Casa dei Grifi interno
L'interno della Casa dei Grifi a Roma - foto via Wikimedia Commons/MumblerJamie

Riapre la Casa dei Grifi al Colosseo: la domus sarà visitabile grazie al digitale

È la domus repubblicana più antica del Palatino e dal 3 marzo sarà possibile (ri)scoprirla in tutto il suo splendore
A cura di Letizia Rogolino
Articolo pubblicato il:
19 Gennaio 2026

Riaprirà al pubblico a partire dal prossimo 3 marzo la Casa dei Grifi sul Palatino, a Roma, uno dei complessi abitativi di età Repubblicana più antichi e affascinanti dell’area archeologica del Colosseo. Grazie a un innovativo progetto che unisce restauro, archeologia e tecnologia, il Parco archeologico del Colosseo inaugura una nuova modalità di fruizione: la visita guidata in diretta streaming real time, pensata per garantire accessibilità e tutela di un sito estremamente delicato. La riapertura segna un passaggio importante nella valorizzazione del patrimonio archeologico romano, trasformando una scoperta di inizio Novecento in un’esperienza contemporanea e inclusiva.

La scoperta della Casa dei Grifi sul Palatino

La Casa dei Grifi venne portata alla luce nel 1912 durante le grandi campagne di scavo promosse da Giacomo Boni nell’area del Foro Romano e del Palatino. La domus, risalente tra la fine del II e la prima metà del I secolo a.C., si trova al di sotto dell’ala settentrionale del palazzo imperiale, che in età domizianea ne causò l’obliterazione. Fin dalla scoperta, il sito apparve straordinario per l’eccezionale stato di conservazione degli ambienti, realizzati in opera incerta e impreziositi da pitture parietali, stucchi e pavimentazioni musive di grande raffinatezza.

Casa dei Grifi Roma
La Casa dei Grifi a Roma - foto via Wikimedia Commons/ Sailko di Wikipedia

Affreschi, mosaici e il simbolo dei grifoni

La domus conserva otto ambienti decorati, con pareti affrescate caratterizzate da raffinati effetti illusionistici: colonne, lesene ed elementi architettonici dipinti creano giochi prospettici tra i meglio conservati dell’epoca repubblicana. Molte delle pitture originali, staccate per motivi conservativi, sono oggi custodite nell’Antiquarium del Palatino. Di grande pregio anche i pavimenti a mosaico, tra cui spicca un raro motivo a cubi prospettici realizzato con pietre e marmi policromi. Il nome “Casa dei Grifi” deriva dal rinvenimento di una lunetta decorata con grifoni in stucco bianco su fondo rosso, divenuta l’emblema dell’intero complesso.

Il restauro della Casa dei Grifi e il progetto Caput Mundi

L’eccezionale valore storico e artistico della Casa dei Grifi ha portato all’inserimento del suo restauro tra i dieci interventi strategici del PNRR – Piano Caput Mundi, all’interno della Missione 1 dedicata a digitalizzazione, cultura e turismo. Un riconoscimento che ha permesso di avviare un progetto di recupero di ampio respiro, pensato non solo per la conservazione del monumento ma anche per la sua futura fruizione pubblica.

Diretto da Aura Picchione e concluso nel dicembre 2024, l’intervento ha previsto un approccio integrato che ha combinato rilievi fotogrammetrici tridimensionali, il restauro delle delicate superfici pittoriche, il consolidamento strutturale degli ambienti e una nuova progettazione illuminotecnica studiata per valorizzare le decorazioni senza comprometterne la conservazione. Grazie ai fondi stanziati è stato possibile avviare uno studio scientifico approfondito del complesso e restituire la Casa dei Grifi al pubblico in condizioni di massima sicurezza.

La visita in diretta in real time

La vera innovazione della riapertura della Casa dei Grifi è rappresentata dalla visita guidata in diretta streaming, ideata da Federica Rinaldi con la supervisione tecnica di Stefano Borghini. Questa soluzione nasce dall’esigenza di superare una delle principali criticità strutturali del sito: l’accesso alla parte ipogea della domus, possibile solo attraverso una scala molto ripida e quindi non fruibile da tutti.

A partire dal 3 marzo 2026, ogni martedì sarà possibile prenotare una visita della durata di circa 30 minuti, in gruppi ristretti di massimo 12 persone, con due turni settimanali: alle 14:00 in italiano e alle 15:00 in inglese. I visitatori vengono accolti in uno spazio protetto da una nuova copertura in rete microforata, che riproduce idealmente il profilo mancante del vano scala del Palazzo Flavio. Da qui assistono alla visita guidata in diretta, condotta da una guida munita di videocamera che accompagna il pubblico all’interno della domus.

Casa dei Grifi 2026
La Casa dei Grifi riapre nel 2026 - foto via Wikimedia Commons/ Sailko di Wikipedia

Scenografie, ricostruzioni e accessibilità

L’esperienza di visita è arricchita da un accurato progetto scenografico: lungo il percorso si attivano progressivamente dieci diversi scenari luminosi, studiati per mettere in evidenza mosaici, affreschi e dettagli architettonici di particolare pregio. Nel tratto di ritorno, invece, l’illuminazione si fa più sobria e suggestiva, concentrandosi sui muri e sulle fondazioni più tarde, responsabili dell’abbandono del complesso.

La proiezione in diretta è intervallata da video di ricostruzione tridimensionale della Casa dei Grifi e da approfondimenti dedicati alla topografia e alla morfologia del Palatino, che aiutano a contestualizzare il sito nel suo ambiente originario. Grande attenzione è stata riservata anche all’accessibilità, con l’installazione di una mappa tattile della domus e la disponibilità di testi in braille per i visitatori non vedenti.

Biglietti e prospettive future

L’accesso è riservato ai possessori del Forum Pass SUPER, con un’integrazione di 8 euro per la visita guidata. Come sottolineato da Alfonsina Russo, già direttrice del Parco archeologico del Colosseo e oggi Capo Dipartimento per la valorizzazione culturale del MiC, l’obiettivo è che la visita in real time diventi un modello replicabile per future iniziative digitali, capaci di coniugare tutela, conoscenza e innovazione. La riapertura della Casa dei Grifi rappresenta così non solo un ritorno al passato, ma anche uno sguardo concreto verso il futuro della fruizione archeologica.

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Letizia Rogolino
Redattrice

Giornalista e copywriter, appassionata di cinema, serie TV e viaggi. Cinefila incallita e anima vagabonda, amo perdermi tra i road movie, il mare e le atmosfere degli anni '80. I dolci sono il mio comfort food, guidare mi rilassa, correre all’aria aperta mi rigenera. E quando posso, suono il banjo. Racconto storie, luoghi ed emozioni con la stessa curiosità con cui esploro il mondo.

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