la tariffa.
Leggi anche: Cosa fare prima di un volo: tutti i passaggi, dal check-in al gate

La risposta alla domanda iniziale è molto semplice: modello unbundling. In italiano si può tradurre con il termine "scorporo" o "spacchettamento". Questo modello funziona in un modo molto semplice: la compagnia divide il prodotto in tante parti che si pagano separatamente. Così il biglietto base costa poco, mentre i servizi in più hanno un prezzo a parte. In passato invece quando si viaggiava in aereo le tariffe erano più alte e comprendevano tutti i servizi. Poi, sul finire degli anni '70, con la nascita delle compagnie low cost, sono arrivate le liberalizzazioni. I prezzi così sono scesi un po' ovunque.
Come detto, lo spartiacque però è stato il 2008, anno in cui a causa della crisi - e dell'aumento del costo del petrolio - le compagnie hanno dovuto trovare nuove entrate. Così hanno introdotto prima il pagamento del bagaglio in stiva, poi anche quello di altri servizi: il pasto a bordo, il check-in in aeroporto e, appunto, la scelta del posto in aereo. Questo modello è nato Oltreoceano, arrivando poi in fretta anche nel Vecchio Continente. Ognuna delle voci del modello unbundling così al giorno d'oggi vale miliardi di dollari o di euro. In più si tratta anche di una specifica strategia commerciale. Il viaggiatore infatti è invogliato dai prezzi bassi del biglietto, ma poi ecco che si presentano i costi aggiuntivi.
Le compagnie però sostengono che chi paga per il posto in aereo sceglie davvero ciò che desidera. Chi invece non ha preferenze risparmia. Inoltre i sedili con più spazio hanno un valore maggiore, quindi il prezzo può riflettere questa differenza. Però diverse associazioni di consumatori hanno sottolineato come questo modello porti a una scarsa trasparenza per quanto riguarda il costo finale del viaggio.

In alcuni casi però è possibile non pagare per il posto in aereo. Vediamo allora quali sono le situazioni più comuni.
Il posto in aereo a pagamento è il risultato di una lunga evoluzione del mercato. Con un po’ di attenzione però si può limitare la spesa oppure - in alcuni casi - evitare proprio di pagare la tariffa.
Vuoi di più? Estendi il tuo mondo digitale con la nostra app – scaricala subito!